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mercoledì 19 luglio 2017

La tesi con cui Marianna Madia ha conseguito il dottorato alla Scuola di Alti Studi IMT di Lucca contiene almeno 4’000 parole tratte da altri lavori ma senza citare chiaramente le fonti: insomma è un PLAGIO.

Per una vicenda analoga, Karl-Theodor zu Guttenberg, ex ministro della Difesa tedesco ha rinunciato al dottorato e si è dimesso, dopo le accuse di plagio nel 2011. Fu aperta un’inchiesta dall’Università di Bayreuth, dove Zu Guttenberg aveva conseguito il dottorato, e dalla magistratura, che finì con un patteggiamento e un ammenda.

Non sarebbe un caso eclatante se la Madia non fosse il ministro per la Semplificazione e Pubblica amministrazione nei governi di Matteo Renzi prima e di Paolo Gentiloni poi: la stessa ministra che, con la sua riforma ha CANCELLATO la Guardia Forestale di Stato, i cui membri e mezzi sono confluiti nei Carabinieri (qualcuno avrà notato le macchine con la scritta “Carabinieri” ma con i colori bianco e verde).
Qualcuno aveva plaudito al risparmio (tra l’altro esiguo) ottenuto con la riforma Madia, senza però tener conto che la spensierata dispersione del patrimonio di esperienze, uomini e mezzi avrebbe potuto causare dei gravi disastri come quello degli incendi in questa estate (tra le più torride degli ultimi decenni).
Infatti ben 24 dei 32 elicotteri in dotazione sono rimasti fermi per mancata manutenzione quindi l’azione di prevenzione e contrasto antincendio è risultata praticamente bloccata.

Grazie a Marianna che, a questo punto, invece di fare ulteriori guai, sarebbe meglio andasse in campagna!
AlexFocus
domenica 22 maggio 2016



Napoli, 22/05/2016



Perché pubblico questo post? Non si può sempre fare la faccia seria, ogni tanto ci si deve rilassare e, dunque, ecco quattro mattacchioni che suggeriscno battute esilaranti.  
Non credo che siano necessari tanti commenti, le vignette sono autoesplicative


Sono una vera donna, completa! Eh, Eh, Eh! santa Recchia!
Sono di destra! Anzi un vero fascista, … Ah, Ah! San Silvio, tiè! Uh, Uh!




Sono cattolico! Anzi, un sincero credente… Oh, oh, mio Dio! Pietà e Perdono..
Sono uno statista! Moralista e pure di sinistra! Hi-hi! mamma, Mammona e Maria Elena! Uh, Uh! Non gliela fò più!
domenica 3 gennaio 2016


Napoli, 03/01/2016

Il diavolo, si suol dire, alloggia nelle pieghe.
Questo articolo è dedicato in special modo a quei poveri benpensanti, borghesi, bigotti i quali, sulla tragedia delle obbligazioni condizionate (vendute agli ignari correntisti come investimento “tranquillo”, “sicuro”, “senza sorprese” si sono visti rifilare delle obbligazioni “condizionate” cioè che potevano essere utilizzate dalle banche emittenti per “coprire” i propri buchi di bilancio) hanno strillato la propria condanna definitiva: “Se lo meritano, questi sprovveduti!” oppure “Chi vuol troppo guadagnare, prima o poi si fa fregare” o ancora “Se si investe sui prodotti a rischio, si sa a cosa si va incontro!” e via dispregiando.

Luigi d’A, suicida per la truffa delle obbligazioni "condizionate"
 Senza nemmeno un dubbio, senza la minima considerazione di chi, come il povero pensionato Luigi d’A., 68 anni che si è impiccato per aver perso 100'000 € (i risparmi di una vita) nel fallimento della Banca Bruna.

Ma io sentivo che questa manica di qualunquisti era in torto marcio, infatti, su Panorama nr.51, del 22 Dicembre 2015, a pag. 65 ho trovato un trafiletto (su Veneto Banca) di poche righe che riporto:

Maurizio Boscolo, Impiegato (Chioggia)
Quando nel 2010 mi hanno proposto le azioni di Veneto Banca ho chiesto subito se era un investimento azionario . Mi hanno detto di no, aggiungendo che, fino ad allora, avevano guadagnato molto bene.
Nessuno mi ha parlato di rischi.
Pochi mesi fa, su consiglio dell’avvocato dell’Adusbef, ho richiesto di mandarmi il documento dell’acquisto delle azioni ed ho scoperto una cosa sorprendente: nella mia copia (che, fortunatamente, ho conservato) c’è solo la dicitura «titolo non quotato», mentre in quello della banca è scritto «Operazione non adeguata per il rischio di concentrazione, ma chiedo comunque che venga eseguita».
Peccato che quella scritta io non l’abbia mai vista…

la finta fatina Boschi fotte persino gli Aretini

Ci siamo capiti? Doppia documentazione: quella per abbindolare il cliente e quella per fregarlo: come dicevano gli indiani “lingua biforcuta come un serpente”.
Ci sono oltre un milione e duecentomila correntisti che sono sull’orlo del baratro, grazie anche al Decreto Salva-Banche di questo governo di “carta” il cui capo, Matteo Renzi, è un cameriere dei banksters molto sollecito nello scricare sui suoi stessi elettori il peso di gestione dissennata da parte di amministratori “amici” ed “amici degli amici”. Questo in 14 banche (a parte la Veneto Banca) che sono le seguenti

·         Banca Popolare di Etruria

·         BCC Terra d’Otranto

·         Istituto per il credito sportivo

·         Cassa di risparmio di Ferrara

·         Cassa di risparmio di Loreto

·         Banca popolare dell’Etna

·         Banca popolare delle province calabre

·         Banca di Romagna

·         BCC Irpina

·         Banca delle Marche

·         Cassa di risparmio di Folgaria

·         Credito trevigiano

·         Banca di Cascina

·         Banca Brutia

E la Consob (Angelo Apponi) col prosciutto sugli occhi? E la Banca d’Italia (Ignazio Visco) con le mani sulle orecchie? E l’algida BCE di Mario Draghi, con quell’aria di superiorità, appoggiata sul niente, che non patteggia con i truffati? Ed il PierCarlo Padoan (Ministero di Economia e Finanza) che fa lo spendido, sicuro, inossidabile col culo degli altri? E la Boschi in disgustoso, palese, incontestabile conflitto d’interesse (che ha contribuito a salvare la banca del paparino, Etruria)? Ed il sottogoverno addetto all’economia? E tutti quegli altri parassitari enti di auto-gestione bancaria che succhiano solo soldi per NON fare il loro lavoro?
Tutti salvi senza nessun addebito? Troppo comodo, marchesino-Pinocchio Matteo, vergognati, vergognatevi tutti! Maledetti truffatori! Bugiardi, dimettetevi ADESSO!

Matteo Renzi Pinocchio, dimettitti ADESSO!

AlexFocus




domenica 29 dicembre 2013


Napoli, 29/12/2013

Bruno Vespa
Questo post nasce da una mia indignazione a seguito della lettura, sebbene in ritardo, di un’autorecensione di Bruno Vespa (su Panorama n. 47 del 13 novembre scorso) a riguardo della sua ultima fatica letteraria, edita da Mondadori.

Ma anche dalla proposta di scrivere qualche articolo (su temi a cui tengo) da parte di un amico, Elia Menta, che è il titolare di un blog seguitissimo e pieno di contenuti affascinanti, esposti in una prospettiva originale, http://perchiunquehacompreso.blogspot.it/ ). Infatti proprio per questo attira i troll (cioè quelli che confutano le tesi, anche le più documentate, per idiozia / ignoranza oppure per un preciso scopo denigratorio) più coriacei.


Oscar Luigi Scalfaro
Come nasce e si manifesta l’indignazione?
A volte mi son posto la domanda perché molte persone si sbigottiscono del mio approccio brutale a certi fatti, parole (ricordo anche che l’inazione ed il silenzio hanno un significato, ma ne parlerò dopo).
Mi rimproverano di essere un estremista, poco moderato, violento (almeno verbalmente), intollerante, di farmi nemici gratuitamente: insomma di non essere, come loro, capace di fare buon viso a cattivo gioco, di non saper manovrare i tasti dell’ipocrisia, della menzogna, di non voler abbracciare il nemico più stretto di un amico (in modo machiavellico). Insomma, mi dovrò rassegnare a non diventare un “principe”…
Vincenzo Parisi
Eppure quando leggo cose come i resoconti delle giornate successive alle tre bombe del 28 luglio 1993, esplose a Milano (in via Palestro) che fece 5 vittime ed a Roma (una che distrusse parte della chiesa di S. Giorgio al Velabro e l’altra che mandò in rovina un’ala della cattedrale di s. Giovanni in Laterano), non riesco a trattenere un moto di collera.
 

Vespa racconta di essersi recato sui luoghi degli attentati con solo tre persone: il papa Giovanni Paolo II, il presidente dela Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro ed il capo della polizia, Vincenzo Parisi.
Ormai dimessosi dalla direzione del TG1 ma ancora con lo spirito da cronista Vespa chiese a Parisi un’idea sulle bombe (se sono, cioè come le altre che avevano insanguinato l’Italia nei cosiddetti “anni di piombo” cioè quelli che vanno dai '70 agli inizi degli anni '80 del XX secolo) e questo gli risponde: “Magari! Quelle stabilizzavano. Queste mi preoccupano di più”. 

il “divo” Giulio Andreotti

Ovviamente il Vespa si gelò, al pensiero dei manovratori di fili “esplosivi” (ma non lo denunciò sui giornali) e ne raccontò anni dopo a Giulio Andreotti e Francesco Cossiga: il primo, nello stile spietato ed omertoso dei ras demo(no)cristiani negò che ci fosse stato un “disegno stragista concepito o tollerato dallo Stato” mentre il secondo disse “che le bombe degli anni di piombo stabilizzavano da un lato perché mettevano sotto accusa la destra, dall’altro spaventavano la sinistra, la quale aveva una paura infondata di un sovvertimento attuato dalle forse armate, ma l’unico colpo di stato verificatosi in Italia fu l’ordine del re Vittorio Emanuele di arrestare Benito Mussolini
il “picconatore” Francesco Cossiga


  Ebbene il nostro “eroe mediatico” che vende milini di libri ha parlato pubblicamente (in TV) di questo episodio solo il 23 maggio di quest’anno quindi è stato convocato da quattro gatti di magistrati, della razza ”in perenne ricerca dei riflettori midiatici”: dopo 20 anni a che serve se non a meterci in guardia dai figli e nipoti di quella brutta figliata di “aghi della bilancia”: non dimentichiamo che due cosiddetti “enfant prodige” degli ultimi tempi sono Enrico Letta e Matteo Renzi senza lasciare fuori dal mazzo dei “fiori del male” Angelino Alfano.




una “brava triade”, il globalista Enrico Letta, l’asino rosso Matteo Renzi, il demo(no)cristo Angelino Alfano: tutti pronti a suonarci come un tamburo, come i bravi di don Abbondio
 

vota e fai votare Alì Babà con
“solo” 40 ladroni
Poche settimane or sono (in occasione dell’ennesima morte da dissesto idrogeologico, in Sardegna), ascoltai una dichiarazione di esperti tributari i quali affermarono che i fondi stanziati dal 1946 ad oggi (attualizzando le lire in euro) ammontano a circa 881 miliardi di euro ma di questo sono stati finora spesi solo 4 miliardi cioè meno dello 0,5%. Il resto si è “perso” in fiumi carisici, è stato “distolto” dal suo scopo per finire in corruzione, tangenti, regalie, appropriazioni indebite: è il potere, bellezza. Ogni volta che qualche nostalgico parla dei tempi della DC, sospirando che “quelli sì che erano uomini”, io non posso fare a meno di aggredire
verbalmente il “nostalgico” DC con la chiosa “Sì, erano uomini di m..da! E chi non lo giura con la mano destra alzata è peggio di loro…”


tra poco, soluzione: l’esorcista
E questa è gente che, pur di mantenre il potere (cioè le mani nel borsellino delle nostre altissime tasse), non si fa scrupoli di rischiare la vita.
La nostra, però.
Tra poche settimane vedremo quel che saranno capaci di combinare, magari anche grazie alla repressione
poliziesca attuata dalla EuroGendFor, la forza di gendarmeria europea che, in base al trattato di Velsen, sostituirà carabinieri e polizia, rispondendo non a prefetti, magistrati, sindaci ma ad organismi bancari, che non hanno alcun interesse che nelle nostre mani, cioè di noi persone comuni, possa tornare la sovranità popolare.
A tal punto non ci resta (per liberarci da tali demoni) che sperare nella religione, anzi, in un buon esorcismo.


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