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domenica 8 aprile 2018
04:13 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
08/04/2018
Intervista video di Alberto Bagnai a Byoblu, con Claudio Messora [web master di Byoblu, un ottimo e seguitissimo diario elettronico di cultura alternativa, perciò molto osteggiato dal sistema. n.d.A.]
Messora: Ma poi,
tra l’altro, scusa, ti aggiungo questo dato: di quel 0,5% della popolazione
italiana che entra in contatto con le fake news, la maggior parte – diciamo il
50/60% - visita anche “il Corriere” e
“Repubblica”.
AlexFocus
Quanto
segue è la trascrizione che ho fatto (con qualche aggiunta / correzione
rispetto ai sottotitoli originali) di un’intervista fatta dal validissimo
blogger Claudio Messora all’economista
“controcorrente” Alberto Bagnai, circa
un mese fa eletto come senatore nella Lega.
Una
cosa che mi ha colpito è stata l’evocazione di un cambio di paradigma mondiale,
con masse (in modo lento ma progressivo) crescenti di persone che dicono “no!”
al sistema oppressivo del capitalismo banco-finanziario che ci vorrebbe tutti
schiavi a costo zero, a cui è sottratta ogni proprietà privata, robot a cui è
sottratto pure il libero pensiero. E l’intenzione forte, esplicita,
inequivocabile di riprendere la sovranità popolare, senza sconti per nessuno..
Forse
lo scritto è lungo per la maggior parte dei soggetti “passivi” del mondo ma chi
interessato ad un punto di vista non comune, troverà pane per i suoi denti…
----------------________________----------------------____________
Abbiamo davvero esagerato
[libera
trascrizione del video, che si può vedere all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=ylH7fT5BAPw , a cura del sottoscritto AlexFocus, alias Alessandro
d’Esposito, e le mie personali note sono indicate, tra parentesi quadre,
con la sigla n.d.A.]
Intervista video di Alberto Bagnai a Byoblu, con Claudio Messora [web master di Byoblu, un ottimo e seguitissimo diario elettronico di cultura alternativa, perciò molto osteggiato dal sistema. n.d.A.]
Claudio Messora: Ti
tringrazio di essere qui con noi, di nuovo. Ma cosa è cambiato recentemente?
Alberto Bagnai: « Deposuit
potentes de sede et exaltavit humiles », [traduzione (Dio, il caso, la giustizia) ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili, n.d.A.]
Voglio rimarcare, per prima cosa, che l’ultima volta che ci
siamo visti (quando sei venuto a trovarmi) io ero un intellettuale di sinistra
ed ora, che sono venuto io da te, mi sono presentato con la Lega (cioè un
cosiddetto partito di DX): e questo sembra quasi una nemesi, ma perché è
avvenuto? Secondo me per i seguenti motivi:
1)
per la proposta economica [ricordo che Bagnai, oltre che docente di Economica Politica
all’università G. d’Annunzio di Pescara, è il web master di Goofynomics,
all’indirizzo http://goofynomics.blogspot.com/
uno di più seguiti diari elettronici di economia e finanza in Italia, inoltre è
autore del libro “Il tramonto dell'euro.
Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in
Europa”, ed. Imprimatur, 2013]
2)
è ormai evidente che, per una sorta di sado-masochismo
socio-politico, la sinistra tutta si divide in volenterosi carnefici del
capitale finanziario (cioè la sinistra di governo) e di utili idioti
(come “Potere al Papero” oppure “Liberi e Belli”)
Anche non essendo pregiudizialmente ostili alla finanza, ad
esempio parlando con Valerio Malvezzi (persona estremamente
brillante [professore di comunicazione finanziaria all’università
di Pavia, cofondatore di “Win the Bank”, la cui intervista”l’euro è una
sciagura” si può vedere al seguente
indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=5yUUAlRx1Zk
]) ho rilevato che io e lui siamo stalkerati da persone che ripetono che
“la moneta è lo sterco del demonio”,
cioè farneticazioni tra s. Bernardino da
Siena e l’ospedale psichiatrico, noi siamo una moderna economia
capitalistica dove la finanza deve svolgere una funzione, ma si deve ammettere
che (da quando la sinistra è al potere un po’ ovunque nel mondo, ed esempio andando
indietro fino a Bill Clinton) la
finanza è diventata ipertrofica, anzi una neoplasia [cioè
un cancro, n.d.A.] di cui tener conto con correttivi come, ad es., la
separazione tra banche d’affari [o speculative, quelle
che giocano in Borsa, insomma, e che finora si sono rivalse delle loro perdite
a Piazza Affari sui correntisti, con la devastante regola europoide del
bail-in, che salva le banche e perde il popolo, n.d.A.] e banche
commerciali [che devono fare solo raccolta, detenzione
e distribuzione di danaro, n.d.A.].
3)
Ma il motivo più profondo è quello valoriale: la
crisi dei migranti ha messo in evidenza la natura profondamente ipocrita,
elitaria e disumana della SN. E con il tema connesso della sicurezza,
essi hanno perso anche il secondo dei grandi temi tipici della sinistra,
banalizzando, che interessano il popolo e non le èlites, cioè la dignità
umana: lo hanno calpestato, lo hanno travisato, sotto forma di battaglie
insensate ed hanno dato anche dei messaggi molto pericolosi. Io ricorderò
sempre la dichiarazione della terza carica dello stato [la
presidenta della Camera dei Deputati, cioè Laura
Boldrini, n.d.A.] secondo cui i migranti sarebbero stati “l’avanguardia del nostro stile di vita” [sic!]
Leggendo Michea [profeta biblico, n.d.A.], come probabilmente dico
ogni volta che ti incontro ed in ogni intervista che mi fai, mi sono reso conto
che questo anelito verso una società nomade, fatta di individui totalmente
scissi da qualsiasi radice culturale, territoriale, familiare è esattamente il
tipo di società che piace al capitalismo più incontrollato.
E questo perché è quella società in cui le persone diventano
“fattore-lavoro”, cioè si realizza
così proprio il culmine di quello che Karl
Marx chiamava “l’alienazione”.
Ora, il fatto è che abbiamo di fronte una sinistra che NON
ha letto Marx, ma anche che NON ha letto, che so, Max Weber, ma NON ha letto manco Antonio Gramsci!
E da cosa si vede che non ha letto Gramsci?
Dal fatto che, quando si arriva al tema più specifico, per
esempio (sul quale vengo sempre sollecitato, anche se forse non è nemmeno il
più importante) dell’EURO, loro ti dicono esattamente quel che ti dicono certi
giornalisti col master (che poi, magari, non avevano nemmeno il master) che
scrivono sui giornali NON dei lavoratori, ma dei padroni.
Sai, se uno di sinistra si adegua pedissequamente alla
vulgata dei giornali dei padroni, dopo tutto quello che mi ha detto Gramsci,
insomma, più o meno un secolo fa, e che poi i fatti hanno confermato, beh!, tu
devi pensare che, a questo punto, non puoi andare in quello schieramento e,
quindi, ovviamente non ho voluto (diciamo) perdere con loro una battaglia che
gli avevo chiesto di vincere con me.
Ed ho, quindi, aderito convintamente ad uno schieramento dal
quale mi sentivo rappresentato e che aveva una proposta la quale avevo indirettamente
contribuito a strutturare e che mi sembra possa essere risolutiva per far fare
un passo avanti al nostro Paese.
E questo è il motivo per cui l’ultima volta che ci siamo
visti ero un intellettuale di sinistra e questa volta sono un politico di destra.
Per mettermi al servizio del Paese ed anche al servizio tuo,
tant’è vero che questa volta sono venuto io da te.
Messora:
se il buongiorno si vede dal mattino, se tanto mi dà tanto… volevo fari una
domanda, Alberto: di tanti anni di lotta, di battaglia, di controinformazione,
tanti anni di picchiare la testa – duro – per cercare di far capire a gente che
non voleva capire che, probabilmente, le cose non stavano così come cercavano
di farle passare su tutti i giornali, su tutte le televisioni, adesso –
improvvisamente – una nuova veste, la possibilità di andare ad incidere – poco
o tanto, vedremo, dipenderà anche dallo spazio che ti sarà concesso – là dove
magari qualcosa si può davvero fare, no? Innanzitutto come stai vivendo questo
salto? E Poi la stessa domanda che ho fatto a Claudio Borghi Aquilini [attualmente responsabile
economico della Lega. N.d.A.] l’altro giorno: cosa ti aspetti che possa
succedere da qui a poco o da qui a tanto?
Bagnai: il salto
lo sto vivendo con grande naturalezza, credo che si veda. Per esempio tutti –
durante la campagna elettorale – i miei elettori (che sono appunto 20 come
quelli di Manzoni, insomma non ancora perché mi dovete dare qualche secolo, ma
insomma) i miei lettori molto dentro il mio blog, molto – sempre direi –
solleciti, materni, mi scrivevano per dirmi: “Ah, ma mangi, ma dormi, ma ti copri, ma non prendi freddo?” durante
la campagna elettorale.. Non si rendevano conto che io ho fatto sette anni di
campagna elettorale, cioè sono sette anni che, ogni giorno sono in una città
diversa, che ogni giorno affronto un dibattito, che ogni giorno incontro
interlocutori o subisco gli attacchi infamanti e distorti di una stampa
corrotta e partigiana.
Cioè, ormai ci ho fatto il callo, non è questo il punto.
Sono cambiate in positivo die cose: una subito ed una – diciamo – sta cambiando
e cambierà. Innanzitutto è che io prima, quando uscivo dai miei .. dibattiti,
dai miei interventi, che erano interventi didattici, ma anche politici –
ovviamente – uscivo sempre con un senso di vuoto, di profonda spossatezza.
Era una cosa che mi esauriva fisicamente, mentre in campagna
facendo comizi al cosiddetto “popolo” (quello che, secondo i soloni della
comunicazione politica, non avrebbe mai capito che cosa gli dicevo) io uscivo
da ognuno di questi comizi più carico perché vedevo che loro, invece, capivano.
Cosa?
Intanto capivano il mio amore per il Paese ed il fatto che
io profondamente credo che questo Paese sia degno di essere amato. E questa è
una cosa non banale, perché su questo c’è una risposta immediata. E questo
perché?
Perché, come ho cercato di spiegare con, diciamo, “mixed
results” – direbbe un economista – ieri in una conferenza stampa a Pescara alla
stampa che era lì, ma naturalmente parlando un po’ a tutta la stampa, il
problema fondamentale del messaggio di Matteo
Salvini “Prima l’Italia”, che è un problema di - diciamo – puro buon senso,
nel senso che ogni padre di famiglia pensa prima alla sua famiglia, ogni
governante dovrebbe pensare prima ai propri governati.
Questo messaggio diventa molto difficile da attuare in
Italia per un problema banale, perché gli italiani hanno di se un’immagine
distorta come un popolo che non merita nulla, tanto meno merita di essere amato
e difeso, e questo messaggio distorto è stato – quando non originato – spesso
veicolato e spesso (direi sempre) amplificato dalla stampa. La quale ha
risposto a logiche se non – diciamo – dipendenti, quanto meno condizionate da
interessi disfunzionali a quelli del Paese.
Questo, purtroppo, è un dato di fatto col quale ci dobbiamo
serenamente confrontare. Quindi, una delle prime cose che mi aspetto cambi “pro bono pacis”, nell’interesse di
tutti, è il rapporto della stampa. Non con me: al rapporto con me ci penso io,
ed infatti sto provvedendo nelle sedi opportune nei casi patologici, ma nei
casi fisiologici – cioè – occorre che la stampa ci faccia la cortesia di non
sputare nel Paese dal quale trae il proprio sostentamento. Ed io credo che lo
farà perchè – come giustamente notava Steve
Bannon qualche giorno fa – quella che si chiama l’ondata populista è
semplicemente il riappropriarsi da parte delle collettività del senso della
propria dignità, fondamentalmente. Perché l’esistenza libera e dignitosa è una
cosa che è scritta nella Costituzione, quindi potete dire che è fascista, il
che significa che i partigiani erano fascisti – insomma – cioè basta con queste
storie idiote. Ecco, questo riappropriarsi da parte delle collettività del
senso della propria dignità è un processo, secondo me, secondo Bannon (e sono
d’accordo con lui) globale cioè è un grande contraccolpo verso chi in un
trentennio ci ha proposto questo cosmopolitismo così assolutamente orientato –
appunto – a distruggere l’appartenenza di ciò che è strettamente funzionale
agli interessi di chi vede nelle persone solo dei lavoratori, degli automi [o delle scimmie ammaestrate, aggiungerei io, n.d.A.].
Messora: Ecco ,
ma sbaglio o – insomma – quello che mi deriva da questa piccola esperienza che
sto conducendo ormai da dieci anni …
Bagnai: [quasi sottovoce, n.d.A.] Beh, piccola… falso
modesto!
Messora: … è che
ho vissuto, insomma, come informatore – diciamo – libero sia la fase del
centrodestra, quella di Silvio Berlusconi,
sia la fase di tutto il centrosinistra e di Governi tecnici comunque emanati e
supportati dal centro sinistra, fase che poi è culminata nella cosiddetta campagna
contro le fake news, quando tutta l’area progressista mondiale si è sentita
minacciata – no? – dalla elezione di Donald
Trump
[ricordo che contro di lui erano coalizzati in modo quasi incestuoso democrats
e liberal e tutta la stampa, in modo compatto, n.d.A.], Brexit,
referendum costituzionale in Italia, con una violenza ed una ferocia inaudita.
O credo che – chiaramente, per essere
realisti, Alberto – non c’è un Governo, credo, nel mondo che sia felice di
essere criticato e che poi dia seguito veramente appieno al significato ed al
senso della parola “stampa libera”, etc. Però,
Bagnai: No!… Ora
abbiamo esagerato!
Messora: … io
credo che abbiamo davvero esagerato, cioè che arriviamo da un governo di
centro-sinistra, questo lo è, che ha portato all’ennesima potenza questo
concetto e sta creando veramente dei gulag intellettuali. Possiamo
aspettarci che, con un’eventuale governo di centro-destra – se adesso dovessimo
andare in questa direzione, dati anche i risultati delle elezioni – per lo meno
si torni ad un sano momento di censura un po’ del “tana liberi tutti”, dove ognuno censura chi vuole, ma alla fine
tutti sono liberi di dire quel che vogliono, ecco!
Bagnai: dunque…
io, prima di rivestire un ruolo istituzionale, me la cavavo con una battuta
come questa: “non ho nulla contro il pensiero unico, purchè sia il mio”. [risate, n.d.A.] Quindi ora – diciamo così – mettendo
a rischio la mia carriera politica, potrei dirti che “non ho nulla contro i gulag, purchè ci finiscano gli altri” [risate più meste, n.d.A.]. La verità è che ho
aderito ad un movimento conservatore anche perché, nella mia esperienza di
persona che faceva divulgazione, ho costatato, all’inizio con sorpresa e poi
con profondo rammarico, che nello schieramento di destra – d’accordo? – c’era
più libertà intellettuale che in quello di sinistra.
Questo mi ha ferito nel profondo perché – diciamo – la
caratteristica del fascismo storico che mia madre mi tramandava attraverso
l’esperienza di suo padre e della sua famiglia (l’altro nonno era di quelli che
dicevano di non essere né fascisti né comunisti, quelli che parlano così in
genere sono fascisti, ma insomma non entro in questa polemica…) ma il nonno
materno, soprattutto, quello che lei metteva avanti come carattere distintivo
era il fatto che il fascismo soffocava la libertà di pensiero.
Trovare questa cosa a sinistra per me è stato uno shock
antropologico enorme! E vorrei anche
ripercorrere le tappe di questo cammino, cioè vorrei far presente che, però ,
si può dire di no. Io ho aperto il blog perché ”lavoce.info” ha rifiutato il
mio articolo “I salvataggi che non ci
salveranno”, che è tuttora il primo articolo del blog, pubblicato il giorno
… era dire no!
Dire no ad un sistema
di potere che peraltro – diciamo così – se si può usare un eufemismo – non è
del tutto alieno dalle commissioni che gestiscono i concorsi nelle quali … dai
quali io devo passare, tanto per dirne una brutalmente, oltre ad avere … a non
essere del tutto alieno dalla scritture delle regole o la riscrittura delle
regole di questi stessi concorsi. Quindi era un atto di disperazione, più che
un atto di coraggio, però è stato un no. No si può dire, va bene?
Il secondo passo è stato veramente questa cosa della
… terza carica dello Stato. Cioè la battaglia contro le fake news che abbiamo
visto essere totalmente pretestuosa perché poi… esiste un problema di digital divide, cioè le
fake news vengono diffuse prevalentemente in rete ed in rete ci sta pochissima
gente ed una ricerca di una prestigiosa università ha dimostrato che una
percentuale infima dell’elettorato viene raggiunta. La percentuale a una cifra,
non mi ricordo se …
Messora: … Oxford University, The Reuters
Institute. Le fake news raggiungono in media l’1% della sola popolazione
online, quindi in Italia lo 0,5% della popolazione totale
Bagnai: Poi,
peraltro, - voglio dire – chiamiamole fake news, si chiamano propaganda!
Cioè la propaganda si può fare, d’accordo.
Bagnai: Esatto…
Messora: Per cui
questo non significa che si facciano catturare dalla retorica della fake news,
laddove sia definibile come tale. Entrano in contatto, così come si entra in
contatto con tante cose tutti i giorni.
Bagnai: Però io
vorrei essere molto sintetico: “lavoce.info” cercò di censurarmi ed adesso io
ho un blog più importante del suo. La Boldrini – sostanzialmente – ha cercato
di censurarmi, non me ad personam, ma l’informazione libera e, adesso, io sto
in un partito più importante del suo. Chi vuole tentare il prossimo passo, si
accomodi, ma sappia che perderà! E lo
dico con una grande serenità perchè non è che Bagnai sia Superman ,
semplicemente ho imparato a dire no e vedo che la gente è stanca, quindi premia
chi dice no.
E questo è un messaggio che dobbiamo portare anche in Europa
perché qui il punto fondamentale è che l’Italia deve cominciare a dire no! Io sono l’esempio – nel piccolo, nel
piccolissimo, nell’infimo, nell’umile – che dire no porta a dei risultati (ho
detto no e sono diventato senatore), d’accordo? Allora diciamo che l’Italia
dicendo no in Europa, secondo me, può ottenere qualcosa, può guidare questo
strano progetto politico verso un futuro migliore. Di questo sono profondamente
convinto anche perché …
Messora: anche
perché c’è una “High Committee” per le fake news in Europa e ci sono anche dei
nostri membri italiani e tu hai sottolineato su Twitter poco fa quali sono.
Bagnai: Sì, è
abbastanza interessante osservare che il tema delle fake news, cioè questa cosa
del contrasto alla propaganda che poi era semplicemente un pretesto
per imbavagliare i blogger indipendenti come me e come te, insomma, questo
si è capito benissimo, no? E poi trasformare la critica ad un progetto politico
come è l’Unione Europea – che è un
progetto politico, quindi può essere criticato, non è un dogma di fede – per trasformare
la critica in un reato di opinione.
Queste sono le finalità.
È abbastanza interessante osservare che a noi è stato
proposta un’immagine di stampa mainstream composta da professionisti (a me
viene abbastanza da ridere, nell’usare questo termine) … professionisti che,
perché loro sono, lo sanno, perché loro
verificano. Io in diverse occasioni nel
mio blog ho mostrato che loro non verificano un accidenti di nulla ed, in un
caso, ho costretto un giornalone molto
importante a rettificare un titolo sbagliato, dato addirittura in prima
pagina (tutto questo è agli atti).
Ovviamente non gli sono molto simpatico, ma noi non dobbiamo
esserci simpatici, dobbiamo avere una dialettica ma questa dialettica, però, è
opportuno che tenga conto di un fatto fondamentale: i rapporti di forza sono
cambiati e cambieranno ancora di più. Quindi, serenamente, teniamone conto.
Dopodiché è interessante osservare che in questo high level committee di
persone che sono tanto bravi
professionisti perché verificano le immagini e le informazioni, c’è un
giornalista italiano – Gianni Riotta
– che ieri ha rilanciato su Twitter la fake news secondo la quale al sud ci
sarebbe stato un assalto ai CAAF da parte di elettori dei 5 stelle che volevano
subito il reddito di cittadinanza…
A parte il fatto che questa notizia era palesemente falsa,
vorrei anche sottolineare il dato insultante, razzista perché significa
prendere le popolazioni del sud Italia che hanno sofferto della crisi più delle
altre – perché la crisi, per una serie di motivi di cui ho largamente parlato,
ha ampliato il divario tra Nord e Sud – prenderli per dei deficienti e questo -
diciamo così – forse un giornalista, prima di prender per deficienti gli
elettori della parte avversa a lui, nonché un intero segmento di popolazione
del suo Paese, se lui ritiene che quello sia il suo Paese – perché il vero
problema poi è questo – dovrebbe esercitare un minimo di cautela. Non
erano loro i professionisti che verificavano le notizie? Ecco, magari su questo
– dopo tutti i famosi snodi tecnici, la prima riunione del 23, nomina il
Presidente, nomina le Commissioni, nomina i Presidenti di Commissioni, nomina
la Giunta, le consultazioni, il Governo, il mica Governo… - può darsi si
calendarizzino i lavori, Bagnai impara a fare il suo lavoro: io su questo
un’interrogazione la farei.
Perché desidero capire, desidero capire come noi posiamo
relazionarci con un’entità sovranazionale che pretende di aver il controllo
sulla qualità della nostra informazione con esperti di questo tipo, chi li
ha nominati, attraverso quale procedura. Cioè qui c’è da capire qualcosa perché
quello che è successo è estremamente grave. Un errore lo possono fare tutti,
anche io da professore alla lavagna, non so nelle mie formule, magari meno per
meno invece di fare più, miracolosamente fa meno. Poi, o lo studente alza il
ditino, però qui stiamo parlando di una cosa che è scritta col gesso sulla
lavagna, si cancella e si va avanti, non stiamo parlando di insultare metà
della popolazione italiana sulla base di una cosa che era visibilmente
falsa.
Messora: Sì,
perché va bene poi chiaramente fare una battaglia sull’euro, spiegare
l’economia, spiegare i trattati, spiegare la democrazia e tutto
quello che ne consegue, però se poi tutte queste situazioni hanno una
pre-condizione di base, che è l’informazione. Se poi alla fine tutto viene
distorto, manipolato, presentato in piatti precotti, secondo i dogmi del
pensiero unico, tutto il lavoro che poi viene fatto sopra diventa quasi inutile
o molto difficile.
Bagnai: Mah, è
anche interessante osservare che – diciamo – gli appartenenti a questo
establishment dell’informazione sono quelli che, in più circostanze, mi hanno
diffamato dicendo che diffondevo dati falsi. Questo quando – diciamo – alludevo
alla patologia, in realtà poi io normalmente nei miei post do le fonti per cui
una persona minimamente alfabetizzata va lì, clicca, si scarica il file excel e
si rifà i conti – se vuole, no?
Cosa che in nessuna testata giornalistica online mai
avviene.
Perché, attenzione, è molto interessante questo: i giornali
vengono citati come fonte autorevole che verifica a sua volta le fonti, però
ogni volta che loro devono parlarti di quello che ha detto l’Unione Europea
sarebbe banale mettere un link – no? – al testo del comunicato stampa. Tu l’hai
visto mai?
Mai! Mentre noi nei nostri blog, ogni volta, mettiamo i link
alle fonti primarie. Loro si propongono come fonte secondaria che non può essere
discussa e noi, invece, criticamente forniamo le fonti primarie. E già questo
la dice lunga sul tipo di lavoro che fanno loro in confronto col tipo di lavoro
che facciamo noi. E siccome quelle che facciamo noi – secondo me – è migliore,
il mercato, in senso lato, lo premierà.
Messora: Quindi,
forse, anche l’ordine dei giornalisti dovrebbe tenere conto di queste
evoluzioni della società nel 2018…
Bagnai: Diciamo,
l’ordine dei giornalisti tiene conto del fatto – importantissimo, per carità! –
rilevante, cruciale per gli equilibri socio-economici del Paese che, nella
gazzetta X della provincia Y è stata violata la privacy del minore Z perché
magari … cioè questi sono i problemi di cui si occupa. Cioè il fatto che
primarie fonti di informazione abbiano
avvelenato i pozzi della democrazia fornendo dati statistici falsi, tutto
questo a loro giornalisti non interessa. E se le cose stanno così, a me
personalmente, come cittadino ed anche come rappresentante del popolo italiano,
non interessa l’opinione dell’ordine dei giornalisti.
Perché se dev’esserci il far west, far west sia, ma allora
voi a che cosa servite? Peraltro va ricordato, io non ho capito esattamente
perché si è dimesso il precedente presidente dell’ordine dei giornalisti. C’era
stato il caso di una fake news, lui aveva preso – non so se ricordi – insomma
quella su cui c’era di mezzo la solita polemica con i grillini (non entro nei
dettagli). Lui aveva preso una posizione molto accesa quando la fake news era
stata smascherata dicendo che “Dimo, famo, qua e là”, poi, invece, non so, ha
preferito fare altro. I problemi possono essere tantissimi: ha avuto altro da
fare, era stanco, non sia mai un problema di salute come ne ho in questo
momento anche io, cioè ci sono mille cose che possono succedere nella vita, no?
Magari uno deve farsi un intervento e
lascia perdere però il punto rimane: se l’ordine dei giornalisti vuole avere un
senso, deve entrare lui nel merito della qualità dell’informazione ma della
qualità fattuale.
Cioè non si può continuare banalmente a dire che negli anni
’90 l’inflazione era a due cifre finchè non siamo entrati nell’Euro senza che
ci sia almeno una censura verso l’organo di stampa che pubblica questa notizia
senza verificarla. É una cosa di una gravità inaudita! Mi rendo conto che
questo non viene capito e sarà nostro compito farlo capire.
Messora: Va bene,
Alberto, dopo questa elezione e questi risultati, credi che siamo un pelino più
vicino all’uscita dall’euro?
Bagnai: Credo che
siamo un pelino più vicini all’uscita dall’euro col risultato delle elezioni
tedesche. Cioè va chiarito in modo molto sereno e molto pacato che nessuno ha
mai pensato di fare la guerra al mondo – d’accordo? – come Italia. Fino dal
2013 noi abbiamo sempre detto con Claudio Borghi (prima ancora di essere
entrati in Lega, lui a ruota e già nel 2013 per la campagna poi del 2014 alle europee
ed io il 23 gennaio di quest’anno) abbiamo sempre detto che secondo noi la
soluzione ottimale era uno smantellamento concordato. A quell’epoca eravamo
visti come dei pazzi, però poiché la Germania veniva vista come il vincitore
che non avrebbe mai permesso che il giocattolo che la faceva vincere venisse
smantellato. E questo lo dicevano anche gli euristi convinti, i quali così
confessavano di star lavorando per il nemico, ma insomma tralasciamo questi
aspetti, “Nemico” tra virgolette – ovviamente- la Germania è un nostro
concorrente commerciale. Va beh, adesso vediamo che non è così, cioè un
progetto irrazionale ha solo perdenti.
Vediamo che in Germania la disoccupazione diminuisce sì,
perché aumenta (anche lì) il precariato, attraverso le “riforme Hartz” aumenta la disuguaglianza, aumenta la povertà,
Sappiamo di un rapporto sulla povertà censurato dal governo tedesco.
Non sappiamo – perché non è arrivato sulla stampa italiana –
di un rapporto sul divario tra est ed ovest, pure quello censurato dal governo
tedesco che lo aveva chiesto, Quindi lì le cose non vanno bene, infatti l’est -
che era la parte comunista – stranamente vota compattamente a destra venendo
additato addirittura come nazista poi – no? – nella stampa internazionale,
perché è questo che la stampa internazionale ci riserva.
Io penso che l’euro sia stato messo su in un memento in cui
qui intorno era tutto socialismo – d’accordo? – da persone che lo dicevano,
erano perfettamente consapevoli del fatto che l’euro era un progetto neoliberale,
ma con la spocchia, veramente presunzione viscida, abietta – diciamo –
dell’intellettuale di sinistra pensavano di essere loro i buoni e che, quindi,
avrebbero domato questa bestia.
Credo che invece sarà un centro-destra – adesso, ovviamente,
è tutta destra intorno a noi come avevo previsto sul manifesto del 2011
(nessuno mi è stato a sentire e adesso si estingueranno pacificamente) – e
quando intorno a noi sarà tutto centrodestra, con un po’ di pragmatismo, si
potrà raggiungere un accordo politico per smantellare questo gigantesco eco-mostro
economico che è l’euro.
Messora: Va bene,
Alberto, grazie per questa “toccata e fuga” so che hai tanti impegni adesso,
per cui ti lascio andare via, ho solo una domanda: ci rivedremo presto?
Bagnai: Naturalmente
sì, ed ora, essendo leghista, gli head portesrs nostri sono comunque a Milano,
per ora, e quindi mi dividerò tra Roma e Milano ed il mio collegio in Abruzzo
dove intendo fare azione politica perché ora ho una battaglia da combattere,
molto importante, che è quella di sottrarre a chi le ha gestite così male le
regioni che sono le roccaforti e, forse, anche le casseforti del PD ed adesso
se le riprendiamo una per una, ricominciando dall’Abruzzo…
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mercoledì 10 aprile 2013
01:49 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Ha cominciato a parlare il filosofo Gennaro ZEZZA, presentando gli ospiti. Questo “signore” in seguito
(a causa della sua negazione del problema del signoraggio bancario e del suo
peso nella rovina economico-finaziaria dei popoli di tutte le cosiddette
“democrazie occidentali”) l’ho dovuto apostrofare come
demagogo-bugiardo-vigliacco-traditore. Egli ha introdotto gli oratori
cominciando da
Alberto B. Mariantoni: “Le storture
del male assoluto – I crimini dl fascismo che hanno reso grande l’Italia”, ed.
Harald, 2012
Forse non sono stato esaustivo ma ho cercato di rendervi partecipi di una dura lotta, quella per la chiarezza che i principali protagonisti non vogliono sia combattuta, altrimenti dovrebbero perdere i benefici delle menzogne che hanno accumulato nel corso di lunghi anni di servizio ai comandi delle forze del male...
AlexFocus
Napoli,
07/04/2013
Giovedì
scorso, 4 aprile 2013, sono stato testimone di un delitto: sul’altare del Nuovo
Ordine Mondiale, per mezzo di un’arma potentissima, il
pensiero-unico-e-rigido-spietato-e-sanguinario-allineato-e-coperto, nel luogo
che aveva avuto tanta celebrazione, in pompa magna, l’Istituto Italiano di
Studi Filosofici (nella storica sede Palazzo di Cassano, nel cuore del centro
storico di Napoli), la logica è stata prima sbeffeggiata, poi violentata
infine, uccisa.
L’occasione,
la presentazione di un libro “eretico”, cioè “Il tramonto dell’Euro – Come e perché la fine della moneta unica
salverebbe democrazia e benessere in Europa”, presente l’autore Alberto Bagnai, era tutt’altra cosa che
mi aspettassi rispetto a quella che, invece, purtroppo, è stata.
Nota: Il presente resoconto NON è la trascrizione da una registrazione audio-video
ma solo ciò che ho colto ed ho appuntato su cartaceo.
Ha cominciato a parlare il filosofo Gennaro ZEZZA, presentando gli ospiti. Questo “signore” in seguito
(a causa della sua negazione del problema del signoraggio bancario e del suo
peso nella rovina economico-finaziaria dei popoli di tutte le cosiddette
“democrazie occidentali”) l’ho dovuto apostrofare come
demagogo-bugiardo-vigliacco-traditore. Egli ha introdotto gli oratori
cominciando da
l’ex-professore
Mariano D’ANTONIO.
Questo
bel tomo ha cominciato il suo intervento scussandosi per la crudezza delle sue
parole nell’affermare di essere bisognoso di sentire un maggior “nitore” nel
potere cioè che “la politica smetta di corrompere le banche”… Qui mi sono
ribellato e l’ho interrotto dicendogli che doveva essere, anzi, più crudo ma
non contro i politici bensì contro le banche che avevano corrotto i politici a
suon di danaro. Lui si è risentito chiedendomi beffardamente se ritenevo di
essere in grado di spiegare meglio di lui le cose ed io gli ho promesso che
l’avrei fatto al momento degli interventi dal pubblico. Quindi l’individuo ha
fatto una serie di “divagazioni” dicendo che, per poter abbandonare l’euro si
sarebbe dovuto prima abbassare il disavanzo a livello di quello degli anni ’80,
quindi riacquisire quella sovranità monetaria, fiscale, nelle esportazioni ma
questo porcesso non è possibile per la radice dei problemi: la “sinistra” non è
pienamente socialdemocratica è la “destra” è troppo demagogica. Ed, inoltre, a
causa dell’inquinamento del sistema economico-finanziario le banche hanno fatto
delle “finte” privatizzazioni (l’associazione di questo aggettivo alla
carneficina che è stata fatta dell’industria pubblica italiana mi è sembrato
incomprensibile ma l’ho presa per un vaneggiamento dovuto all’età
dell’oratore….) che erano “inadeguate” alle esigenze di famiglie ed imprese
(anche in tal caso l’aggettivo era, secondo me, eufemistico, come dire che una
macellazione è stata una “leggera ferita”). Poi, come secondo punto critico, ha
individuato l’ “inquinamento” della pubblica amministrazione che è la vera
potenza egemone dell’euro-zona da guida tedesca, in cui si concentrato il
surplus della bilancia dei pagamenti che è stato sfruttato dalla “supremazia
della politica” (anche qui siamo in pieno eufemismo, vorrei capire come questi
“camerieri dei banksters”, che sono i politici di ogni colore, ma anche i
“professori” di economia, i giornalastri, i sindacalisti, potrebbero
rivendicare una qualsiasi supremazia).
Non
una parola su: la compartecipazione agli utili, l’abbattimento del carico
fiscale, la socializzazione (cioè la cessazione dello scontro tra lavoro ed
impresa che NON hanno interessi divergenti), il corporativismo, il rifiuto del
debito pubblico illegale, il blocco della fabbrica dei debiti che sono i soli
provvedimenti che possono ridurre gli squilibri sociali nella distribuzione del
reddito, abbattere l’evasione fiscale, riordinare i conti, recuperare la nostra
dignità nazionale.
Il secondo a parlare è stato Emiliano
BRANCACCIO, il quale ha subito esordito con una critica alla lettura
“moralistica” di Bagnai (senza specificare meglio ma con l’espressione, il tono
e l’atteggiamento di un novello Torquemada, protagonista di una moderna
“inquisizione” laica nei confronti delle posizioni eterodosse). Poi ha
rincarato la dose ravvisando nel testo un antropologia negativa
storico-materialistica, somigliante a quella tedesca ma che ci faceva
scomparire al confronto, proseguendo poi sulla scalata alla psicologia
“schizofrenica” di Bagnai. Si è capito che c’era una polemica personale poiché Brancaccio
ha detto a Bagnai, piccato, di non essere interessato solo alla “cadrega” (cioè
alla poltrona). Finalmente, dopo che Bagnai ha confermato di aver accusato Brancaccio
per il suo atteggiamento di repulsione nei confronti della visione “anticonformista”
dello stesso Bagnai, il Brancaccio ha acquisito un tono più rilassato
enunciando la possibilità di un’uscita dalla gabbia dell’euro “da sinistra”
(non ho capito…) in cui si tenesse conto delle vedove e degli orfani del
terrorismo culturale, del tipo : “fuori dell’euro, c’è guerra!”.
Ancora,
con un vena autoironica, ha detto che, se Friedmann
[immagino sia l’economista
Milton…n.d.A.] leggesse Bagnai, darebbe torto a Brancaccio ma non
rimetterebbe in discussione anche la totale libertà di investimento (la
cosiddetta “mano invisibile” dei
mercati). Ad un certo punto si è chiesto: ma i capitalisti sono investitori o
speculatori?
Ha
quindi citato un certo Gandolfo [immagino sia Giancarlo,
prof. di economia internazionale…n.d.A.] il quale affermava, certo
provocatoriamente , che il lancio di una moneta può dare un risultato migliore
delle previsioni di un economista [mi ricorda la
battuta “Gli economisti sono patetici
individui i quali ti spiegheranno domani perché le loro previsioni di ieri non
si sono avverate oggi” n.d.A.] Infine il Brancaccio ha fatto un
riferimento alla dinamica dell’inflazione di Krugman (immagino Paul)
per il quale “l’euro è campato in aria” ed a Messori (immagino prof. Marcello)
il quale , in un recente convegno “La crisi dell’euro e il futuro dell’economia
europea” ha espresso, tra le altre cose, un “mea culpa” degli economisti che «hanno commesso - a giudizio del capo
economista dell’Ocse - un’imperdonabile
negligenza: quella di aver sottovalutato l’importanza del saldo della bilancia
dei pagamenti dei singoli stati, tanto che il surplus di stati virtuosi ha
acuito l’evolversi della crisi degli stati meno virtuosi e soggetti al
rigonfiamento di bolle speculative.» Insomma, i paesi dell’eurozono non
dovevano competere ma cooperare…
Infine
ha rifiutato le tesi complottistiche sulla genesi dell’euro e sulla sua
gestione ma sarebbe da chiedergli: i complottisti sono quelli che denunciano un
complotto o quelli che vi partecipano (ad esempio i traditori del Britannia
cioè Draghi, Ciampi, Amato, Prodi, Cipolleta, Monti, Tremonti, etc. )? Io credo
decisamente nella seconda interpretazione…
Poi è stata la volta di Davide
TARIZZO, che ha tenuto a precisare che lui non è un economista ma che,
comunque, si dovevano prendere le distanze dalla Germania (cioè dalla sua
politica economica) e si è domandato: Perché i politici si oppongono a questa
massa di evidenze critiche sull’euro? Lui non si è dato una risposta ma dentro
di me c’era la certezza che a questi signori manca la spiritualità. Poi ha
detto quasi profeticamente , che questa crisi può durare anni (ed io gli avrei
voluto urlare che l’Ungheria si è risollevata in poche settimane, dopo
l’elezione in cui ha rigettato la costituzione e tutte le le leggi fatte tra il
1944 e l’89, respingendo decisamente l’ingresso nell’euro-zona e qualsiasi
aiuto da BM, FMI, oltre alla speculazione internazionale ). Poi ha citato uno
studio del SIES (Scuola Internazionale Europea Statale) il quale ha “scoperto”
che “gli stati nazione sono refrattari a confluire in un unico popolo”. Habermas (immagino Jürgen), il teorico del multiculturalismo, diceva che i popoli non
equivalgono alle opinioni pubbliche (cioè non sono manipolabili) ed i poteri
amministrativi non hanno una legittimazione democratica. Non esiste un’Europa
sovrana, infatti per ora il conflitto FIAT-FIOM ha messo in discussione i
nostri fondamenti.
Allora
si deve rafforzare od indebolire la democrazia? E poi perché non si può fare un
referendum sull’euro? (belle domande…)
Quel che sarebbe necessario è l’alfabatizzazione economica e la
diffusione della consapevolezza, una mobilitazione politica per dire la VERITÀ,
la sisnistra post-comunista (in cui egli include Prodi ed Amato) è
declinata in salsa europeista e non vogliono capire che perdere l’identità
mette in discussione la loro stessa esistensa politica e crea un vuoto di
potere.
Poi l’autore del libro della serata, Alberto Bagnai, ha preso la parola cominciando da lontano.
Nel 1786 in francia si liberalizzò lo scambio commerciale e François Guizot affermò che sarebbe
stato un successo commerciale ma, quando cominciarono a succedere i guai (come
adesso…), si capì che la classe politica aveva mentito e si verificarono delle
secessioni nella parte Sud dei paesi (anche in Francia!). Insomma si era
realizzata una politica economica guidata da “strappi” condizionati dagli
economisti-filosofi-politici (io ho chiesto se si potesse chiamare “shock
economy” ma lui ha risposto che non adopera le definizioni di Naomi Klein del suo “No-Logo” ; in realtà tale concetto è
citato anche da mondialisti come Hissinger
ed Brzezinsky, pur se con diverse
parole).
In
Freancia il velo dell’ipocrisia è stato stracciato da Marine LePen, la quale ha fatto fare, per così dire, alla destra
uno spettacolare sorpasso a sinistra della cosiddetta “sinistra”.
Lui
si è accorto, dopo averlo scritto, che il suo era un libro “doppio” cioè una
narrazione dei fatti dopo il 1992 ed un libro pieno di dati a partire dalla
costante discesa salriale iniziata negli anni ’80 per effetto dell’abolizione
del paniere, della contingenza, della svendita della Banca d’Italia ai privati
e questo ha dato una chiave di lettura “interclassista”. L’euro, infatti, è
stato usato come uno strumento di lotta di classe, utilizzato pienamente dalla
FIAT di Sergio Marchionne In tali
condizioni si è affermata la dittature dell’euro-pensiero unico, che vuole che
noi siamo poco produttivi: ma è vero? A partire dal 1996 siamo diventati tutti
lazzaroni, le imprese si sono rimpicciolite (ma in tal modo diventavano più
difficili da inchiodare). Il modello keinesiano spiega la legge della domanda
con la seconda legge di Kaldor – Mulder [confesso
la mia ignoranza… n.d.A.]: se c’è il crollo
della domanda, io poi a chi vendo?
Per
evitare il fallimento della finanza privata, si devono disciplinare i mercati,
si deve finire con la guerra del capitale contro il lavoro.
I
seri lavoratori tedeschi [cita il prof. D’Averio, non so se ho capito bene il
cognome…] sono molto pesanti, la Germania ha provocato una
diseguaglianza sociale tra popoli europei, che è andata contro lo spirito del
trattato di Maastricht, cioè un’aggressione delle Germania contro l’Italia.
Allo stesso modo vi è stata un’attacco ideologico dei DS alla partite IVA che
non sono degli affermati e danarosi professionisti ma, per la maggior parte,
dei ragazzi che, altrimenti, non potrebbero nemmeno lavorare. In questa visione
del mondo panglossiana [cioè degli ottimisti ad
oltranza, anche a costo di negare l'evidenza delle difficoltà o, addirittura,
dei disastri che spesso si verificano attorno a noi, n.d.A.] i politici
italiani hanno assecondato il vincolismo [Sistema
o tendenza economica fondata sulla limitazione della libertà del mercato
mediante l'imposizione di particolari vincoli da parte dello Stato, n.d.A.]
come un manganello economico [ma a me personalmente
non sembra che poi l’abbiano usato tanto…, n.d.A.].
Comunque
Bagnai mi ha molto deluso quando gli ho chiesto lumi sul signoraggio e lui ha
candidamente detto “il signoraggio no mi interessa”: ecco un altro che o non ha
capito niente oppure è complice … oppure non ha intenzione di combattere ma
solo di “contare” morti e feriti della guerra economico-finanziaria che le
banche private stanno conducendo contro l’intera umanità (del resto si è auto-definito
“econometrista”).
Zezza ha
ricordato che, a causa della crisi provenienti dall’America, vi sono stati dei
licenziamenti di dipendenti pubblici e questo ha comportato un forte richiesta
di ritorno alla moneta nazionale, per poter fare una svalutazione obbligatori,
infatti gli interessi sul debito pubblico sono circa 45 miliardi € /anno
Un signore di nome Daniele ha detto allora che
nazionalizzare lebanche non basta, ci vorrebbe più internazionalismo cioè
prendere ad esempio ALBA [L'Alleanza bolivariana per
le Americhe, n.d.A.] che si sta ribellando allo strapotere degli USA
Poi ho fatto un breve
intervento io, domandando solo alcune delle cose che seguono (per
mancanza di tempo):
1)
Perché non si parla
del “miracolo” North Dakota,
unico stato dei 50 (o 52) degli USA a non avere avuto nessuna crisi dal 1920,
ad avere una bassa disoccupazione, che ha la banca di stato e non fa parte del
sistema della FED?
2)
Perché non si
riflette seriamente sulla situazione impositiva della Russia che, pur essendo
un grande paese avanzato, moderno riesce a ben sostenersi con solo il 13% di
tasse mentre noi affoghiamo con il 55-65% (ma il Regno delle Due Sicilie faceva
meglio con solo il 5% di tasse e l’80% del territorio demaniale dato in
gestione al popolo perché ne traesse giovamento)?
3)
Perché non si
sottolinea la più grande evasione, quella delle banche italiane, che nel
periodo 2002-2013 hanno rubato al sistema circa 100'000 miliardi di euro di
SIGNORAGGIO PRIMARIO (fabbrica dei debiti), su cui hanno fatto UTILI per 15'200
miliardi e NON hanno pagato TASSE per 4'180 miliardi di euro, denunciato nel
1787 da Thomas JEFFERSON “Se il popolo americano permetterà mai che
banche private controllino l’emissione della sua valuta, le banche e le
corporazioni che prolificano intorno ad esse, prima tramite l’inflazione e poi
tramite la deflazione, priveranno il popolo di tutte le sue proprietà fino al
momento in cui i figli si ritroveranno senza tetto nel continente conquistato
dai padri.”?
4)
Come si fa ad
accettare plaudendo la MMT strombazzata da Paolo
ROSSI BARNARD che non tiene conto di signoraggio e pretende di risolvere tutto
senza fermare l’emissione di titoli di stato contro stampa di “cartaccia” a 30
cent a banconota, che non è moderna (circa 100 anni), non è americana (ma
tedesca, ) e non funziona, invece di riferirsi a Silvio GESELL ed Giacinto AURITI ?
5)
Perché non si
denuncia l’illegalità del SIGNORAGGIO SECONDARIO, cioè “creazione di danaro dal
nulla per mutui” che non viene “distrutto” una volta rientrato nella banca ma
continua a creare danaro “finto” per la regola della “riserva frazionaria”
(detenuto solo il 2% del danaro VIRTUALE)?
6)
E poi perché non
si evidenzia la pericolosità delle carte elettroniche in cui la
virtualizzazione moltiplica per migliaia di volte l’effetto delle riserva
frazionaria?
7)
Perché non si
punta il dito sui vari tipi di signoraggio come cicli di INFLAZIONE-DEFLAZIONE
(leva monetaria o MONEY LEVERAGE) con iniezione / sottrazione di danaro dal
sistema che crea falsa sensazione di ricchezza per poi appropriarsi dei beni
dei cittadini, una volta scoppiata la crisi del danaro (CREDIT CRUNCH)?
8)
Perché non si
abbatte la FORBICE INFLAZIONARIA tra inflazione REALE, quella dei beni/servizi,
e il TUS tasso ufficiale di sconto (che si usa per calcolare gli aumenti
salariali nel rinnovo dei contratti di lavoro)?
9)
Possiamo fare,
come propone l’avv. Marco SABA,
un’azione per il sequestro cautelativo di tutti i patrimoni delle banche in
Italia, e anche dei loro soci, in primis le fondazioni, al fine di sperare di
recuperare qualcosa?
10) Possiamo rifiutare di pagare il
debito pubblico illegale ed odioso per la popolazione in base alle condizioni
di DETESTABILITÀ di Alexander Nahun SACK? Nel 1898 lo hanno fatto gli USA!
a. Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i debitori
(cittadini) ne fossero consapevoli e senza il loro consenso (in particolare
senza chiarire le condizioni di erogazione, il suo uso e le condizioni di
pagamento o di mancato pagamento).
b. I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno
portato benefici ai debitori (cioè alla cittadinanza nel suo complesso).
c.
I creditori (le banche) devono
essere al corrente di questa situazione economica, e disinteressarsene
11)
E che dire dell’altro
tipo di signoraggio tra interesse DEBITORE 7.5% e quello CREDITORE 0.125% (il primo circa 60 volte il secondo) ?
12)
Possiamo ancora
accettare un altro signoraggio: differenza tra l’interesse semplice e quello
composto (ANATOCISMO) in 10 anni c’è il cumulo degli interessi al 7,5% è il
DOPPIO del capitale mentre all’1% (applicato ai prestiti interbancari) si
raggiunge solo il 4-5% in più
13)
Vogliamo
diffondere le denunce contro i colpevoli del debito (a partire dal 1992):
a. Tutti i governatori e
dirigenti della Banca d’Italia a partire
dall’anno 1992;
b. Tutti gli appartenenti ai
consigli d’amministrazione delle banche commerciali private operanti sul
c. territorio italiano a partire dall’anno 1992;
d. Tutti i titolari e dirigenti
del ministero dell’ Economia;
e. Tutti i titolari e dirigenti
del ministero delle Finanze;
f. Tutti i titolari e dirigenti
del ministero del Tesoro;
g. Tutti i titolari e dirigenti
del ministero del Bilancio;
h. Tutti i ragionieri generali
dello Stato;
i. Tutti i consiglieri e i
direttori generali della Corte dei Conti;
ed (a partire dall’anno 1998):
ed (a partire dall’anno 1998):
j. Tutti i governatori e
dirigenti della Banca Centrale Europea;
k. Tutti i dirigenti,
amministratori e funzionari della Equitalia S.p.A.;
l. Tutti i dirigenti,
amministratori e funzionari delle agenzie di recupero crediti qui non citate;
m.
ed eventuali altri, secondo il ruolo ed il grado di responsabilità
risultante dalle indagini.
Per le
ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:
1.
Concorso formale
in reato continuato (art.81 c.p.);
2.
Pene per coloro
che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
3.
Circostanze
aggravanti (art.112 c.p.);
4.
Attentato contro
l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato (art.241 c.p.);
5.
Intelligenze con
lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano (art.243 c.p.);
6.
Corruzione da
parte del cittadino da parte dello straniero (art.246 c.p.);
7.
Infedeltà in
affari di Stato (art.264 c.p.);
8.
Attentato contro
la Costituzione dello Stato (art.283 c.p.);
9.
Devastazione,
saccheggio e strage (art.285 c.p.);
10.
Attentato contro
organi costituzionali e contro le assemblee regionali (art.289 c.p.);
11.
Attentati contro
i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.);
12.
Peculato (art.314
c.p.);
13.
Malversazione a
danno dello Stato (art.316 bis);
14.
Corruzione per un
atto contrario ai doveri d’ufficio (art.319 c.p.);
15.
Corruzione di persona
incaricata di pubblico servizio (art.320 c.p.);
16.
Abuso d’ufficio
(art.323 c.p.);
17.
Omissione di atti
d’ufficio (art.328 c.p.);
18.
Interruzione d’un
servizio pubblico o di pubblica utilità (art.331 c.p.);
19.
Violenza e
minaccia ad un corpo politico amministrativo o giudiziario (art.338 c.p.);
20.
Usurpazione di
funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
21.
Inadempimento di
contratto di pubbliche forniture (art.355 c.p.);
22.
Frode nelle
pubbliche forniture (art.356 c.p.);
23.
Associazione a
delinquere (art.416 bis); di tipo mafioso
24.
Devastazione e
saccheggio )art.419 c.p.);
25.
Falsificazione di
monete, spendita e introduzione nello Stato previo concerto, di monete
falsificate (art.453 c.p.);
26.
Alterazione di
monete (art.454 c.p.);
27.
Spendita ed introduzione nello Stato senza
concerto, di monete falsificate (art.455 c.p.);
28.
Circostanze
aggravanti (art.456 c.p.);
29.
Parificazione
delle carte di pubblico credito delle monete (art.458 c.p.);
30.
Falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);
31.
Falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in
certificati (art.477 c.p.);
32.
Falsità
ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);
33.
Falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
34.
Falsità materiale
commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
35.
Falsità materiale
commessa dal privato (art.482 c.p.);
36.
Falsità
ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.);
37.
Falsità in
registri e notificazioni (art.484 c.p.);
38.
Uso di atto falso
(art.489 c.p.);
39.
Documenti
equiparati agli atti pubblici agli effetti della pena (art.491 c.p.);
40.
Documenti
informatici (art.491 bis c.p.);
41.
Falsità commesse
da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
42.
Distruzione di
materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di
produzione (art.499 c.p.);
43.
Aggiotaggio
ovvero Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle
borse di commercio (art.501 c.p.);
44.
Manovre
speculative su merci (art.501 bis c.p.);
45.
Turbata libertà
dell’industria o del commercio (art.513 c.p.);
46.
Frode
nell’esercizio del commercio (art.515 c.p.);
47.
Vendita di
prodotti industriali con segni mendaci (art.517 c.p.);
48.
Istigazione o
aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
49.
Riduzione in
schiavitù (art.600 c.p.);
50.
Furto (art.624
c.p.);
51.
Rapina (art.628
c.p.);
52.
Estorsione
(art.629 c.p.);
53.
Turbativa
violenta del possesso di cose immobili (art.634 c.p.);
54.
Truffa (art.640
c.p.);
55.
Truffa aggravata
per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art.640 bis c.p.);
56.
Frode informatica
(art.640 ter c.p.);
57.
Circonvenzione di
persone incapaci (art.643 c.p.);
58.
Usura (art.644
c.p.);
59.
Appropriazione
indebita (art.646 c.p.);
60.
Impiego di denaro
di provenienza illecita (art.648 ter c.p.); o ricettazione
61.
Abuso della
credulità popolare (art.661 c.p.);
62.
Ed eventuali
altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini ???
14)
Similmente possiamo diffondere la lunga sfilza
di reati ascrivibili alle agenzie di rating Moody’s, Standard&Poor’s e
Fitch (cioè “lunatico”, “modello di povertà” e “puzzola” che sembrano rispettare il
concetto di “omen nomen”)?
15)
Come possiamo permettere che banche stiano
tranquillamente nella situazione di chi, giocando alla roulette coi nostri
soldi, ha PRIVATIZZATO i guadagni ed ora pretende di SOCIALIZZARE le perdite?
16)
Come non capire che l’ingresso di economia
debole nel circuito monetario-finanziario in una forte (Argentina con il
dollaro, Italia con l’euro) porta solo alla distruzione del più debole?
17)
Come facciamo ad accettare ancora che la
finanza (economia CARTACEA, VIRTUALE, FINTA) abbia un volume 10 volte superiore
alla produzione di beni e servizi (economia fatta di PERSONE, CONCRETA, VERA)?
18)
Vogliamo bloccare
la BORSA TITOLI di STATO fino all’annullamento della situazione debitoria?
19)
Vogliamo diffondere la dimostrazione analitica
dell’ottobre 2010 (da parte di ricercatori del FMI) che il DEBITO PUBBLICO è
una SCRITTURA CONTABILE e si può cancellare con un tratto di penna (già lo
stanno facendo UK, Germania e Francia)?
20)
Si può diffondere
capillarmente l’affermazione di Ezra
POUND: “Per uno stato dire che
mancano i soldi per le opere pubbliche è come per un ingegnere che mancano i
chilometri per fare le strade”?
21)
Ci possiamo
servire nuovamente di strumenti come PANIERE VERO (beni quotidiani, non
saltuari), CONTINGENZA (parte variabile della retribuzione indicizzata al costo
della vita, per compensare la perdita di potere d'acquisto in periodi
inflazionistici), o dell’istituzione del REDDITO MINIMO di CITTADINANZA
(invocato da Jean-Claude JUNKER alla
sua uscita dall’Euro-Gruppo) “altrimenti
si scatenerà una guerra valutaria, forse
anche guerreggiata”?
22)
Ripristiniamo una
legge equivalente alla Glass-Steagall per vietare i flussi incontrollati di
danaro tra nazioni che producono speculazione?
Ed ho fatto un breve
riferimento al dogma del PIL crescente denunciato da Serge LaTouche e da Maurizio Pallante
oltre che da Emanuele Severino (già dagli anni ottanta)
Poi un
altro signore ha domandato come uscire dall’euro e Bagnai ha risposto che
si deve fare come si uccide l’anatra: rapidissimamente e senza preavviso, in
modo da evitare turbolenze dei mercati. Poi ha detto anche che la moneta unica
è utile solo quando è dannosa (paradosso!) e dopo 30 anni che si è stati
brutalizzati dai mercati non c’è volontà politica di cambiare [una specie di sindrome di Stoccolma …, n.d.A.]
Un altro
astante ha chiesto qualcosa su Cremaschi [forse
Sergio, non so se ho capito bene il cognome, n.d.A.],
tipo il processo di formazione della volontà politica, della mobilitazione
politica necessaria per quest’uscita. Qui Bagnai è stato molto crudo ed ha
affermato che i traditori dell’informazione si stanno facendo mettere persino
il sapone su specchi che sono già abbastanza ripidi e lisci, i terzisti (cioè
quelli che propugnano una terza via che avrebbe dovuto collocare i partiti di
sinistra tra social-democrazia e comunismo, come Tony Blair, Berlinguer, tra
economia privata ed economia pubblica ) hanno consentito attraverso Monti di
applicare una rigida austerità imposta dalla Germania.
Allora ho capito che i miei riferimenti “forti”
sono sempre meglio di questi “uominicchi” e “quaquaraquà” venduti al regime:
Gesù
CRISTO: “conoscerete
la verità, e la verità vi renderà liberi”. (Giovanni 8:31, 32) [infatti mio padre ha sempre detto che la menzogna è l’unica
arma dello schiavo, n.d.A.]
D(ur)ante
ALIGHIERI: “uomini
siate e non pecore matte sì che 'l giudeo di voi tra voi non rida”,
Paradiso, canto V, versi 80-81 [attenzione, non
facciamo l’errore storico di identificare “giudeo” con “ebreo” (che è una
categoria “religiosa”) o “semita” (che è una categoria “razziale, genetica”):
il sommo poeta richiama attenzione sulle intenzioni, parole ed azioni dei “sionisti”
che sono gli odiatori universali, portatori di un progetto “politico” che
abbiamo tutto il diritto di contestare e contrastare, perché vuole assoggettare
TUTTI i popoli ad uno solo, a dispetto di qualunque ideale di libertà ed
uguaglianza, violando tutti i valori non negoziabili come la vita, la salute,
lo sviluppo intellettuale ed economico, il diritto alla conoscenza, la
rappresentanza politica e sociale,… n.d.A.]
Julius
EVOLA: “Il
principale dovere dell’uomo è rimanere in piedi tra le rovine” [notare che questo pensiero è stato espresso dopo che il
pensatore, insegnante per le SS, che era un rocciatore sulle Alpi, durante la I
Guerra Mondiale è stato sbattuto su di un muro da una bomba, rimanendo
paraplegico, n.d.A.]
Epiphanius:
"Massoneria e sette segrete: la
faccia occulta della storia", Ed.
Ichthys, Albano Laziale, Roma, 2002
Giacinto
AURITI: “Quando un
popolo perde consapevolezza del perché deve vivere, tutte le sue scelte ed i
suoi comportamenti, non essendo finalizzati, finiscono per essere
egoisticamente strumentalizzati da gruppi di potere” (1972)
Savino
FRIGIOLA: “Alta finanza
e miseria – L’usurocrazia mondiale sulla pelle dei popoli”, ed.
Controcorrente, 2008, Napoli
Antonio
PANTANO: “Ezra Pound e le Repubblica Sociale Italiana”
ed. Pagine, 2010
Bruno
TARQUINI: “La banca,
la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, ed. ControCorrente, 2001, Napoli
Marco
Della Luna e Paolo Cioni: “Neuroschiavi:
manuale scientifico di autodifesa”, ed. Macro, 2009
Francesco
CIANCIARELLI: “L’umana
tragedia. La nostra società sempre più tassata, stressata, chippata, drogata,
spiata schedata” ed. ControCorrente, 2008
Forse non sono stato esaustivo ma ho cercato di rendervi partecipi di una dura lotta, quella per la chiarezza che i principali protagonisti non vogliono sia combattuta, altrimenti dovrebbero perdere i benefici delle menzogne che hanno accumulato nel corso di lunghi anni di servizio ai comandi delle forze del male...
AlexFocus
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