domenica 29 luglio 2018
13:05 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
29/07/2018
Per
la prima volta (e me ne dolgo), devo dare ragione a B.: il governo tra non
molto potrebbe cadere. E non per causa dell’inesistente opposizione ma per
causa di proprie inerzie conclamate.
Mi
spiego meglio.
A
mio modesto parere vi sono tre grandi ostacoli al nostro vivere civile.
1)
La stragrande maggioranza
delle persone preferisce rassicuranti bugie a scomode verità (problema di
maturità personale)
2)
I mezzi di
disinformazione di massa non aiutano perché sparano a tutta forza, più volte al
giorno (nei cervelli atrofizzati della congerie umana) delle palle infuocate di
porpaganda di regime, mentre tacciono su argomenti reali, pericolosi, costosi
che ci attanagliano (problema di comunicazione)
3)
Il governo non ha
la forza di affrontare argomenti scotttanti, urgenti (altri meno), per il
miglioramento sbandierato ma che non sono nemmeno tangenzialmente affrontati e
di cui allego di seguito un elenco (problema di coerenza politica) in cui si
vede che la distanza tra Lega e M5S NON è, invece, tale tra PD e M5S
#
|
Problema
|
|
||
1
|
Signoraggio
Bancario
|
Non se ne parla
|
Non se ne parla
|
Contrari
|
2
|
Falso
in bilancio della Banca d’Italia
|
Non se ne parla
|
Non se ne parla
|
Contrari
|
3
|
Scie
Chimiche velenose
|
Non se ne parla
|
Non se ne parla
|
Contrari
|
4
|
Vaccini
obbligatori tossici
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
5
|
Invasione
degli immigrati
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
6
|
Clima
Artificiale HAARP
|
Non se ne parla
|
Non se ne parla
|
Contrari
|
7
|
Ius
Soli
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
8
|
Immigrati
e zingari mantenuti,
italiani
in mezzo alla strada
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
9
|
Immigrati
detassati, italiani tartassati
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
10
|
Case
degli italiani occupate da altri (immigrati, criminali, zingari, …)
|
A Favore
|
Non se ne parla
|
Contrari
|
11
|
Immigrati
depenalizzati
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
12
|
Scioglimento
Arma dei Carabinieri
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
13
|
Tassazione
dei regali da matrimonio
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
14
|
Uscita
dall’Euro / UE
|
Contrari
|
Contrari
|
A Favore
|
15
|
Uscita
dalla NATO
|
Contrari
|
Contrari
|
A Favore
|
16
|
Vitalizi,
Pensioni d’oro, Corruzione, Disparità sociale
|
A Favore
|
Contrari per finta
|
Contrari
|
17
|
Reato
di tortura psicologica contro le forze dell’ordine
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
18
|
Responsabilità
civile personale dei giudici
|
Contrari
|
Contrari
|
A favore
|
19
|
Riforma
del reato di legittima difesa (proposta della destra)
|
Contrari
|
Contrari
|
A Favore
|
20
|
Partecipazione
degli immigrati ai concorsi pubblici
|
A Favore
|
A Favore
|
Contrari
|
21
|
San
Gennaro inserito in calendario
|
Contrari
|
Contrari
|
A Favore
|
22
|
Fine
delle Sanzioni alla Russia
|
Contrari
|
Non se ne parla
|
A Favore
|
Ora,
indipendentemente da quanto scritto nel programma per il cambiamento e da quanta
percentuale di esso realizzeranno i governanti, il fatto evidente è che vi sono
degli argomenti che sono ancora tabù per chi si trova nella stanza dei bottoni.
Questo
significa che anche questo anomalo governo, composto da forze disomogenee tra
loro, non riuscirà a risolvere i problemi principali che ci attanagliano.
Ovviamente
vi sono anche altri argomenti che potremmo inserire in questo scarno elenco e
gli internauti possono suggerirne…
Vedremo
cosa succederà da qui alle elezioni europee, in fin di maggio dell’anno
prossimo…
sabato 23 giugno 2018
11:15 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
23/06/2018
Quello
che è successo finora è stato qualcosa di un’ipocrisia clamorosa: prima i paesi
europei dominanti hanno distrutto l’Africa, il Medioriente, il Sud-Est Asiatico
per appropriarsi di posizioni geostrategiche, di minerali e risorse energetiche
(con pesanti conseguenze sulla nostra economia) poi si sono lamentati
dell’immigrazione selvaggia da loro stessi causata e, come se non bastasse, ora
vorrebbero lavarsi le mani dalle quote di accoglienza, facendo perfino la
morale all’Italia che si dovrebbe accollare tutto il peso di questo problema.
Per
la prima volta da 73 anni abbiamo in questo paese un governo che ha il coraggio
di dire forte e chiaro “no!” alle imposizioni anti-italiane pronunciate per
bocca dei vari burattini del mondialismo che vorrebbero farci percorrere
compulsivamente sempre gli stessi errori del passato.
![]() |
| élites criminali |
Quello
che sta accadendo nelle relazioni tra il nuovo governo italiano e la diarchia
tirannica esercitata da Francia e Germania, si può riassumere in alcuni
concetti, purtroppo mancanti nel DNA politico di questi paesi::
1)
Umanità, per
rendersi conto che una parte della popolazione, le cosiddette élite che sono lo
0,01% del mondo, hanno portato tutto il
sistema in una condizione di inumana schiavitù per mezzo del signoraggio, della
creazione di un debito pubblico illegale quanto immorale, in cui il 99,99% degli
esseri umani versa in una condizione di sudditanza (in questa frazione è
compresa una parte, quella dei kapò cioè gli esecutori, che trae vantaggio dall’inchinarsi
alle élite, esattamente come accadeva nei campi di prigionia, mentre gli altri
si dibattono tra la mediocrità e la disperazione)
2)
Efficacia, per
chi ha un minimo di istruzione superiore, appare chiaro che il modello finora
imposto ha perso la sua validità (qualcuno ricorda i “luminosi orizzonti e
progressivi” con cui le fazioni uscite vincenti dalla II Guerra Mondiale hanno
abbacinato tanti giovani e convinto i meno giovani che si fosse all’alba di
una nuova era di sviluppo, di benessere, di felicità invece che all’inizio di
un mando sbilanciato, dedito solo all’accumulazione di danaro con ogni mezzo
lecito ed illecito, improntato all’economia di rapina)
3) Europeismo, qui è uno dei punti più dolenti. La costruzione
europea nasce con grandi fanfare ma con un peccato originale di dimensioni
apocalittice, e certamente fatale se non si riuscirà a superarlo. Gli accordi
segreti di Cassibile del 3 settembre 1943, stretti tra il CLN-AI (Comitato
Nazionale di Liberazione Alta Italia) ed il comando anglo-assassino vengono
perfezionati nel 1947 con gli accordi (sempre segreti) di Parigi diventando, di
fatto, una pietra tombale per l’uguaglianza tra paesi (ricordate la favoletta
di “Liberté, Egalité, Fraternité”, spacciata come base per l’Europa delle
nazioni? Beh, dimenticatela)
![]() |
| 8 reali minacce per l’umanità |
Ma
oltre a questo, già solo per riconoscere l’esistenza del problema, ora ci
vorrebbero anche
4)
Volontà
–
significa che ciò che è successo finora è stato un enorme abbaglio, del tipo
Matrix, cioè i mezzi dis-informazione di massa ci hanno mostrato un mondo
virtuale, che non c’era, dove alla base dei fatti che accadono ci sono logiche
completamente diverse da quelle reali, dove gli interessi in gioco sono sordidi
e materialistici, l’economia di rapina che è stata perseguita ormai son secoli
dalle principali potenze, USA, UK, Francia Germania, a discapito di tutti gli
altri, Italia compresa
![]() |
| Udo Ulfkotte |
5)
Onesta – così
come ha fatto il giornalista Udo
Ulfkotte alcuni anni orsono, con un libro confessione “Giornalisti comprati”,
poco prima della morte, dovrebbero cominciare proprio i professionisti dell’informazione
a confessare che sono stati profumatamente pagati per mentire,
sistematicamente, profondamente, vigliaccamente. Ma l’onesta è una merce
costosa, che implica per prima una rinuncia ai privilegi, poi un ridimensionamento
dell’ego, quindi un percorso di redenzione, di disintossicazione dai falsi
obiettivi.
![]() |
| Trilateral italiani e non |
Così
non funziona !
Da
ora bisognerà trovare un punto zero: o si ricomincia ad edificare la
costruzione europea in modo da ripartire equamente benefici e sacrifici, per
realizzare una VERA Europa dei popoli oppure si leva da mezzo questo teatrino
inguardabile, ingiustificabile ed insopportabile
Purtroppo,
ancora adesso sono tanti gli alfieri della globalizzazione selvaggia, della logica predatoria, i lacchè dei sanguinari sfruttatori i quali vogliono imporre con violenza il dominio dell'uomo sull'uomo, che remano contro la ripartenza ed eliminano in modo spietato chiunque si opponga ai loro piani demoniaci, attaccando
chiunque professi un modo di vedere anche solo leggermente diverso dal
pensiero unico dominante.
Vi sono molte analogie tra piano Kalergi, la follia
multiculturale e la superbia del neoliberismo, infatti chi soffre di cecità
selettiva NON riesce a vedere nessuna delle evenienze in cui emergono istanze
di insofferenza, di rigetto, di aperta ribellione al Nuovo Ordine Mondiale,
come ad esempio, uno pseudo giornalista come Riccardo Rinaldi (che scrive su Contropiano disprezzando la visione
anti-mondialista http://contropiano.org/corsivo/2018/06/21/la-logica-illogica-del-piano-kalergi-0105219
), o come Andrea Mollica che critica
il filosofo Diego Fusaro (per la sua
analisi impietosa del piano Kalergi e della conseguente invasione migratoria, su
Giornalettismo https://www.giornalettismo.com/archives/2220510/piano-kalergi-fusaro-bufala-razzismo
) o Roberto Speranza di LEU che
vorrebbe denunciare Matteo Salvini in
base alla legge Mancino, per la discriminazione in cui sarebbe incorso il
ministro degli interni chiedendo un censimento, oltre che degli italiani, anche
di tutte le altre etnie presenti nello stivale (https://it.blastingnews.com/politica/2018/06/rom-speranza-denuncia-salvini-002634123.html
).
![]() |
| Governo Conte, Di Maio, Salvini |
Possiamo
solo sperare che, nel percorso verso una nuova era di pace reale, comprensione
reciproca e di benessere distribuito, l’esecutivo Conte resista, resista,
resista….
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domenica 10 giugno 2018
04:27 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
10/06/2018
Sciascia
era un grande scrittore siciliano che ha denunciato per primo i “professionisti
dell’antimafia”, cioè personaggi come Franco Roberti, Rosy Bindi ed innumerevoli
altri, che hanno costruito per sé delle carriere sul contrasto al triste
fenomeno della delinquenza organizzata (detta anche “macrocriminalità”) senza
fare concretamente nulla per combatterlo. E la criminalità organizzata è nata
con l’intervento del ministro di polizia borbonico Liborio Romano, messosi d’accordo
con il capo della (allora minoritaria) camorra Salvatore De Crescenzo (detto
Tore ‘e Crescienzo) per fare scudo all’invasore Garibaldi e non fargli arrivare
nemmeno un tappo di spumante addosso. L’oppressione esercitata da questa “polizia”
criminale sulla popolazione dura ancora oggi e contribuisce a tenere il Sud in
condizioni di sottosviluppo, arretratezza, povertà.
Da
alcune settimane un amico, il quale ha tendenze borghesi (quindi è un gaudente
che pensa solo a mangiare e bere, scopare e viaggiare, ascoltare musica, vedere
film, poi, di tanto in tanto dà ad intendere di avere a cuore la società, la
cultura, la trascendenza ma in realtà è un po’ ignorante e pure un ateo che
non crede a niente ed a nessuno, anche se devo dire che è un insostituibile,
gioviale ponte di collegamento tra persone) si è appassionato ad una citazione
che faccio (talvolta modificandola un po’) di un romanzo di Leonardo Sciascia, “Il giorno
della civetta”, sui cinque tipi di uomini ed a cui ho aggiunto i quattro
tipi di donna.
Gli
uomini si dividono in:
·
UOMINI – coloro che
parlano in faccia, affrontando con coraggio le conseguenze di ciò che pensano,
dicono e fanno
·
UOMINICCHI –
vorrebbero fare come gli uomini ma non sono capaci
·
UOMINI DI MERDA –
quelli che colpiscono alle spalle
·
CHICCHIRICHI’ –
sono quelli che sanno solo parlare ma non fanno mai niente
·
QUACQUARAQUA’ –
sono talmente impauriti che le ginocchia non li sostengono e non sono nemmeno in
grado di parlare
Le
donne si dividono in:
·
GENEROSA (lo fa
con tutti)
·
SDEGNOSA (non lo
fa con nessuno)
·
RITEGNOSA (lo fa
solo con uno)
·
DISPETTOSA (lo fa
con tutti meno che con te)
![]() |
| Leonardo Sciascia |
![]() |
| Flavio Briatore |
Ecco,
mi indigno quando mi trovo a leggere di un cialtrone come Flavio Briatore che
offende il nostro meridione dicendo che “per la cultura vado a Parigi mentre in
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia ci posso passare solo per mangiare e fare il bagno”, mi sembra di
vederlo questo flaccido borghese, un grosso sacco di merda, ignorante,
arrogante, presuntuoso il quale non ha contezza che, mentre Roma era un
villaggio di pastori nomadi, Milano era una landa desolata abitata da selvaggi
in pelliccia e clava, Parigi era una fredda, brulla terra percorsa da predoni
con le corna, sei secoli prima di Cristo a Elea (Salerno, Campania) vi era una
scuola filosofica animata da Parmenide e Zenone, a Crotone (Calabria) insegnava
matematica e geometria Pitagora, a Messina (Sicilia) viveva l’inventore
Archimede.
sabato 21 aprile 2018
04:04 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
21/04/2018
Ebbene,
tornando alla domanda iniziale, la risposta comunissima alla domanda ”chi sei?”
non è “quel che sono “ ma “quel che faccio”.
![]() |
| uomo con punto interrogativo |
La
risposta alle domande fondamentali dell’essere umano (cioè “chi sono?” ”da dove
vengo”, ”qual è il mio scopo?”) NON serve agli altri ma serve per PRIMA a noi
stessi, altrimenti rischiamo di vivere una vita priva di identità, di
conoscenza vera, di consapevolezza, vuota come quella di un automa (quelli che
chiamiamo “robot”, una parola ceca che vuol dire “lavoro pesante, schiavo”) che,
anche svolgendo attività complesse, non ha coscienza di sé, né immagina una
vita diversa da quella che gli è stata “assegnata” (non entriamo in dettaglio
su “chi” gliel’ha assegnata).
Per
Gesù la risposta alle domande è nascosta nel disegno del pesce, primo simbolo
cristiano per eccellenza, la cui genesi è dovuta alle persecuzioni di cui erano
fatti oggetto i primi cristiani, da parte degli imperatori romani, i quali
vedevano come un pericolo la diffusione di una religione monoteistica che
metteva in discussione non solo la teologia latina ma lo stesso concetto di
potere coloniale che Roma esercitava sui popoli dominati, dopo la conquista.
![]() |
| pesce stilizzato (in greco Ichthys) |
Questo
implica una serie di gravissime conseguenze:
1)
Se non ho
attività lavorativa, sono “nessuno”,
cioè sono SENZA identità
2)
Se non immagino
nemmeno cosa potrei fare, rimango senza risposta su me stesso, e non riesco
nemmeno ad immaginare (inteso “progettare”) un futuro per me
3)
Se non so chi
sono, probabilmente, non conosco nemmeno la storia, quindi non capisco il
presente e non posso partecipare consapevolmente alla vita sociale e politica
del mio paese
4)
Una volta uscito
da un ciclo di studio (che mi porti o no a svolgere un’attività, non importa)
posso diventare un analfabeta “di ritorno”, perché potrei essere tentato dal
vizio di non prendere più nemmeno un libro in mano all’anno
5)
In quanto
incapace di comprendere (o comporre) un pensiero di media complessità, potrei
ricadere nella categoria degli analfabeti “funzionali”
6)
Divento facilmente
manipolabile da chi mi viene a spiegare (magari mentendo) chi sono, allo scopo
di sfruttarmi, sottomettermi, ingabbiarmi
7)
Ed anche se, dopo
aver vegetato per anni o decenni in questa situazione di sudditanza, mi dovessi
svegliare dal “torpore”, e poi mi potessi e volessi risvegliare, quindi
ribellare a questa vergognosa condizione, sarei come un pugile suonato che
volesse affrontare un avversario nel pieno delle sue facoltà. Quasi destinato
ad una sonora sconfitta!
Allora
che cosa consiglio, pur non essendo uno psico-terapeuta oppure un sociologo? Di fare un serio percorso di autocritica, di
mettere in discussione i paradigmi più comunemente accettati, di scacciare la
paura di fare domande “scomode”, di esprimere il proprio vero pensiero, di non
demordere nella ricerca della verità, non farsi “piccoli” nei confronti del
“sistema”.
Perché,
come disse lo stesso Cristo, “se vivrete nella mia parola, troverete la Verità
ed essa vi renderà liberi” (Giovanni 8:31, 32).
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verità
|
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domenica 8 aprile 2018
04:13 | Pubblicato da
Alex Focus |
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Napoli,
08/04/2018
Intervista video di Alberto Bagnai a Byoblu, con Claudio Messora [web master di Byoblu, un ottimo e seguitissimo diario elettronico di cultura alternativa, perciò molto osteggiato dal sistema. n.d.A.]
Messora: Ma poi,
tra l’altro, scusa, ti aggiungo questo dato: di quel 0,5% della popolazione
italiana che entra in contatto con le fake news, la maggior parte – diciamo il
50/60% - visita anche “il Corriere” e
“Repubblica”.
AlexFocus
Quanto
segue è la trascrizione che ho fatto (con qualche aggiunta / correzione
rispetto ai sottotitoli originali) di un’intervista fatta dal validissimo
blogger Claudio Messora all’economista
“controcorrente” Alberto Bagnai, circa
un mese fa eletto come senatore nella Lega.
Una
cosa che mi ha colpito è stata l’evocazione di un cambio di paradigma mondiale,
con masse (in modo lento ma progressivo) crescenti di persone che dicono “no!”
al sistema oppressivo del capitalismo banco-finanziario che ci vorrebbe tutti
schiavi a costo zero, a cui è sottratta ogni proprietà privata, robot a cui è
sottratto pure il libero pensiero. E l’intenzione forte, esplicita,
inequivocabile di riprendere la sovranità popolare, senza sconti per nessuno..
Forse
lo scritto è lungo per la maggior parte dei soggetti “passivi” del mondo ma chi
interessato ad un punto di vista non comune, troverà pane per i suoi denti…
----------------________________----------------------____________
Abbiamo davvero esagerato
[libera
trascrizione del video, che si può vedere all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=ylH7fT5BAPw , a cura del sottoscritto AlexFocus, alias Alessandro
d’Esposito, e le mie personali note sono indicate, tra parentesi quadre,
con la sigla n.d.A.]
Intervista video di Alberto Bagnai a Byoblu, con Claudio Messora [web master di Byoblu, un ottimo e seguitissimo diario elettronico di cultura alternativa, perciò molto osteggiato dal sistema. n.d.A.]
Claudio Messora: Ti
tringrazio di essere qui con noi, di nuovo. Ma cosa è cambiato recentemente?
Alberto Bagnai: « Deposuit
potentes de sede et exaltavit humiles », [traduzione (Dio, il caso, la giustizia) ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili, n.d.A.]
Voglio rimarcare, per prima cosa, che l’ultima volta che ci
siamo visti (quando sei venuto a trovarmi) io ero un intellettuale di sinistra
ed ora, che sono venuto io da te, mi sono presentato con la Lega (cioè un
cosiddetto partito di DX): e questo sembra quasi una nemesi, ma perché è
avvenuto? Secondo me per i seguenti motivi:
1)
per la proposta economica [ricordo che Bagnai, oltre che docente di Economica Politica
all’università G. d’Annunzio di Pescara, è il web master di Goofynomics,
all’indirizzo http://goofynomics.blogspot.com/
uno di più seguiti diari elettronici di economia e finanza in Italia, inoltre è
autore del libro “Il tramonto dell'euro.
Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in
Europa”, ed. Imprimatur, 2013]
2)
è ormai evidente che, per una sorta di sado-masochismo
socio-politico, la sinistra tutta si divide in volenterosi carnefici del
capitale finanziario (cioè la sinistra di governo) e di utili idioti
(come “Potere al Papero” oppure “Liberi e Belli”)
Anche non essendo pregiudizialmente ostili alla finanza, ad
esempio parlando con Valerio Malvezzi (persona estremamente
brillante [professore di comunicazione finanziaria all’università
di Pavia, cofondatore di “Win the Bank”, la cui intervista”l’euro è una
sciagura” si può vedere al seguente
indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=5yUUAlRx1Zk
]) ho rilevato che io e lui siamo stalkerati da persone che ripetono che
“la moneta è lo sterco del demonio”,
cioè farneticazioni tra s. Bernardino da
Siena e l’ospedale psichiatrico, noi siamo una moderna economia
capitalistica dove la finanza deve svolgere una funzione, ma si deve ammettere
che (da quando la sinistra è al potere un po’ ovunque nel mondo, ed esempio andando
indietro fino a Bill Clinton) la
finanza è diventata ipertrofica, anzi una neoplasia [cioè
un cancro, n.d.A.] di cui tener conto con correttivi come, ad es., la
separazione tra banche d’affari [o speculative, quelle
che giocano in Borsa, insomma, e che finora si sono rivalse delle loro perdite
a Piazza Affari sui correntisti, con la devastante regola europoide del
bail-in, che salva le banche e perde il popolo, n.d.A.] e banche
commerciali [che devono fare solo raccolta, detenzione
e distribuzione di danaro, n.d.A.].
3)
Ma il motivo più profondo è quello valoriale: la
crisi dei migranti ha messo in evidenza la natura profondamente ipocrita,
elitaria e disumana della SN. E con il tema connesso della sicurezza,
essi hanno perso anche il secondo dei grandi temi tipici della sinistra,
banalizzando, che interessano il popolo e non le èlites, cioè la dignità
umana: lo hanno calpestato, lo hanno travisato, sotto forma di battaglie
insensate ed hanno dato anche dei messaggi molto pericolosi. Io ricorderò
sempre la dichiarazione della terza carica dello stato [la
presidenta della Camera dei Deputati, cioè Laura
Boldrini, n.d.A.] secondo cui i migranti sarebbero stati “l’avanguardia del nostro stile di vita” [sic!]
Leggendo Michea [profeta biblico, n.d.A.], come probabilmente dico
ogni volta che ti incontro ed in ogni intervista che mi fai, mi sono reso conto
che questo anelito verso una società nomade, fatta di individui totalmente
scissi da qualsiasi radice culturale, territoriale, familiare è esattamente il
tipo di società che piace al capitalismo più incontrollato.
E questo perché è quella società in cui le persone diventano
“fattore-lavoro”, cioè si realizza
così proprio il culmine di quello che Karl
Marx chiamava “l’alienazione”.
Ora, il fatto è che abbiamo di fronte una sinistra che NON
ha letto Marx, ma anche che NON ha letto, che so, Max Weber, ma NON ha letto manco Antonio Gramsci!
E da cosa si vede che non ha letto Gramsci?
Dal fatto che, quando si arriva al tema più specifico, per
esempio (sul quale vengo sempre sollecitato, anche se forse non è nemmeno il
più importante) dell’EURO, loro ti dicono esattamente quel che ti dicono certi
giornalisti col master (che poi, magari, non avevano nemmeno il master) che
scrivono sui giornali NON dei lavoratori, ma dei padroni.
Sai, se uno di sinistra si adegua pedissequamente alla
vulgata dei giornali dei padroni, dopo tutto quello che mi ha detto Gramsci,
insomma, più o meno un secolo fa, e che poi i fatti hanno confermato, beh!, tu
devi pensare che, a questo punto, non puoi andare in quello schieramento e,
quindi, ovviamente non ho voluto (diciamo) perdere con loro una battaglia che
gli avevo chiesto di vincere con me.
Ed ho, quindi, aderito convintamente ad uno schieramento dal
quale mi sentivo rappresentato e che aveva una proposta la quale avevo indirettamente
contribuito a strutturare e che mi sembra possa essere risolutiva per far fare
un passo avanti al nostro Paese.
E questo è il motivo per cui l’ultima volta che ci siamo
visti ero un intellettuale di sinistra e questa volta sono un politico di destra.
Per mettermi al servizio del Paese ed anche al servizio tuo,
tant’è vero che questa volta sono venuto io da te.
Messora:
se il buongiorno si vede dal mattino, se tanto mi dà tanto… volevo fari una
domanda, Alberto: di tanti anni di lotta, di battaglia, di controinformazione,
tanti anni di picchiare la testa – duro – per cercare di far capire a gente che
non voleva capire che, probabilmente, le cose non stavano così come cercavano
di farle passare su tutti i giornali, su tutte le televisioni, adesso –
improvvisamente – una nuova veste, la possibilità di andare ad incidere – poco
o tanto, vedremo, dipenderà anche dallo spazio che ti sarà concesso – là dove
magari qualcosa si può davvero fare, no? Innanzitutto come stai vivendo questo
salto? E Poi la stessa domanda che ho fatto a Claudio Borghi Aquilini [attualmente responsabile
economico della Lega. N.d.A.] l’altro giorno: cosa ti aspetti che possa
succedere da qui a poco o da qui a tanto?
Bagnai: il salto
lo sto vivendo con grande naturalezza, credo che si veda. Per esempio tutti –
durante la campagna elettorale – i miei elettori (che sono appunto 20 come
quelli di Manzoni, insomma non ancora perché mi dovete dare qualche secolo, ma
insomma) i miei lettori molto dentro il mio blog, molto – sempre direi –
solleciti, materni, mi scrivevano per dirmi: “Ah, ma mangi, ma dormi, ma ti copri, ma non prendi freddo?” durante
la campagna elettorale.. Non si rendevano conto che io ho fatto sette anni di
campagna elettorale, cioè sono sette anni che, ogni giorno sono in una città
diversa, che ogni giorno affronto un dibattito, che ogni giorno incontro
interlocutori o subisco gli attacchi infamanti e distorti di una stampa
corrotta e partigiana.
Cioè, ormai ci ho fatto il callo, non è questo il punto.
Sono cambiate in positivo die cose: una subito ed una – diciamo – sta cambiando
e cambierà. Innanzitutto è che io prima, quando uscivo dai miei .. dibattiti,
dai miei interventi, che erano interventi didattici, ma anche politici –
ovviamente – uscivo sempre con un senso di vuoto, di profonda spossatezza.
Era una cosa che mi esauriva fisicamente, mentre in campagna
facendo comizi al cosiddetto “popolo” (quello che, secondo i soloni della
comunicazione politica, non avrebbe mai capito che cosa gli dicevo) io uscivo
da ognuno di questi comizi più carico perché vedevo che loro, invece, capivano.
Cosa?
Intanto capivano il mio amore per il Paese ed il fatto che
io profondamente credo che questo Paese sia degno di essere amato. E questa è
una cosa non banale, perché su questo c’è una risposta immediata. E questo
perché?
Perché, come ho cercato di spiegare con, diciamo, “mixed
results” – direbbe un economista – ieri in una conferenza stampa a Pescara alla
stampa che era lì, ma naturalmente parlando un po’ a tutta la stampa, il
problema fondamentale del messaggio di Matteo
Salvini “Prima l’Italia”, che è un problema di - diciamo – puro buon senso,
nel senso che ogni padre di famiglia pensa prima alla sua famiglia, ogni
governante dovrebbe pensare prima ai propri governati.
Questo messaggio diventa molto difficile da attuare in
Italia per un problema banale, perché gli italiani hanno di se un’immagine
distorta come un popolo che non merita nulla, tanto meno merita di essere amato
e difeso, e questo messaggio distorto è stato – quando non originato – spesso
veicolato e spesso (direi sempre) amplificato dalla stampa. La quale ha
risposto a logiche se non – diciamo – dipendenti, quanto meno condizionate da
interessi disfunzionali a quelli del Paese.
Questo, purtroppo, è un dato di fatto col quale ci dobbiamo
serenamente confrontare. Quindi, una delle prime cose che mi aspetto cambi “pro bono pacis”, nell’interesse di
tutti, è il rapporto della stampa. Non con me: al rapporto con me ci penso io,
ed infatti sto provvedendo nelle sedi opportune nei casi patologici, ma nei
casi fisiologici – cioè – occorre che la stampa ci faccia la cortesia di non
sputare nel Paese dal quale trae il proprio sostentamento. Ed io credo che lo
farà perchè – come giustamente notava Steve
Bannon qualche giorno fa – quella che si chiama l’ondata populista è
semplicemente il riappropriarsi da parte delle collettività del senso della
propria dignità, fondamentalmente. Perché l’esistenza libera e dignitosa è una
cosa che è scritta nella Costituzione, quindi potete dire che è fascista, il
che significa che i partigiani erano fascisti – insomma – cioè basta con queste
storie idiote. Ecco, questo riappropriarsi da parte delle collettività del
senso della propria dignità è un processo, secondo me, secondo Bannon (e sono
d’accordo con lui) globale cioè è un grande contraccolpo verso chi in un
trentennio ci ha proposto questo cosmopolitismo così assolutamente orientato –
appunto – a distruggere l’appartenenza di ciò che è strettamente funzionale
agli interessi di chi vede nelle persone solo dei lavoratori, degli automi [o delle scimmie ammaestrate, aggiungerei io, n.d.A.].
Messora: Ecco ,
ma sbaglio o – insomma – quello che mi deriva da questa piccola esperienza che
sto conducendo ormai da dieci anni …
Bagnai: [quasi sottovoce, n.d.A.] Beh, piccola… falso
modesto!
Messora: … è che
ho vissuto, insomma, come informatore – diciamo – libero sia la fase del
centrodestra, quella di Silvio Berlusconi,
sia la fase di tutto il centrosinistra e di Governi tecnici comunque emanati e
supportati dal centro sinistra, fase che poi è culminata nella cosiddetta campagna
contro le fake news, quando tutta l’area progressista mondiale si è sentita
minacciata – no? – dalla elezione di Donald
Trump
[ricordo che contro di lui erano coalizzati in modo quasi incestuoso democrats
e liberal e tutta la stampa, in modo compatto, n.d.A.], Brexit,
referendum costituzionale in Italia, con una violenza ed una ferocia inaudita.
O credo che – chiaramente, per essere
realisti, Alberto – non c’è un Governo, credo, nel mondo che sia felice di
essere criticato e che poi dia seguito veramente appieno al significato ed al
senso della parola “stampa libera”, etc. Però,
Bagnai: No!… Ora
abbiamo esagerato!
Messora: … io
credo che abbiamo davvero esagerato, cioè che arriviamo da un governo di
centro-sinistra, questo lo è, che ha portato all’ennesima potenza questo
concetto e sta creando veramente dei gulag intellettuali. Possiamo
aspettarci che, con un’eventuale governo di centro-destra – se adesso dovessimo
andare in questa direzione, dati anche i risultati delle elezioni – per lo meno
si torni ad un sano momento di censura un po’ del “tana liberi tutti”, dove ognuno censura chi vuole, ma alla fine
tutti sono liberi di dire quel che vogliono, ecco!
Bagnai: dunque…
io, prima di rivestire un ruolo istituzionale, me la cavavo con una battuta
come questa: “non ho nulla contro il pensiero unico, purchè sia il mio”. [risate, n.d.A.] Quindi ora – diciamo così – mettendo
a rischio la mia carriera politica, potrei dirti che “non ho nulla contro i gulag, purchè ci finiscano gli altri” [risate più meste, n.d.A.]. La verità è che ho
aderito ad un movimento conservatore anche perché, nella mia esperienza di
persona che faceva divulgazione, ho costatato, all’inizio con sorpresa e poi
con profondo rammarico, che nello schieramento di destra – d’accordo? – c’era
più libertà intellettuale che in quello di sinistra.
Questo mi ha ferito nel profondo perché – diciamo – la
caratteristica del fascismo storico che mia madre mi tramandava attraverso
l’esperienza di suo padre e della sua famiglia (l’altro nonno era di quelli che
dicevano di non essere né fascisti né comunisti, quelli che parlano così in
genere sono fascisti, ma insomma non entro in questa polemica…) ma il nonno
materno, soprattutto, quello che lei metteva avanti come carattere distintivo
era il fatto che il fascismo soffocava la libertà di pensiero.
Trovare questa cosa a sinistra per me è stato uno shock
antropologico enorme! E vorrei anche
ripercorrere le tappe di questo cammino, cioè vorrei far presente che, però ,
si può dire di no. Io ho aperto il blog perché ”lavoce.info” ha rifiutato il
mio articolo “I salvataggi che non ci
salveranno”, che è tuttora il primo articolo del blog, pubblicato il giorno
… era dire no!
Dire no ad un sistema
di potere che peraltro – diciamo così – se si può usare un eufemismo – non è
del tutto alieno dalle commissioni che gestiscono i concorsi nelle quali … dai
quali io devo passare, tanto per dirne una brutalmente, oltre ad avere … a non
essere del tutto alieno dalla scritture delle regole o la riscrittura delle
regole di questi stessi concorsi. Quindi era un atto di disperazione, più che
un atto di coraggio, però è stato un no. No si può dire, va bene?
Il secondo passo è stato veramente questa cosa della
… terza carica dello Stato. Cioè la battaglia contro le fake news che abbiamo
visto essere totalmente pretestuosa perché poi… esiste un problema di digital divide, cioè le
fake news vengono diffuse prevalentemente in rete ed in rete ci sta pochissima
gente ed una ricerca di una prestigiosa università ha dimostrato che una
percentuale infima dell’elettorato viene raggiunta. La percentuale a una cifra,
non mi ricordo se …
Messora: … Oxford University, The Reuters
Institute. Le fake news raggiungono in media l’1% della sola popolazione
online, quindi in Italia lo 0,5% della popolazione totale
Bagnai: Poi,
peraltro, - voglio dire – chiamiamole fake news, si chiamano propaganda!
Cioè la propaganda si può fare, d’accordo.
Bagnai: Esatto…
Messora: Per cui
questo non significa che si facciano catturare dalla retorica della fake news,
laddove sia definibile come tale. Entrano in contatto, così come si entra in
contatto con tante cose tutti i giorni.
Bagnai: Però io
vorrei essere molto sintetico: “lavoce.info” cercò di censurarmi ed adesso io
ho un blog più importante del suo. La Boldrini – sostanzialmente – ha cercato
di censurarmi, non me ad personam, ma l’informazione libera e, adesso, io sto
in un partito più importante del suo. Chi vuole tentare il prossimo passo, si
accomodi, ma sappia che perderà! E lo
dico con una grande serenità perchè non è che Bagnai sia Superman ,
semplicemente ho imparato a dire no e vedo che la gente è stanca, quindi premia
chi dice no.
E questo è un messaggio che dobbiamo portare anche in Europa
perché qui il punto fondamentale è che l’Italia deve cominciare a dire no! Io sono l’esempio – nel piccolo, nel
piccolissimo, nell’infimo, nell’umile – che dire no porta a dei risultati (ho
detto no e sono diventato senatore), d’accordo? Allora diciamo che l’Italia
dicendo no in Europa, secondo me, può ottenere qualcosa, può guidare questo
strano progetto politico verso un futuro migliore. Di questo sono profondamente
convinto anche perché …
Messora: anche
perché c’è una “High Committee” per le fake news in Europa e ci sono anche dei
nostri membri italiani e tu hai sottolineato su Twitter poco fa quali sono.
Bagnai: Sì, è
abbastanza interessante osservare che il tema delle fake news, cioè questa cosa
del contrasto alla propaganda che poi era semplicemente un pretesto
per imbavagliare i blogger indipendenti come me e come te, insomma, questo
si è capito benissimo, no? E poi trasformare la critica ad un progetto politico
come è l’Unione Europea – che è un
progetto politico, quindi può essere criticato, non è un dogma di fede – per trasformare
la critica in un reato di opinione.
Queste sono le finalità.
È abbastanza interessante osservare che a noi è stato
proposta un’immagine di stampa mainstream composta da professionisti (a me
viene abbastanza da ridere, nell’usare questo termine) … professionisti che,
perché loro sono, lo sanno, perché loro
verificano. Io in diverse occasioni nel
mio blog ho mostrato che loro non verificano un accidenti di nulla ed, in un
caso, ho costretto un giornalone molto
importante a rettificare un titolo sbagliato, dato addirittura in prima
pagina (tutto questo è agli atti).
Ovviamente non gli sono molto simpatico, ma noi non dobbiamo
esserci simpatici, dobbiamo avere una dialettica ma questa dialettica, però, è
opportuno che tenga conto di un fatto fondamentale: i rapporti di forza sono
cambiati e cambieranno ancora di più. Quindi, serenamente, teniamone conto.
Dopodiché è interessante osservare che in questo high level committee di
persone che sono tanto bravi
professionisti perché verificano le immagini e le informazioni, c’è un
giornalista italiano – Gianni Riotta
– che ieri ha rilanciato su Twitter la fake news secondo la quale al sud ci
sarebbe stato un assalto ai CAAF da parte di elettori dei 5 stelle che volevano
subito il reddito di cittadinanza…
A parte il fatto che questa notizia era palesemente falsa,
vorrei anche sottolineare il dato insultante, razzista perché significa
prendere le popolazioni del sud Italia che hanno sofferto della crisi più delle
altre – perché la crisi, per una serie di motivi di cui ho largamente parlato,
ha ampliato il divario tra Nord e Sud – prenderli per dei deficienti e questo -
diciamo così – forse un giornalista, prima di prender per deficienti gli
elettori della parte avversa a lui, nonché un intero segmento di popolazione
del suo Paese, se lui ritiene che quello sia il suo Paese – perché il vero
problema poi è questo – dovrebbe esercitare un minimo di cautela. Non
erano loro i professionisti che verificavano le notizie? Ecco, magari su questo
– dopo tutti i famosi snodi tecnici, la prima riunione del 23, nomina il
Presidente, nomina le Commissioni, nomina i Presidenti di Commissioni, nomina
la Giunta, le consultazioni, il Governo, il mica Governo… - può darsi si
calendarizzino i lavori, Bagnai impara a fare il suo lavoro: io su questo
un’interrogazione la farei.
Perché desidero capire, desidero capire come noi posiamo
relazionarci con un’entità sovranazionale che pretende di aver il controllo
sulla qualità della nostra informazione con esperti di questo tipo, chi li
ha nominati, attraverso quale procedura. Cioè qui c’è da capire qualcosa perché
quello che è successo è estremamente grave. Un errore lo possono fare tutti,
anche io da professore alla lavagna, non so nelle mie formule, magari meno per
meno invece di fare più, miracolosamente fa meno. Poi, o lo studente alza il
ditino, però qui stiamo parlando di una cosa che è scritta col gesso sulla
lavagna, si cancella e si va avanti, non stiamo parlando di insultare metà
della popolazione italiana sulla base di una cosa che era visibilmente
falsa.
Messora: Sì,
perché va bene poi chiaramente fare una battaglia sull’euro, spiegare
l’economia, spiegare i trattati, spiegare la democrazia e tutto
quello che ne consegue, però se poi tutte queste situazioni hanno una
pre-condizione di base, che è l’informazione. Se poi alla fine tutto viene
distorto, manipolato, presentato in piatti precotti, secondo i dogmi del
pensiero unico, tutto il lavoro che poi viene fatto sopra diventa quasi inutile
o molto difficile.
Bagnai: Mah, è
anche interessante osservare che – diciamo – gli appartenenti a questo
establishment dell’informazione sono quelli che, in più circostanze, mi hanno
diffamato dicendo che diffondevo dati falsi. Questo quando – diciamo – alludevo
alla patologia, in realtà poi io normalmente nei miei post do le fonti per cui
una persona minimamente alfabetizzata va lì, clicca, si scarica il file excel e
si rifà i conti – se vuole, no?
Cosa che in nessuna testata giornalistica online mai
avviene.
Perché, attenzione, è molto interessante questo: i giornali
vengono citati come fonte autorevole che verifica a sua volta le fonti, però
ogni volta che loro devono parlarti di quello che ha detto l’Unione Europea
sarebbe banale mettere un link – no? – al testo del comunicato stampa. Tu l’hai
visto mai?
Mai! Mentre noi nei nostri blog, ogni volta, mettiamo i link
alle fonti primarie. Loro si propongono come fonte secondaria che non può essere
discussa e noi, invece, criticamente forniamo le fonti primarie. E già questo
la dice lunga sul tipo di lavoro che fanno loro in confronto col tipo di lavoro
che facciamo noi. E siccome quelle che facciamo noi – secondo me – è migliore,
il mercato, in senso lato, lo premierà.
Messora: Quindi,
forse, anche l’ordine dei giornalisti dovrebbe tenere conto di queste
evoluzioni della società nel 2018…
Bagnai: Diciamo,
l’ordine dei giornalisti tiene conto del fatto – importantissimo, per carità! –
rilevante, cruciale per gli equilibri socio-economici del Paese che, nella
gazzetta X della provincia Y è stata violata la privacy del minore Z perché
magari … cioè questi sono i problemi di cui si occupa. Cioè il fatto che
primarie fonti di informazione abbiano
avvelenato i pozzi della democrazia fornendo dati statistici falsi, tutto
questo a loro giornalisti non interessa. E se le cose stanno così, a me
personalmente, come cittadino ed anche come rappresentante del popolo italiano,
non interessa l’opinione dell’ordine dei giornalisti.
Perché se dev’esserci il far west, far west sia, ma allora
voi a che cosa servite? Peraltro va ricordato, io non ho capito esattamente
perché si è dimesso il precedente presidente dell’ordine dei giornalisti. C’era
stato il caso di una fake news, lui aveva preso – non so se ricordi – insomma
quella su cui c’era di mezzo la solita polemica con i grillini (non entro nei
dettagli). Lui aveva preso una posizione molto accesa quando la fake news era
stata smascherata dicendo che “Dimo, famo, qua e là”, poi, invece, non so, ha
preferito fare altro. I problemi possono essere tantissimi: ha avuto altro da
fare, era stanco, non sia mai un problema di salute come ne ho in questo
momento anche io, cioè ci sono mille cose che possono succedere nella vita, no?
Magari uno deve farsi un intervento e
lascia perdere però il punto rimane: se l’ordine dei giornalisti vuole avere un
senso, deve entrare lui nel merito della qualità dell’informazione ma della
qualità fattuale.
Cioè non si può continuare banalmente a dire che negli anni
’90 l’inflazione era a due cifre finchè non siamo entrati nell’Euro senza che
ci sia almeno una censura verso l’organo di stampa che pubblica questa notizia
senza verificarla. É una cosa di una gravità inaudita! Mi rendo conto che
questo non viene capito e sarà nostro compito farlo capire.
Messora: Va bene,
Alberto, dopo questa elezione e questi risultati, credi che siamo un pelino più
vicino all’uscita dall’euro?
Bagnai: Credo che
siamo un pelino più vicini all’uscita dall’euro col risultato delle elezioni
tedesche. Cioè va chiarito in modo molto sereno e molto pacato che nessuno ha
mai pensato di fare la guerra al mondo – d’accordo? – come Italia. Fino dal
2013 noi abbiamo sempre detto con Claudio Borghi (prima ancora di essere
entrati in Lega, lui a ruota e già nel 2013 per la campagna poi del 2014 alle europee
ed io il 23 gennaio di quest’anno) abbiamo sempre detto che secondo noi la
soluzione ottimale era uno smantellamento concordato. A quell’epoca eravamo
visti come dei pazzi, però poiché la Germania veniva vista come il vincitore
che non avrebbe mai permesso che il giocattolo che la faceva vincere venisse
smantellato. E questo lo dicevano anche gli euristi convinti, i quali così
confessavano di star lavorando per il nemico, ma insomma tralasciamo questi
aspetti, “Nemico” tra virgolette – ovviamente- la Germania è un nostro
concorrente commerciale. Va beh, adesso vediamo che non è così, cioè un
progetto irrazionale ha solo perdenti.
Vediamo che in Germania la disoccupazione diminuisce sì,
perché aumenta (anche lì) il precariato, attraverso le “riforme Hartz” aumenta la disuguaglianza, aumenta la povertà,
Sappiamo di un rapporto sulla povertà censurato dal governo tedesco.
Non sappiamo – perché non è arrivato sulla stampa italiana –
di un rapporto sul divario tra est ed ovest, pure quello censurato dal governo
tedesco che lo aveva chiesto, Quindi lì le cose non vanno bene, infatti l’est -
che era la parte comunista – stranamente vota compattamente a destra venendo
additato addirittura come nazista poi – no? – nella stampa internazionale,
perché è questo che la stampa internazionale ci riserva.
Io penso che l’euro sia stato messo su in un memento in cui
qui intorno era tutto socialismo – d’accordo? – da persone che lo dicevano,
erano perfettamente consapevoli del fatto che l’euro era un progetto neoliberale,
ma con la spocchia, veramente presunzione viscida, abietta – diciamo –
dell’intellettuale di sinistra pensavano di essere loro i buoni e che, quindi,
avrebbero domato questa bestia.
Credo che invece sarà un centro-destra – adesso, ovviamente,
è tutta destra intorno a noi come avevo previsto sul manifesto del 2011
(nessuno mi è stato a sentire e adesso si estingueranno pacificamente) – e
quando intorno a noi sarà tutto centrodestra, con un po’ di pragmatismo, si
potrà raggiungere un accordo politico per smantellare questo gigantesco eco-mostro
economico che è l’euro.
Messora: Va bene,
Alberto, grazie per questa “toccata e fuga” so che hai tanti impegni adesso,
per cui ti lascio andare via, ho solo una domanda: ci rivedremo presto?
Bagnai: Naturalmente
sì, ed ora, essendo leghista, gli head portesrs nostri sono comunque a Milano,
per ora, e quindi mi dividerò tra Roma e Milano ed il mio collegio in Abruzzo
dove intendo fare azione politica perché ora ho una battaglia da combattere,
molto importante, che è quella di sottrarre a chi le ha gestite così male le
regioni che sono le roccaforti e, forse, anche le casseforti del PD ed adesso
se le riprendiamo una per una, ricominciando dall’Abruzzo…
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