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lunedì 13 novembre 2017


Napoli, 13/11/2017

Evento: 24/11/2017, proiezione-dibattito docu-film VAXXED, relazione tra Autismo e Vaccini

copertina di "Vaxxed"
Si rende noto che, il giorno Venerdì 24 novembre 2017, alle ore 18:15, nei locali della risto-pizzeria «‘O Murzillo», sito in v. Lepanto 106 (80126) Napoli (quartiere Fuorigrotta), sarà proiettato il film-documentario “VAXXED – Autismo e Vaccini – Dall’occultamento alla catastrofe”, il film che terrorizza l’industria farmaceutica per i contenuti di denuncia delle violazioni civili e penali, delle criminali omissioni, delle eclatanti falsificazioni, della diffusione di spregiudicate bugie, commesse ai massimi livelli degli organi sanitari nazionali ed internazionali, intorno alla vicenda dei vaccini che sta segnando un’intera generazione di infanti per il contenuto di pericolosi veleni presenti negli attuali prodotti farmaceutici che recenti disposizioni vessatorie promulgate da un governo ed un parlamento di corrotti, nominati, abusivi, non eletti, in una condizione di patente conflitto di interessi hanno imposto per un’inutile, anzi dannosa, vaccinazione di massa da cui trae vantaggio solo la criminale, avida, spietata industria farmaceutica ed i suoi servizievoli medici vaccinatori, nella totale indifferenza alle richieste di chiarimenti provenienti dalla società civile, dai professionisti della ricerca scientifica, in cui l’unica risposta data ai ragionevoli dubbi sollevati da stimati, esperti, valenti professionisti (come Roberto Gava, Stefano Montanari, Dario Miedico ed altri) è stata la loro radiazione dall’ordine, senza che vi siano state nei loro confronti denunce di pazienti danneggiati, né l’istruzione di pubblici processi, né condanne da parte della giustizia ordinaria.



In zona sono presenti numerosi posti auto non custoditi a pagamento, sia ai bordi di v. Lepanto e delle strade limitrofe sia nel parcheggio antistante lo stadio s. Paolo



Per chi desidera trattenersi dopo la proiezione per la cena, è disponibile, a modico prezzo, un menu abbastanza articolato presso lo stesso locale.



Poiché la capienza del Murzillo è limitata a circa 50 posti, è gradito un cenno di partecipazione, entro e non oltre il giorno Giovedì 23/11/2017, al numero 338.81.52.862 oppure alla email alexfocus@alice.it



Chi fosse interessato ai contenuti del documentario ma impossibilitato a partecipare all’evento, può scaricare il filmato al seguente indirizzo:




Raggiungibilità:

Il locale è facilmente raggiungibile con varie modalità:

Auto:
·         uscita n. 10 Tangenziale di Napoli (900 mt)

Treni:
·         stazione “Campi Flegrei” della Metro 2 (450 mt) dai capolinea Pozzuoli e S. Giovanni-Barra
·         stazione “p.le Tecchio” della Ferrovia Cumana (250 mt), dai capolinea Torregaveta e Montesanto

Autobus:
·         linea urbana ANM R7 dai capolinea v. Pozzuoli (staz. Cumana Dazio) e p.za Vittoria (lungomare v. Caracciolo – villa Comunale)
·         linea urbana ANM 151 dai capolinea p.za Garibaldi (fermata delle FF.SS. e staz. Centrale della Circumvesuviana) e p.le Tecchio
·         linea urbana ANM 180 dai capolinea p.za Garibaldi (fermata delle FF.SS., staz. Garibaldi della Metro 2 e staz. Centrale della Circumvesuviana) e staz. Scampia della Metro 1

localizzaione risto-pizzeria ‘O Murzillo


sabato 9 maggio 2015

Napoli, 09/05/2015

Cari/e lettori/trici del mio diario, annuncio un evento culturale. Il giorno

Lunedì, 11 Maggio 2015, alle ore 17:30

la poetessa non più esordiente ma pluripremiata,

Marianunzia MASULLO,

presenterà il suo ultimo volume di poesia

L’Animo allo Specchio”, Alessandro Polidoro editore.

A lato è mostrata la copertina del libro

La presentazione avverrà presso la 

Libreria PAPIRIA slr, sita in Via Giovanni Ninni (Napoli), tel. 081.420.11.42
 


Di seguito fornisco una rcensione di Armando SAVERIANO, il fondatore dell’associazione culturale Logopea, sul libro della Masullo

LA CALIBRATA PAROLA

Quando Vita e Poesia diventano reciproco specchio


Un andante neo-melodico, quello di Marianunzia Masullo, che si presenta con una accattivante plaquette di ridotte dimensioni, “L’Animo Allo Specchio”, per i tipi di Alessandro Polidoro Editore. 
Una poesia cadenzata sui ricordi e sulle sensazioni emotive di ieri e di oggi, lungo quella linea ineffabile e simbolica che collega presente e passato, che anzi annulla le convenzioni temporali e confonde dolcemente il cuore. 

La poesia per Masullo è una soglia da attraversare con decisione e con pudore, con la determinazione appassionata e con lo stupore degli animi nitidi, capaci di ancorarsi ancora alla fanciullezza, di affrancarsi da scorie e pesantezze, in una rinnovata purificazione dello spirito quando è affranto. 
È un viaggio che fa sgranare alla poetessa occhi smisurati, che colgono dettagli come per la prima volta e sanno raccontare a chi non c’era, a chi non conosceva, a chi non partecipava. 

La poesia è sempre un atto di condivisione, anche quando è ermetica, ardua da decodificare, o di primo acchito disempatica, arroccata su se stessa e sui suoi arcani simboli da cimento e da sfida. 
Le allegorie della Masullo sono al contrario aperte e sinceramente disponibili, alla portata di chi voglia coglierle con rispetto e simpatia. Il concetto a noi caro di “pensiero emotivo” è garbatamente espresso nel componimento “Al buio” (pag.18): “Al buio mi concentro/ed elaboro il mio pensiero/che è innanzitutto sentimento/la luce disperde i miei pensieri/che numerosi si affollano nella mia mente/in attesa di fluir sul foglio agevolmente/per catturare le emozioni dell’animo/all’istante”. Niente di linteo, di sbarrato, di impenetrabile. 

Al contrario, l’invito ad una passeggiata sottobraccio a una parola che non dissimula, che non si nega, che nulla agghinda o maschera. Ciò non toglie che non ci si ferisca, che la strada non riservi salite scomode, che i cespugli non alternino ai fiori i rovi, che i paesaggi della mente non siano, a volte, ustorii. Ma ogni turbamento, ogni graffio, ogni goccia di sangue si rivela propedeutico alla ripresa, alla riconquista del dominio di sé e della speranza. 
Lo si evince ne “Il viaggio” (pag.37): 

“ Irta e tortuosa sarà la salita/roseti e rovi fiancheggiano il cammino/spuntano improvvisi/celati dalle verdeggianti/e ingannevoli felci/lacerano la pelle/procurano sanguinanti e dolenti ferite/ brandelli di pelle sparsi/ laverete le ferite/tamponerete il sangue/petali di rose garze ad alleviare il dolore/ disseterete la gola arsa/alla fonte della speranza/ rinfrancherete le membra/automi in movimento/alla fonte della cultura/cosicché la discesa vi sarà agevole/e i piedi affonderete in un soffice manto di terra”. 

Il bene e il bello intervengono, anche quando non raggiunti, ma intuìti e liberatorii, a soccorrere, a disinfettare dalle brutture e a offrire al poetare stesso una facoltà ardita, che tramuti in gloria ogni travaglio, ogni tribolo d’animo e corpo, di spirito e coscienza. 
La sensibilità può essere defraudata, depauperata, avvilita, per contraddittoria deiezione dell’umano, che spesso si fa aguzzino, avversario, monade mutila che tenta di mutilare l’altrui, per una opposizione demonica del male al bene. Ma svellerla, annullarla non si può. 
Essa è vitalissima e resiste al subdolo, al deleterio, a quelle “…anse tortuose e profonde” che “segnano solchi/marcano l’asprezza della dura terra/indifferenza e arroganza/negli animi gretti/che sordi zittiscono, scivolando/nelle tenebrose cavità dell’ottudimento”. 
La sensibilità sfugge al conformismo, sempre comodo e acquietante, disappartiene al banale della volgarità, aspira e ascende a valori ormai oggigiorno apolidi: minima o grande essa sia, fa la differenza, una differenza in cui si irradia e si radia la seminagione delle idee di libertà e di verità.

Il poeta, “peregrinus”, si fa messaggero: di una voce, di una parola, di un’orma. Di una testimonianza. Di un racconto che trascende il momento. Magari il verso, pupilla per il lettore, si articola e volge anche foneticamente in prosa, quasi indipendentemente dall’intendimento di chi (de)scrive: 
“ Voltarsi indietro a fissare il paese illuminato/abbarbicato sulla collina/fino a quando non scompare all’orizzonte/ Un magone, una forte commozione, mi accompagna/mentre mi lascio il paese alle spalle/ E se è vero che sono napoletana/è altrettanto vero, che per parte di madre/le mie origini mi legano profondamente/a questa splendida e lussureggiante terra/ Terminata la mia breve ma intensa vacanza/vivo il distacco in uno stato di profondo dispiacere/come se mi stessi congedando da una persona a me cara/ Oh Ostuni! Terra degli antichi, ritrovati, profumi e sapori/terra operosa, terra dalla millenaria storia/terra rossa, da cui ulivi secolari ergono, grondanti/di frutti ricchi e succulenti, le loro maestose chiome,/e all’operosa mano del contadino il compito/di tramutar quei verdi frutti in oro giallo” (“Ostuni, la città bianca” pag.14). 

C’è qui tutto il turgore entusiasta di una reificazione del semplice e del sublime, dell’umile e del meridiano, ove il verso si compenetra nella prosa e viceversa, ove il ricordo-immagine perpetua il nucleo semantico del “restare impresso”. 
Chiave di volta, del resto, di gran parte della raccolta: il ricordo riconcilia ciò che la vita aggrava e tende a dividere, e affina la coscienza, respingendo l’insorgere della “nescienza”. 
Il ricordo, che non ha alcun limite, né di tempo né di spazio, è inoltre leva di autoconsapevolezza, contribuisce alla nicciana percezione umana dell’identità. Il ricordo, alla pari del pensiero emotivo, scandisce la versione di Hölderlin da Pindaro: “Werde, welcher du bist, erfahren”, “renditi conto di chi sei”, “diventa chi sei, avendone preso coscienza”, grazie al potere mnestico, all’irradiazione della rimembranza (di una persona amata, di un luogo, di un presentimento, di un trasalir dello spirito). 
Ricordo è esperienza vissuta, ed agisce sapienzialmente anche quando i suoi bordi non sono tanto netti, anche quando esso “s’infiaba”, non perché l’io di oggi voglia abbellirlo per acutizzarne gli effetti benefici da unguento, o per autodifesa, ma perché sceglie di selezionare e assaporare il meglio, anche a costo di qualche inconsapevole ritocco. 
La poetessa impara a “conoscere” o “riconoscere” chi è, in virtù dell’evocazione di figure (soprattutto quella elettriade del padre) e di stati dell’essere, di locazioni anche in non-luoghità, come il buio o la luce in cui abita, si delizia, soffre, piange di gioia o è preda di dubbi, in cui si concentra e respira. 
È figlia non diméntica o trascurata, ed è madre di “prole sperata”: “…tanta tenerezza susciti/e noi orgogliosi di essere/del tuo seme i frutti” (“Babbo”, pag.8); “…partorisco una poesia dopo l’altra/con frenetico ardore/con eguale emozione/con amorevole attesa/di mamma bramosa/la nascita di prole sperata”(“Parto”, pag.27).

La marca morfologica, la struttura espressiva, la colloquialità, i profili pittorici, la temperie icastica del libretto mostrano coerentemente come la tensione “alla/nella/della” poesia tragga alimento dal confronto tra narrante e narrato, versificatore e verso, vicenda e sogno, aspirazione e realtà: sicché scrivere è un aspetto del vivere e vivere si attua e si compie scrivendo, per rotazione filosofico-metaforica.

                                                                                        ARMANDO SAVERIANO

Raggiungibilità :

Piantina da Google Map

La zona è molto ben servita quindi si consiglia di lasciare l’auto a casa e sfruttare  metropolitata, sia linea 2 (la storica) sia linea 1 (la cosiddetta “collinare”) oppure Cumana / Circumflegrea o la Funicolare.
Anche le linee di autobus sono abbastanza frequenti
Ma per i più pigri c’è la possibilità di dpositasre l’auto in alcuni garage nei prssi della libreria.

Allora, arrivederci da Papriria...

martedì 21 gennaio 2014



Napoli, 21/01/2014

Il giorno Sabato 25 Gennaio 2014, allo ore 11:00, nella basilica di S. Chiara (a v. S. Chiara, 49 – 80134, Napoli) in cui si trova il corpo della venerabile, alla presenza del card. Crescenzo SEPE (Arcivescovo Metropolita di Napoli) e del card. Angelo BAGNASCO (in rappresentanza del Papa Franceso) si svolgerà la cerimonia di celebrazione ed il Rito di Beatificazione di Maria Cristina di Savoia, figlia minore di Vittorio Emanuele I di Sardegna, sposa di Ferdinando II, re delle Due Sicilie, e madre di Francesco II, ultimo re del regno duo siciliano.
L’evento è particolarmente significativo sia per i nostalgici del Regno sia per i seguaci la stirpe “dannata” dei Savoia che hanno partecipato attivamente alla distruzione della stessa casata, i Borbone di Napoli, con cui si erano, da pochi lustri, uniti.
Sicuramente gli unitaristi accoglieranno bene i Savoia, ma i patrioti “briganti” duo-siciliani veedranno tale visita come il ritorno dei barbari che distrussero un regno felice, prospero, antico, pulito, sano, evoluto e non sentiranno di inneggiare ai traditori savoiardi che, come dice la vulgata, finiscono una gruerra dallo stesso lato da cui l’hanno iniziata solo se tradiscono un numero pari di volte.  
Quindi molti neo-borbonici o, semplicemente, patrioti del Sud grideranno, al passaggio degli eredi di Vittorio Emanunele II, “Indietro, Savoia!” o, perlomeno, gli invieranno una salva di fischi di disapprovazione ed innalzeranno cartelli di protesta contro i savoiardi ed inneggeranno al Regno “tradito” dai vandali franco-piemontesi.
  
Sondaggio: sei contro od a favore della secessione (od indipendenza o forte autonomia) delle regioni del Sud-Italia? E se sì, saresti a favore di una forma di monarchia costituzionale per queste regioni?

Commenta questa pagina oppure scrivi a: solidaliesovrani@libero.it oppure a coordinatore@parlamentoduesicile.eu od invia un SMS al 338.81.52.862

Indicazioni per la Raggiungibiltà:



In Auto: una volta lasciata l’autostrada A1 Milano-Napoli in direzione dell’uscita s. Giovanni – Gianturco-P.zza Garibaldi, si può lasciare l’auto in uno dei vari parcheggi che si trovano nei pressi della stazione centrale e proseguire con la metro collinare (linea 1) fino alla fermata “Università che dista circa 250 mt da S. Chiara.
Se ci si vuole avvicinare ulteriormente con l’autovettura, vi sono circa 10 parcheggi entro 600 mt da S. Chiara ma bisogna fare attenzione perché molte parte delle strade circostanti sono zone a traffico limitato. Giungendo in treno le inciazioni sono simili (due fermate della metro 1).
Se, invece, si arriva in nave, la stazione marittima dista circa 500 mt da S. Chiara

domenica 8 settembre 2013
Napoli
08/09/2013


Cari/e amici/che, vi informo che il

 17 settembre 2013, 
alle ore 23:00

dalle frequenze della

rete TeleAkery 
canale 41-82-92 del digitale terrestre; 
oppure, più comodamente accessibile in qualunque orario, su
canale internet: inserire in un qualunque motore di ricerca (ad esempio, google) la stringa "teleakery streaming"

in quel di Acerra (comune campano di cira 57mila anime) vi sarà una conversazione su tematiche scottanti come:
  • debito pubblico, 
  • truffa del signoraggio, 
  • potere criminale delle banche, 
  • sovranità monetaria
e che non sono trattate sui mezzi di DIS-informazione di massa, tra tre personaggi di cui fornisco in fondo una breve scheda personale.
Perchè la trasmissione (per ora unica, se andrà bene questa puntata pilota potrebbe trasformarsi in un appuntamento periodico) è intitolata al re e generale spartano? Perchè come diceva Leonida, NON è importante QUANTI siamo ma QUALI siamo.
L'informazione è "alternativa" sottinteso al MAINSTREAM cioè alla coalizione di mass-media che va da "mamma" RAI a "zia" MediaSet, da "La Repubblichetta delle Banane" a "Il Fessaggero", da "Il Corriere della Serva" al SoloBugie24OreSu24, da “Lo Stra-Fatto Quotidiano” al “Giornale Igienico”, da “Il Foglio da Suole” al “Dalla Padania alla Brace” e così via, ironizzando …
Questi media, al di là dalle differenze apparenti, scarsamente “concrete” (che si possono sostanziare in una coloritura, in un modo di presentare le notizie), sono perfettamente allineati dal punto di vista dei contenuti e del tipo di notizie (vi sono quelle di cui si può parlare  e quelle, invece, “tabù”) e che confermano quel che il grande commediografo e scrittore francese Honorè de Balzac fa dire ad un personaggio dell’opera “Le illusioni perdute”:
Vi sono due tipi di storia: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad 'usum delphini' [cioè del potere, n.d.A.], e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa
Oltre a questa pagina del blog a cui si potranno fare commenti, il dott. Montano mette a disposizione per messaggi, commenti, domande che ci vorranno, eventualmente, inviare gli ascoltatori, la seguente email:


se vi sarà un seguito a questa, per ora, unica trasmissione, saranno lette e commentate in studio le missive (email, SMS, commenti) e vi potranno essere anche altri personaggi (ovviamente "voci fuori dal coro") invitati a partecipare.

Schede personali degli ospiti del 10 Settembre 2013

Moderatore e Intervistatore:
Aldo prof. CIANCI, napoletano doc, studioso della tradizione, ed amante della storia di Napoli.
Laureato in lingue, letterature ed istituzioni dell’Europa occidentale, abilitato all’insegnamento di luingua e letteratura inglese per gli istituti superiori, medaglia d’argento al valore civile per aver prestato soccorsi alle popolazioni meridionali colpite dal sisma del 1980.

Introduzione e commenti:
Pasquale dott MONTANO, medico di Acerra con molteplici interessi, tanto vari quanto la sua modestia nel non volerli rendere pubblici, lancia un messaggio molto forte al popolo sovrano.

Economia e Geo-Politica:
Alessandro ing. d’Esposito, nato a Portici (NA), erede di una complessa storia familiare transnazionale, impiegato in una grande azienda metalmeccanica, un curioso in cui convivono in perfetta contraddizione istinto ed analisi, Alfiere degli Apoti (cioè uno che non se la beve), da sempre appassionato di economia e di geopolitica ma, soprattutto, ricercatore di epistemologia in senso ermeneutico, di estetica e di etica (cioè della verità interpretata, della bellezza, del bene).


A risentirci
AlexFocus

martedì 3 settembre 2013


Napoli, 03/09/2013

Oggi, alle 15:30 sit-in di protesta (autorizzato) davanti al Consolato Americano a Napoli, in piazza della Repubblica (80122), per manifestare contro l’ennesima guerra-per-portare-pace-ben-infilzata-sulle-baionette.
Alcuni esempi di cartelli:

USA = Universal Satanic Agents

NATO = North Atlantic Terrorist Organization

Yenkees Go Home … (and Stay There!)

UNO = USA-servant Nasty Organization

Barack, return the Nobel Peace Prize

USA, the Demo(n)cracy Tyranny

USA, real orwellian nightmare

No Syria War - Naples Committee


Ovviamente sono graditi ulteriori suggerimenti!

Napoli Piazza della Repubblica, Consolato USA

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