domenica 10 giugno 2018
Napoli, 10/06/2018

Da alcune settimane un amico, il quale ha tendenze borghesi (quindi è un gaudente che pensa solo a mangiare e bere, scopare e viaggiare, ascoltare musica, vedere film, poi, di tanto in tanto dà ad intendere di avere a cuore la società, la cultura, la trascendenza ma in realtà è un po’ ignorante e pure un ateo che non crede a niente ed a nessuno, anche se devo dire che è un insostituibile, gioviale ponte di collegamento tra persone) si è appassionato ad una citazione che faccio (talvolta modificandola un po’) di un romanzo di Leonardo Sciascia,Il giorno della civetta”, sui cinque tipi di uomini ed a cui ho aggiunto i quattro tipi di donna.


Gli uomini si dividono in:

·       UOMINI – coloro che parlano in faccia, affrontando con coraggio le conseguenze di ciò che pensano, dicono e fanno

·       UOMINICCHI – vorrebbero fare come gli uomini ma non sono capaci

·       UOMINI DI MERDA – quelli che colpiscono alle spalle

·       CHICCHIRICHI’ – sono quelli che sanno solo parlare ma non fanno mai niente

·       QUACQUARAQUA’ – sono talmente impauriti che le ginocchia non li sostengono e non sono nemmeno in grado di parlare


Le donne si dividono in:

·       GENEROSA (lo fa con tutti)

·       SDEGNOSA (non lo fa con nessuno)

·       RITEGNOSA (lo fa solo con uno)

·       DISPETTOSA (lo fa con tutti meno che con te)

 
Leonardo Sciascia
 
Sciascia era un grande scrittore siciliano che ha denunciato per primo i “professionisti dell’antimafia”, cioè personaggi come Franco Roberti, Rosy Bindi ed innumerevoli altri, che hanno costruito per sé delle carriere sul contrasto al triste fenomeno della delinquenza organizzata (detta anche “macrocriminalità”) senza fare concretamente nulla per combatterlo. E la criminalità organizzata è nata con l’intervento del ministro di polizia borbonico Liborio Romano, messosi d’accordo con il capo della (allora minoritaria) camorra Salvatore De Crescenzo (detto Tore ‘e Crescienzo) per fare scudo all’invasore Garibaldi e non fargli arrivare nemmeno un tappo di spumante addosso. L’oppressione esercitata da questa “polizia” criminale sulla popolazione dura ancora oggi e contribuisce a tenere il Sud in condizioni di sottosviluppo, arretratezza, povertà.


Flavio Briatore

Ecco, mi indigno quando mi trovo a leggere di un cialtrone come Flavio Briatore che offende il nostro meridione dicendo che “per la cultura vado a Parigi mentre in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia ci posso passare solo per mangiare e fare il bagno”, mi sembra di vederlo questo flaccido borghese, un grosso sacco di merda, ignorante, arrogante, presuntuoso il quale non ha contezza che, mentre Roma era un villaggio di pastori nomadi, Milano era una landa desolata abitata da selvaggi in pelliccia e clava, Parigi era una fredda, brulla terra percorsa da predoni con le corna, sei secoli prima di Cristo a Elea (Salerno, Campania) vi era una scuola filosofica animata da Parmenide e Zenone, a Crotone (Calabria) insegnava matematica e geometria Pitagora, a Messina (Sicilia) viveva l’inventore Archimede.
sabato 21 aprile 2018
Napoli, 21/04/2018

uomo con punto interrogativo
La risposta alle domande fondamentali dell’essere umano (cioè “chi sono?” ”da dove vengo”, ”qual è il mio scopo?”) NON serve agli altri ma serve per PRIMA a noi stessi, altrimenti rischiamo di vivere una vita priva di identità, di conoscenza vera, di consapevolezza, vuota come quella di un automa (quelli che chiamiamo “robot”, una parola ceca che vuol dire “lavoro pesante, schiavo”) che, anche svolgendo attività complesse, non ha coscienza di sé, né immagina una vita diversa da quella che gli è stata “assegnata” (non entriamo in dettaglio su “chi” gliel’ha assegnata).

 
Per Gesù la risposta alle domande è nascosta nel disegno del pesce, primo simbolo cristiano per eccellenza, la cui genesi è dovuta alle persecuzioni di cui erano fatti oggetto i primi cristiani, da parte degli imperatori romani, i quali vedevano come un pericolo la diffusione di una religione monoteistica che metteva in discussione non solo la teologia latina ma lo stesso concetto di potere coloniale che Roma esercitava sui popoli dominati, dopo la conquista.

 

pesce stilizzato (in greco Ichthys)
 
Ebbene, tornando alla domanda iniziale, la risposta comunissima alla domanda ”chi sei?” non è “quel che sono “ ma “quel che faccio”.

Questo implica una serie di gravissime conseguenze:

1)    Se non ho attività  lavorativa, sono “nessuno”, cioè sono SENZA identità

2)    Se non immagino nemmeno cosa potrei fare, rimango senza risposta su me stesso, e non riesco nemmeno ad immaginare (inteso “progettare”) un futuro per me

3)    Se non so chi sono, probabilmente, non conosco nemmeno la storia, quindi non capisco il presente e non posso partecipare consapevolmente alla vita sociale e politica del mio paese

4)    Una volta uscito da un ciclo di studio (che mi porti o no a svolgere un’attività, non importa) posso diventare un analfabeta “di ritorno”, perché potrei essere tentato dal vizio di non prendere più nemmeno un libro in mano all’anno

5)    In quanto incapace di comprendere (o comporre) un pensiero di media complessità, potrei ricadere nella categoria degli analfabeti “funzionali”

6)    Divento facilmente manipolabile da chi mi viene a spiegare (magari mentendo) chi sono, allo scopo di sfruttarmi, sottomettermi, ingabbiarmi

7)    Ed anche se, dopo aver vegetato per anni o decenni in questa situazione di sudditanza, mi dovessi svegliare dal “torpore”, e poi mi potessi e volessi risvegliare, quindi ribellare a questa vergognosa condizione, sarei come un pugile suonato che volesse affrontare un avversario nel pieno delle sue facoltà. Quasi destinato ad una sonora sconfitta!

Allora che cosa consiglio, pur non essendo uno psico-terapeuta oppure un sociologo?  Di fare un serio percorso di autocritica, di mettere in discussione i paradigmi più comunemente accettati, di scacciare la paura di fare domande “scomode”, di esprimere il proprio vero pensiero, di non demordere nella ricerca della verità, non farsi “piccoli” nei confronti del “sistema”.

Perché, come disse lo stesso Cristo, “se vivrete nella mia parola, troverete la Verità ed essa vi renderà liberi” (Giovanni 8:31, 32).
domenica 8 aprile 2018
Napoli, 08/04/2018

Quanto segue è la trascrizione che ho fatto (con qualche aggiunta / correzione rispetto ai sottotitoli originali) di un’intervista fatta dal validissimo blogger Claudio Messora all’economista “controcorrente” Alberto Bagnai, circa un mese fa eletto come senatore nella Lega.

Una cosa che mi ha colpito è stata l’evocazione di un cambio di paradigma mondiale, con masse (in modo lento ma progressivo) crescenti di persone che dicono “no!” al sistema oppressivo del capitalismo banco-finanziario che ci vorrebbe tutti schiavi a costo zero, a cui è sottratta ogni proprietà privata, robot a cui è sottratto pure il libero pensiero. E l’intenzione forte, esplicita, inequivocabile di riprendere la sovranità popolare, senza sconti per nessuno..

Forse lo scritto è lungo per la maggior parte dei soggetti “passivi” del mondo ma chi interessato ad un punto di vista non comune, troverà pane per i suoi denti…

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Abbiamo davvero esagerato

[libera trascrizione del video, che si può vedere all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=ylH7fT5BAPw , a cura del sottoscritto AlexFocus, alias Alessandro d’Esposito, e le mie personali note sono indicate, tra parentesi quadre, con la sigla n.d.A.]

Intervista video di Alberto Bagnai a Byoblu, con Claudio Messora [web master di Byoblu, un ottimo e seguitissimo diario elettronico di cultura alternativa, perciò molto osteggiato dal sistema. n.d.A.]


Claudio Messora: Ti tringrazio di essere qui con noi, di nuovo. Ma cosa è cambiato recentemente?


Alberto Bagnai: « Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles », [traduzione (Dio, il caso, la giustizia) ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, n.d.A.]

Voglio rimarcare, per prima cosa, che l’ultima volta che ci siamo visti (quando sei venuto a trovarmi) io ero un intellettuale di sinistra ed ora, che sono venuto io da te, mi sono presentato con la Lega (cioè un cosiddetto partito di DX): e questo sembra quasi una nemesi, ma perché è avvenuto? Secondo me per i seguenti motivi:

1)     per la proposta economica [ricordo che Bagnai, oltre che docente di Economica Politica all’università G. d’Annunzio di Pescara, è il web master di Goofynomics, all’indirizzo http://goofynomics.blogspot.com/ uno di più seguiti diari elettronici di economia e finanza in Italia, inoltre è autore del libro “Il tramonto dell'euro. Come e perché la fine della moneta unica salverebbe democrazia e benessere in Europa”, ed. Imprimatur, 2013]

2)     è ormai evidente che, per una sorta di sado-masochismo socio-politico, la sinistra tutta si divide in volenterosi carnefici del capitale finanziario (cioè la sinistra di governo) e di utili idioti (come “Potere al Papero” oppure “Liberi e Belli”)

Anche non essendo pregiudizialmente ostili alla finanza, ad esempio parlando con Valerio Malvezzi (persona estremamente brillante [professore di comunicazione finanziaria all’università di Pavia, cofondatore di “Win the Bank”, la cui intervista”l’euro è una sciagura”  si può vedere al seguente indirizzo  https://www.youtube.com/watch?v=5yUUAlRx1Zk ]) ho rilevato che io e lui siamo stalkerati da persone che ripetono che “la moneta è lo sterco del demonio”, cioè farneticazioni tra s. Bernardino da Siena e l’ospedale psichiatrico, noi siamo una moderna economia capitalistica dove la finanza deve svolgere una funzione, ma si deve ammettere che (da quando la sinistra è al potere un po’ ovunque nel mondo, ed esempio andando indietro fino a Bill Clinton) la finanza è diventata ipertrofica, anzi una neoplasia [cioè un cancro, n.d.A.] di cui tener conto con correttivi come, ad es., la separazione tra banche d’affari [o speculative, quelle che giocano in Borsa, insomma, e che finora si sono rivalse delle loro perdite a Piazza Affari sui correntisti, con la devastante regola europoide del bail-in, che salva le banche e perde il popolo, n.d.A.] e banche commerciali [che devono fare solo raccolta, detenzione e distribuzione di danaro, n.d.A.].

3)     Ma il motivo più profondo è quello valoriale: la crisi dei migranti ha messo in evidenza la natura profondamente ipocrita, elitaria e disumana della SN. E con il tema connesso della sicurezza, essi hanno perso anche il secondo dei grandi temi tipici della sinistra, banalizzando, che interessano il popolo e non le èlites, cioè la dignità umana: lo hanno calpestato, lo hanno travisato, sotto forma di battaglie insensate ed hanno dato anche dei messaggi molto pericolosi. Io ricorderò sempre la dichiarazione della terza carica dello stato [la presidenta della Camera dei Deputati, cioè Laura Boldrini, n.d.A.] secondo cui i migranti sarebbero stati “l’avanguardia del nostro stile di vita[sic!]

Leggendo Michea [profeta biblico, n.d.A.], come probabilmente dico ogni volta che ti incontro ed in ogni intervista che mi fai, mi sono reso conto che questo anelito verso una società nomade, fatta di individui totalmente scissi da qualsiasi radice culturale, territoriale, familiare è esattamente il tipo di società che piace al capitalismo più incontrollato.

E questo perché è quella società in cui le persone diventano “fattore-lavoro”, cioè si realizza così proprio il culmine di quello che Karl Marx chiamava “l’alienazione”.

Ora, il fatto è che abbiamo di fronte una sinistra che NON ha letto Marx, ma anche che NON ha letto, che so, Max Weber, ma NON ha letto manco Antonio Gramsci!

E da cosa si vede che non ha letto Gramsci?

Dal fatto che, quando si arriva al tema più specifico, per esempio (sul quale vengo sempre sollecitato, anche se forse non è nemmeno il più importante) dell’EURO, loro ti dicono esattamente quel che ti dicono certi giornalisti col master (che poi, magari, non avevano nemmeno il master) che scrivono sui giornali NON dei lavoratori, ma dei padroni.

Sai, se uno di sinistra si adegua pedissequamente alla vulgata dei giornali dei padroni, dopo tutto quello che mi ha detto Gramsci, insomma, più o meno un secolo fa, e che poi i fatti hanno confermato, beh!, tu devi pensare che, a questo punto, non puoi andare in quello schieramento e, quindi, ovviamente non ho voluto (diciamo) perdere con loro una battaglia che gli avevo chiesto di vincere con me.

Ed ho, quindi, aderito convintamente ad uno schieramento dal quale mi sentivo rappresentato e che aveva una proposta la quale avevo indirettamente contribuito a strutturare e che mi sembra possa essere risolutiva per far fare un passo avanti al nostro Paese.

E questo è il motivo per cui l’ultima volta che ci siamo visti ero un intellettuale di sinistra e questa volta sono un politico di destra.

Per mettermi al servizio del Paese ed anche al servizio tuo, tant’è vero che questa volta sono venuto io da te.


Messora: se il buongiorno si vede dal mattino, se tanto mi dà tanto… volevo fari una domanda, Alberto: di tanti anni di lotta, di battaglia, di controinformazione, tanti anni di picchiare la testa – duro – per cercare di far capire a gente che non voleva capire che, probabilmente, le cose non stavano così come cercavano di farle passare su tutti i giornali, su tutte le televisioni, adesso – improvvisamente – una nuova veste, la possibilità di andare ad incidere – poco o tanto, vedremo, dipenderà anche dallo spazio che ti sarà concesso – là dove magari qualcosa si può davvero fare, no? Innanzitutto come stai vivendo questo salto? E Poi la stessa domanda che ho fatto a Claudio Borghi Aquilini [attualmente responsabile economico della Lega. N.d.A.] l’altro giorno: cosa ti aspetti che possa succedere da qui a poco o da qui a tanto?


Bagnai: il salto lo sto vivendo con grande naturalezza, credo che si veda. Per esempio tutti – durante la campagna elettorale – i miei elettori (che sono appunto 20 come quelli di Manzoni, insomma non ancora perché mi dovete dare qualche secolo, ma insomma) i miei lettori molto dentro il mio blog, molto – sempre direi – solleciti, materni, mi scrivevano per dirmi: “Ah, ma mangi, ma dormi, ma ti copri, ma non prendi freddo?” durante la campagna elettorale.. Non si rendevano conto che io ho fatto sette anni di campagna elettorale, cioè sono sette anni che, ogni giorno sono in una città diversa, che ogni giorno affronto un dibattito, che ogni giorno incontro interlocutori o subisco gli attacchi infamanti e distorti di una stampa corrotta e partigiana.

Cioè, ormai ci ho fatto il callo, non è questo il punto. Sono cambiate in positivo die cose: una subito ed una – diciamo – sta cambiando e cambierà. Innanzitutto è che io prima, quando uscivo dai miei .. dibattiti, dai miei interventi, che erano interventi didattici, ma anche politici – ovviamente – uscivo sempre con un senso di vuoto, di profonda spossatezza.

Era una cosa che mi esauriva fisicamente, mentre in campagna facendo comizi al cosiddetto “popolo” (quello che, secondo i soloni della comunicazione politica, non avrebbe mai capito che cosa gli dicevo) io uscivo da ognuno di questi comizi più carico perché vedevo che loro, invece, capivano. Cosa?

Intanto capivano il mio amore per il Paese ed il fatto che io profondamente credo che questo Paese sia degno di essere amato. E questa è una cosa non banale, perché su questo c’è una risposta immediata. E questo perché?

Perché, come ho cercato di spiegare con, diciamo, “mixed results” – direbbe un economista – ieri in una conferenza stampa a Pescara alla stampa che era lì, ma naturalmente parlando un po’ a tutta la stampa, il problema fondamentale del messaggio di Matteo Salvini “Prima l’Italia”, che è un problema di - diciamo – puro buon senso, nel senso che ogni padre di famiglia pensa prima alla sua famiglia, ogni governante dovrebbe pensare prima ai propri governati.

Questo messaggio diventa molto difficile da attuare in Italia per un problema banale, perché gli italiani hanno di se un’immagine distorta come un popolo che non merita nulla, tanto meno merita di essere amato e difeso, e questo messaggio distorto è stato – quando non originato – spesso veicolato e spesso (direi sempre) amplificato dalla stampa. La quale ha risposto a logiche se non – diciamo – dipendenti, quanto meno condizionate da interessi disfunzionali a quelli del Paese.

Questo, purtroppo, è un dato di fatto col quale ci dobbiamo serenamente confrontare. Quindi, una delle prime cose che mi aspetto cambi “pro bono pacis”, nell’interesse di tutti, è il rapporto della stampa. Non con me: al rapporto con me ci penso io, ed infatti sto provvedendo nelle sedi opportune nei casi patologici, ma nei casi fisiologici – cioè – occorre che la stampa ci faccia la cortesia di non sputare nel Paese dal quale trae il proprio sostentamento. Ed io credo che lo farà perchè – come giustamente notava Steve Bannon qualche giorno fa – quella che si chiama l’ondata populista è semplicemente il riappropriarsi da parte delle collettività del senso della propria dignità, fondamentalmente. Perché l’esistenza libera e dignitosa è una cosa che è scritta nella Costituzione, quindi potete dire che è fascista, il che significa che i partigiani erano fascisti – insomma – cioè basta con queste storie idiote. Ecco, questo riappropriarsi da parte delle collettività del senso della propria dignità è un processo, secondo me, secondo Bannon (e sono d’accordo con lui) globale cioè è un grande contraccolpo verso chi in un trentennio ci ha proposto questo cosmopolitismo così assolutamente orientato – appunto – a distruggere l’appartenenza di ciò che è strettamente funzionale agli interessi di chi vede nelle persone solo dei lavoratori, degli automi [o delle scimmie ammaestrate, aggiungerei io, n.d.A.].


Messora: Ecco , ma sbaglio o – insomma – quello che mi deriva da questa piccola esperienza che sto conducendo ormai da dieci anni …

 
Bagnai: [quasi sottovoce, n.d.A.] Beh, piccola… falso modesto!

 
Messora: … è che ho vissuto, insomma, come informatore – diciamo – libero sia la fase del centrodestra, quella di Silvio Berlusconi, sia la fase di tutto il centrosinistra e di Governi tecnici comunque emanati e supportati dal centro sinistra, fase che poi è culminata nella cosiddetta campagna contro le fake news, quando tutta l’area progressista mondiale si è sentita minacciata – no? – dalla elezione di Donald  Trump [ricordo che contro di lui erano coalizzati in modo quasi incestuoso democrats e liberal e tutta la stampa, in modo compatto, n.d.A.], Brexit, referendum costituzionale in Italia, con una violenza ed una ferocia inaudita. O credo che – chiaramente,  per essere realisti, Alberto – non c’è un Governo, credo, nel mondo che sia felice di essere criticato e che poi dia seguito veramente appieno al significato ed al senso della parola “stampa libera”, etc. Però,


Bagnai: No!… Ora abbiamo esagerato!

 
Messora: … io credo che abbiamo davvero esagerato, cioè che arriviamo da un governo di centro-sinistra, questo lo è, che ha portato all’ennesima potenza questo concetto e sta creando veramente dei gulag intellettuali. Possiamo aspettarci che, con un’eventuale governo di centro-destra – se adesso dovessimo andare in questa direzione, dati anche i risultati delle elezioni – per lo meno si torni ad un sano momento di censura un po’ del “tana liberi tutti”, dove ognuno censura chi vuole, ma alla fine tutti sono liberi di dire quel che vogliono, ecco!

 
Bagnai: dunque… io, prima di rivestire un ruolo istituzionale, me la cavavo con una battuta come questa:  non ho nulla contro il pensiero unico, purchè sia il mio”. [risate, n.d.A.] Quindi ora – diciamo così – mettendo a rischio la mia carriera politica, potrei dirti che “non ho nulla contro i gulag, purchè ci finiscano gli altri[risate più meste, n.d.A.]. La verità è che ho aderito ad un movimento conservatore anche perché, nella mia esperienza di persona che faceva divulgazione, ho costatato, all’inizio con sorpresa e poi con profondo rammarico, che nello schieramento di destra – d’accordo? – c’era più libertà intellettuale che in quello di sinistra.

Questo mi ha ferito nel profondo perché – diciamo – la caratteristica del fascismo storico che mia madre mi tramandava attraverso l’esperienza di suo padre e della sua famiglia (l’altro nonno era di quelli che dicevano di non essere né fascisti né comunisti, quelli che parlano così in genere sono fascisti, ma insomma non entro in questa polemica…) ma il nonno materno, soprattutto, quello che lei metteva avanti come carattere distintivo era il fatto che il fascismo soffocava la libertà di pensiero.

Trovare questa cosa a sinistra per me è stato uno shock antropologico enorme!  E vorrei anche ripercorrere le tappe di questo cammino, cioè vorrei far presente che, però , si può dire di no. Io ho aperto il blog perché ”lavoce.info” ha rifiutato il mio articolo “I salvataggi che non ci salveranno”, che è tuttora il primo articolo del blog, pubblicato il giorno … era dire no!

Dire no  ad un sistema di potere che peraltro – diciamo così – se si può usare un eufemismo – non è del tutto alieno dalle commissioni che gestiscono i concorsi nelle quali … dai quali io devo passare, tanto per dirne una brutalmente, oltre ad avere … a non essere del tutto alieno dalla scritture delle regole o la riscrittura delle regole di questi stessi concorsi. Quindi era un atto di disperazione, più che un atto di coraggio, però è stato un no. No si può dire, va bene?

Il secondo passo è stato veramente questa cosa della … terza carica dello Stato. Cioè la battaglia contro le fake news che abbiamo visto essere totalmente pretestuosa perché poi… esiste un problema di digital divide, cioè le fake news vengono diffuse prevalentemente in rete ed in rete ci sta pochissima gente ed una ricerca di una prestigiosa università ha dimostrato che una percentuale infima dell’elettorato viene raggiunta. La percentuale a una cifra, non mi ricordo se …


Messora: … Oxford University, The Reuters Institute. Le fake news raggiungono in media l’1% della sola popolazione online, quindi in Italia lo 0,5% della popolazione totale


Bagnai: Poi, peraltro, - voglio dire – chiamiamole fake news, si chiamano propaganda! Cioè la propaganda si può fare, d’accordo.

 
Messora: Ma poi, tra l’altro, scusa, ti aggiungo questo dato: di quel 0,5% della popolazione italiana che entra in contatto con le fake news, la maggior parte – diciamo il 50/60% - visita anche “il Corriere” e “Repubblica”.


Bagnai: Esatto…


Messora: Per cui questo non significa che si facciano catturare dalla retorica della fake news, laddove sia definibile come tale. Entrano in contatto, così come si entra in contatto con tante cose tutti i giorni.


Bagnai: Però io vorrei essere molto sintetico: “lavoce.info” cercò di censurarmi ed adesso io ho un blog più importante del suo. La Boldrini – sostanzialmente – ha cercato di censurarmi, non me ad personam, ma l’informazione libera e, adesso, io sto in un partito più importante del suo. Chi vuole tentare il prossimo passo, si accomodi, ma sappia che perderà!  E lo dico con una grande serenità perchè non è che Bagnai sia Superman , semplicemente ho imparato a dire no e vedo che la gente è stanca, quindi premia chi dice no.

E questo è un messaggio che dobbiamo portare anche in Europa perché qui il punto fondamentale è che l’Italia deve cominciare a dire no!  Io sono l’esempio – nel piccolo, nel piccolissimo, nell’infimo, nell’umile – che dire no porta a dei risultati (ho detto no e sono diventato senatore), d’accordo? Allora diciamo che l’Italia dicendo no in Europa, secondo me, può ottenere qualcosa, può guidare questo strano progetto politico verso un futuro migliore. Di questo sono profondamente convinto anche perché …


Messora: anche perché c’è una “High Committee” per le fake news in Europa e ci sono anche dei nostri membri italiani e tu hai sottolineato su Twitter poco fa quali sono.

 
Bagnai: Sì, è abbastanza interessante osservare che il tema delle fake news, cioè questa cosa del contrasto alla propaganda che poi era semplicemente un pretesto per imbavagliare i blogger indipendenti come me e come te, insomma, questo si è capito benissimo, no? E poi trasformare la critica ad un progetto politico come è  l’Unione Europea – che è un progetto politico, quindi può essere criticato, non è un dogma di fede – per trasformare la critica in un reato di opinione.

Queste sono le finalità.

È abbastanza interessante osservare che a noi è stato proposta un’immagine di stampa mainstream composta da professionisti (a me viene abbastanza da ridere, nell’usare questo termine) … professionisti che, perché loro sono,  lo sanno, perché loro verificano. Io  in diverse occasioni nel mio blog ho mostrato che loro non verificano un accidenti di nulla ed, in un caso, ho costretto un giornalone molto  importante a rettificare un titolo sbagliato, dato addirittura in prima pagina (tutto questo è agli atti).

Ovviamente non gli sono molto simpatico, ma noi non dobbiamo esserci simpatici, dobbiamo avere una dialettica ma questa dialettica, però, è opportuno che tenga conto di un fatto fondamentale: i rapporti di forza sono cambiati e cambieranno ancora di più. Quindi, serenamente, teniamone conto. Dopodiché è interessante osservare che in questo high level committee di persone  che sono tanto bravi professionisti perché verificano le immagini e le informazioni, c’è un giornalista italiano – Gianni Riotta – che ieri ha rilanciato su Twitter la fake news secondo la quale al sud ci sarebbe stato un assalto ai CAAF da parte di elettori dei 5 stelle che volevano subito il reddito di cittadinanza…

A parte il fatto che questa notizia era palesemente falsa, vorrei anche sottolineare il dato insultante, razzista perché significa prendere le popolazioni del sud Italia che hanno sofferto della crisi più delle altre – perché la crisi, per una serie di motivi di cui ho largamente parlato, ha ampliato il divario tra Nord e Sud – prenderli per dei deficienti e questo - diciamo così – forse un giornalista, prima di prender per deficienti gli elettori della parte avversa a lui, nonché un intero segmento di popolazione del suo Paese, se lui ritiene che quello sia il suo Paese – perché il vero problema poi è questo – dovrebbe esercitare un minimo di cautela. Non erano loro i professionisti che verificavano le notizie? Ecco, magari su questo – dopo tutti i famosi snodi tecnici, la prima riunione del 23, nomina il Presidente, nomina le Commissioni, nomina i Presidenti di Commissioni, nomina la Giunta, le consultazioni, il Governo, il mica Governo… - può darsi si calendarizzino i lavori, Bagnai impara a fare il suo lavoro: io su questo un’interrogazione la farei.

Perché desidero capire, desidero capire come noi posiamo relazionarci con un’entità sovranazionale che pretende di aver il controllo sulla qualità della nostra informazione con esperti di questo tipo, chi li ha nominati, attraverso quale procedura. Cioè qui c’è da capire qualcosa perché quello che è successo è estremamente grave. Un errore lo possono fare tutti, anche io da professore alla lavagna, non so nelle mie formule, magari meno per meno invece di fare più, miracolosamente fa meno. Poi, o lo studente alza il ditino, però qui stiamo parlando di una cosa che è scritta col gesso sulla lavagna, si cancella e si va avanti, non stiamo parlando di insultare metà della popolazione italiana sulla base di una cosa che era visibilmente falsa.      


Messora: Sì, perché va bene poi chiaramente fare una battaglia sull’euro, spiegare l’economia, spiegare i trattati, spiegare la democrazia e tutto quello che ne consegue, però se poi tutte queste situazioni hanno una pre-condizione di base, che è l’informazione. Se poi alla fine tutto viene distorto, manipolato, presentato in piatti precotti, secondo i dogmi del pensiero unico, tutto il lavoro che poi viene fatto sopra diventa quasi inutile o molto difficile. 


Bagnai: Mah, è anche interessante osservare che – diciamo – gli appartenenti a questo establishment dell’informazione sono quelli che, in più circostanze, mi hanno diffamato dicendo che diffondevo dati falsi. Questo quando – diciamo – alludevo alla patologia, in realtà poi io normalmente nei miei post do le fonti per cui una persona minimamente alfabetizzata va lì, clicca, si scarica il file excel e si rifà i conti – se vuole, no?

Cosa che in nessuna testata giornalistica online mai avviene.

Perché, attenzione, è molto interessante questo: i giornali vengono citati come fonte autorevole che verifica a sua volta le fonti, però ogni volta che loro devono parlarti di quello che ha detto l’Unione Europea sarebbe banale mettere un link – no? – al testo del comunicato stampa. Tu l’hai visto mai?

Mai! Mentre noi nei nostri blog, ogni volta, mettiamo i link alle fonti primarie. Loro si propongono come fonte secondaria che non può essere discussa e noi, invece, criticamente forniamo le fonti primarie. E già questo la dice lunga sul tipo di lavoro che fanno loro in confronto col tipo di lavoro che facciamo noi. E siccome quelle che facciamo noi – secondo me – è migliore, il mercato, in senso lato, lo premierà.


Messora: Quindi, forse, anche l’ordine dei giornalisti dovrebbe tenere conto di queste evoluzioni della società nel 2018…


Bagnai: Diciamo, l’ordine dei giornalisti tiene conto del fatto – importantissimo, per carità! – rilevante, cruciale per gli equilibri socio-economici del Paese che, nella gazzetta X della provincia Y è stata violata la privacy del minore Z perché magari … cioè questi sono i problemi di cui si occupa. Cioè il fatto che primarie fonti di informazione  abbiano avvelenato i pozzi della democrazia fornendo dati statistici falsi, tutto questo a loro giornalisti non interessa. E se le cose stanno così, a me personalmente, come cittadino ed anche come rappresentante del popolo italiano, non interessa l’opinione dell’ordine dei giornalisti.

Perché se dev’esserci il far west, far west sia, ma allora voi a che cosa servite? Peraltro va ricordato, io non ho capito esattamente perché si è dimesso il precedente presidente dell’ordine dei giornalisti. C’era stato il caso di una fake news, lui aveva preso – non so se ricordi – insomma quella su cui c’era di mezzo la solita polemica con i grillini (non entro nei dettagli). Lui aveva preso una posizione molto accesa quando la fake news era stata smascherata dicendo che “Dimo, famo, qua e là”, poi, invece, non so, ha preferito fare altro. I problemi possono essere tantissimi: ha avuto altro da fare, era stanco, non sia mai un problema di salute come ne ho in questo momento anche io, cioè ci sono mille cose che possono succedere nella vita, no? Magari uno deve farsi un intervento  e lascia perdere però il punto rimane: se l’ordine dei giornalisti vuole avere un senso, deve entrare lui nel merito della qualità dell’informazione ma della qualità fattuale.

Cioè non si può continuare banalmente a dire che negli anni ’90 l’inflazione era a due cifre finchè non siamo entrati nell’Euro senza che ci sia almeno una censura verso l’organo di stampa che pubblica questa notizia senza verificarla. É una cosa di una gravità inaudita! Mi rendo conto che questo non viene capito e sarà nostro compito farlo capire.  


Messora: Va bene, Alberto, dopo questa elezione e questi risultati, credi che siamo un pelino più vicino all’uscita dall’euro?


Bagnai: Credo che siamo un pelino più vicini all’uscita dall’euro col risultato delle elezioni tedesche. Cioè va chiarito in modo molto sereno e molto pacato che nessuno ha mai pensato di fare la guerra al mondo – d’accordo? – come Italia. Fino dal 2013 noi abbiamo sempre detto con Claudio Borghi (prima ancora di essere entrati in Lega, lui a ruota e già nel 2013 per la campagna poi del 2014 alle europee ed io il 23 gennaio di quest’anno) abbiamo sempre detto che secondo noi la soluzione ottimale era uno smantellamento concordato. A quell’epoca eravamo visti come dei pazzi, però poiché la Germania veniva vista come il vincitore che non avrebbe mai permesso che il giocattolo che la faceva vincere venisse smantellato. E questo lo dicevano anche gli euristi convinti, i quali così confessavano di star lavorando per il nemico, ma insomma tralasciamo questi aspetti, “Nemico” tra virgolette – ovviamente- la Germania è un nostro concorrente commerciale. Va beh, adesso vediamo che non è così, cioè un progetto irrazionale ha solo perdenti.   

Vediamo che in Germania la disoccupazione diminuisce sì, perché aumenta (anche lì) il precariato, attraverso le “riforme Hartz” aumenta la disuguaglianza, aumenta la povertà, Sappiamo di un rapporto sulla povertà censurato dal governo tedesco.

Non sappiamo – perché non è arrivato sulla stampa italiana – di un rapporto sul divario tra est ed ovest, pure quello censurato dal governo tedesco che lo aveva chiesto, Quindi lì le cose non vanno bene, infatti l’est - che era la parte comunista – stranamente vota compattamente a destra venendo additato addirittura come nazista poi – no? – nella stampa internazionale, perché è questo che la stampa internazionale ci riserva.

Io penso che l’euro sia stato messo su in un memento in cui qui intorno era tutto socialismo – d’accordo? – da persone che lo dicevano, erano perfettamente consapevoli del fatto che l’euro era un progetto neoliberale, ma con la spocchia, veramente presunzione viscida, abietta – diciamo – dell’intellettuale di sinistra pensavano di essere loro i buoni e che, quindi, avrebbero domato questa bestia.

Credo che invece sarà un centro-destra – adesso, ovviamente, è tutta destra intorno a noi come avevo previsto sul manifesto del 2011 (nessuno mi è stato a sentire e adesso si estingueranno pacificamente) – e quando intorno a noi sarà tutto centrodestra, con un po’ di pragmatismo, si potrà raggiungere un accordo politico per smantellare questo gigantesco eco-mostro economico che è l’euro.  


Messora: Va bene, Alberto, grazie per questa “toccata e fuga” so che hai tanti impegni adesso, per cui ti lascio andare via, ho solo una domanda: ci rivedremo presto?   

 
Bagnai: Naturalmente sì, ed ora, essendo leghista, gli head portesrs nostri sono comunque a Milano, per ora, e quindi mi dividerò tra Roma e Milano ed il mio collegio in Abruzzo dove intendo fare azione politica perché ora ho una battaglia da combattere, molto importante, che è quella di sottrarre a chi le ha gestite così male le regioni che sono le roccaforti e, forse, anche le casseforti del PD ed adesso se le riprendiamo una per una, ricominciando dall’Abruzzo…

 
AlexFocus
 
domenica 11 marzo 2018

Napoli, 11/03/2018

Premessa
In geopolitica (cioè la disciplina che studia le relazioni tra la geografia fisica, la geografia umana e l'azione politica) fino a 10 giorni fa esistevano solo la TALASSOCRAZIA e la TELLUROCRAZIA tra loro contrapposte e separate tra loro dal RIMLAND: il primo blocco include nazioni che esercitano il loro dominio sui mari (ad es. USA, UK, Francia, etc.) mentre la seconda fazione include nazioni che esercitano il potere sul terreno (Russia, Cina, India, etc.). Il terzo blocco, infine, riguarda le nazioni che si trovano, loro malgrado, a fare da cuscinetto tra i primi due e che, spesso, subiscono conseguenze anche pesanti dalle frizioni che inevitabilmente si producono tra i primi due blocchi (ad es. i paesi baltici, il Medioriente, il sud-est asiatico, etc.). Non mi dilungherò oltre perché vi è molta documentazione sia libresca sia in rete su tali argomenti. Fine premessa

Finora sembrava che nulla potesse incrinare il dominio della talassocrazia sulla tellurocrazia, passando impunemente sul corpo del rimland (ed i media asserviti al Nuovo Ordine Mondiale, da ora indicato come NOM, non hanno mai nemmeno ipotizzato che potesse accadere una eventualità del genere).

Eppure i giornalastri di regime (che qualcuno giustamente chiama con un neologismo inglese “press-titutes” cioè “prostitute della stampa”, ad indicare dei pennivendoli venduti al migliore offerente o aderenti alla posizione del combattente più forte) avrebbero potuto intuire che il blocco BRICS (cioè le nazioni Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) si stava, in modo lento ma inesorabile, ergendo contro lo strapotere arrogante, avido, violento e sanguinario del NOM, con una serie crescente di atti di insubordinazione ai diktat degli anglo-assassini e dei loro complici.

Ma la logica non rischiara con la sua luce le menti ottenebrate dei media venduti (ricordo il libro di Udo Ulfkotte, “Giornalisti comprati” del 2014, in cui questo non tanto anziano giornalista, scomparso per infarto nel 2017, faceva atto di auto- ed etero-denuncia dell’intera categoria, con 120 nomi di personaggi conosciuti personalmente da egli stesso). Comunque questo libro-denuncia non ha avuto alcune effetto dirompente nel mondo del giornalismo, che ha continuato a mentire spudoratamente su tutto, tacendo i fatti che on confermano la propria “narrazione”.
 

E poi, la dichiarazione di Vladimir Putin di 10 giorni fa, ha dato atto della nascita di un nuovo blocco (impersonato dalla Russia e dai suoi alleati), che potremmo chiamare AEROCRASZIA (ma se qualcuno ha una definizione migliore, si faccia avanti): egli ha annunciato, in un congresso pubblico, che la Federazione Russia dispone di un missile stratosferico operativo, pesante 200 ton, lungo 22 metri e di 3 metri di diametro, il Sarmat RS-28 (codice NATO Satan-2) ultrasonico, cioè che si sposta a mach 20 (cioè venti volte la velocità del suono, quasi 24'000 km/h), non intercettabile con capacità di volo stocastico (accelerazioni, decelerazioni, cambi di rotta improvvisi), reso quasi invulnerabile allo scudo spaziale americano con dispositivi elettronici e falsi bersagli, e soprattutto spinto da un mini-reattore nucleare che gli consente una gittata praticamente illimitata.

 
Inoltre il presidente russo ha anche informato la platea che la Federazione dispone di un missile da crociera ultrasonico (a mach 6,4 cio circa 8'000 k,/h che può sfiorare il terreno) ed un sommergibile nucleare a super-cavitazione che può viaggiare a centinaia di km(h immerso a migliaia di metri di profondità, in grado di giungere sotto-costa di qualunque paese e sganciare missili nucleari, biologici e chimici. Cioè è finita la supremazia americana, almeno per il momento
Però  Putin non ha minacciato il mondo ma ha semplicemente detto “abbiamo chiesto la pacificazione internazionale ma non ci hanno ascoltato. Ora dovranno farlo. Basta con sanzioni, minacce ed aggressioni a noi ed ai nostri alleati. Qualunque atto contro il nostro blocco di paesi sarà considerato un attacco nucleare e scatterà la risposta immediata” riferito ovviamente agli arroganti USA ed ai loro complici. Speriamo che le menti ottenebrate dalla brama di potere, questi decerebrati ossessionati dal dio danaro ad ogni costo (degli altri), dalla smania di colonizzare il mondo intero (con le buone o le cattive) si ravvedano, prima che il blocco alternativo debba essere costretto ad esprimere la politica con altri mezzi…

 
sabato 10 febbraio 2018
Napoli, 10/02/2018

É vero, sono candidato con le formazioni Forza Nuova e MSI-Fiamma Tricolore, unite nella lista “Italia agli italiani” per  la Campania Campania – 02, 08 - Napoli - Circoscrizione 19, Fuorigrotta…
 

La formica fuori dal coro che esplora il mondo

Eppure non desidero che mi votino, che mi eleggano, che mi diano una sedia troppo pagata. Io non voglio l’approvazione dei moderati, dei soddisfatti, degli acquiescenti.

Non mi interessa il contatto con gli ottimisti per i quali questo è il miglior mondo possibile, mentre i pessimisti temono che sia vero.

Non voglio che qualcuno mi venga a pontificare (come l’ebetino di Rignano) sul “libro dei sogni che non si può realizzare”: grazie al babà, se a comandare ci sono sempre dei cagasotto, imbecilli, incompetenti, venduti ad interessi stranieri, degli amici del giaguaro com’è stato il Mortadella, non si potrà realizzare nemmeno il miglior progetto di questo e dell’altro mondo!!!!

 

 

Prodi ridicolo e Renzi ebete, volto antico e moderno di un sistema che ci prende in giro

Non voglio quelli che pensano che esistano ancora una “destra” ed una “sinistra” (figuriamoci il “centro”!) e, per questo, si fanno manipolare come burattini da una manica di demagoghi bugiardi, vigliacchi e traditori. Come i 5 stalle che sono il volto ultimo del trasformismo... 
macello politico con via di fuga
Abbiamo avuto decine di governi “moderati”, dalla fine della II Guerra Mondiale, che ci hanno “regalato” la palude maleodorante di corruzione che ci sottrae i diritti civili, la meritocrazia ed i servizi essenziali, le sabbie mobili della recessione che inghiotte i frutti del nostro lavoro passato, le crisi economiche che ci investono come valanghe di pietre e sconvolgono il nostro presente, il debito pubblico illegale (oltre che immorale) il quale ipoteca persino il futuro dei nostri discendenti.
 
 

 

Lorenzin e Fedeli, due incompetenti amiche del giaguaro

Io voglio affianco a me le mamme incazzate come iene perché i medici (specie l’ISS e la ministra della salute, va beh, quella è una completa incompetente, come quella dell'Istruzione) hanno mentito loro sui vaccini e si ritrovano un handicappato invece del figlio sano che hanno desiderato, generato, custodito amorevolmente nel proprio ventre, partorito con dolore. E ci ricattano con la minaccia di non far andare i nostri figli a scuola se non si avvelenano con i vaccini sporchi di mercurio, alluminio, pezzi di acciaio, pezzi di cemento...

 

 

didascalia: Padoan e Calenda, due venduti ad interessi stranieri

Io voglio affianco a me i padri imbestialiti perché non sanno se il mese prossimo potranno dare ancora alla loro famiglia cibo, ricovero, istruzione, salute, mobilità. Alla faccia dei mirabolanti risultati vantati da un ministro dell'economia e da quello dello sviluppo economico che non sanno far schiodare la nostra nazione dal pantano in cui si trova...

Io voglio affianco a me i tartassati dal fisco furiosi (che non sono solo gli imprenditori più o meno grandi ma anche i giovani i quali, non trovando lavoro, devono aprire una partita IVA per inventarsi un lavoro e già sono mazzolati dall’inizio, altro che start-up) per il 68,4% di carico fiscale mentre in Croazia, una nazione grossa più o meno come la Lombardia, si paga solo il 20%

Io voglio accanto a me i meridionalisti, gli identitari, i nostalgici del Regno delle Due Sicilie, i sudisti insomma quelli che non sopportano più di essere considerati come una etnia inferiore a quella del nord, di essere depredati per tutto (dal costo dei pannolini, alle tariffe RCA, dal costo dei beni di prima necessità ai prodotti di tecnologia avanzata, dalla disponibilità di buone scuole allo sport, dai servizi alle infrastrutture).

Io voglio i giovani che non hanno speranza di trovare un posto di lavoro, perchè “non conoscono nessuno” e sono costretti ad emigrare, anche col groppo in gola ed una lacrima sul viso..
 

anziana cerca cibo tra i rifiuti
 

Io voglio pensionati che non hanno una rivalutazione della propria pensione, che debbono combattere con bollette e carovita, che scivolano ogni giorno di più nella miseria, senza appello, senza speranza mentre i politici gozzovigliano per pochi soldi.

Io voglio blogger o anche solo persone comuni che cercano di dire la verità ma vengono sopraffatti da una censura di regime che chiede multe salate quando si afferma il contrario di quello che impone la propaganda.

 Italia agli Italiani, un voto contro il sistema
 
Allora se non ti piaccio io, se non ti piace il simbolo, se non ti piace la coalizione, se non ti piacciono le idee dello schieramento, non votarci, ma partecipa, esprimiti: capita di rado, non sprecare l’occasione...



domenica 21 gennaio 2018

Napoli, 21/01/2018

 

Di seguito riporto un ottimo articolo tratto dal n.254 della fantastica rivista “La Nuova Energia” di Antonella Randazzo che mi sembra ottimamente collegato con un video del convegno “Le grandi menzogne della storia” (sottotitolo “Quello che fanno i debunker per coprire le versioni alternative alla propaganda di regime“), una lunga ma avvincente VideoConferenza (corredata da molte immagini significative) tenuta da tre big dell’informazione controcorrente come Massimo Mazzucco, Tom Bosco e Maurizio Blondet, che si puo trovare a questo indirizzo:

 


 

All’inizio vengono citati i “soliti idioti” che, quando si parla di UFO se ne escono con la trita ironia su “gli omini verdi”: quasi ognuno di noi conosce uno di questi intelligentissimi idioti che, magari, sanno tutto o quasi di qualcosa ma, per il resto, sono come dei somari con i paraocchi inclusi. Insomma, quelli che preferiscono una comoda bugia ad una scomoda verità, poiché l’accettazione di quest’ultima li costringerebbe a mettere in discussione i più o meno microsopici viantaggi che sono riusciti ad arraffare in questo mondo marrone… sì, qualcuno dallo spazio dice che sembra blu ma solo un effetto ottico! Che avete capito? É la terra che gli dà quel colore…

 

 

INTELLIGENTISSIMI IDIOTI - Di Antonella Randazzo

 

cervello settorizzato
 

Come ben sappiamo, la tecnologia è molto utile, e ormai la utilizziamo tutti, per motivazioni varie: di lavoro, di contatto, per abbreviare i tempi, per motivi di archiviazione, ecc.

Ma, per non subire le conseguenze negative dell’esplosione tecnologica, occorre tenere presente che essa, come tutti i software, può essere intelligentissima ma anche idiota, in quanto è l’hardware ad avere le redini della vera intelligenza.

 

Lo spiega bene Paolo Facchinetti nel libro “Corso di Autostima”:

 

“Facendo un parallelo con il computer, diciamo che potremmo paragonare il cervello all’hardware e la mente al software, e in particolare al sistema operativo principale. È ovvio che in caso di distruzione o danneggiamento dell’hardware, il software non può più funzionare, così in caso di distruzione del cervello la mente non può più funzionare, ma ciò non prova che la mente sia il cervello. Quindi non consideriamo la mente una parte del corpo, ma piuttosto una funzione che utilizza parti del corpo. Il compito principale della MENTE sembra essere quello di porre, analizzare e risolvere problemi relativi all’esistenza. Affrontare quindi problemi e trovare soluzioni sembra far parte della sua normale operatività. Rimanendo sul parallelo mente/software, potremmo

anche ulteriormente precisare che la mente segnala o propone problemi all’operatore, il quale a sua volta può inserirne di nuovi per avere soluzioni.

Come fa la MENTE a risolvere i problemi che le vengono posti?

 

Esamina il problema, cioè valuta le percezioni raccolte in tempo presente dai vari organi di percezioni, cerca nei files dati del passato relativi al problema attuale e in base a ciò cerca (o dovrebbe cercare) la miglior soluzione per quel problema in base alla miglior sopravvivenza futura dell’individuo. Diciamo "dovrebbe" perché pur essendo la sua naturale funzione quella di garantire la miglior sopravvivenza futura dell’individuo, come tutti i computer, intelligentissimi idioti, può portare a soluzioni opposte se i dati inseriti sono sbagliati o, peggio ancora, se dei virus li hanno danneggiati. Se l’operatore è cosciente di questo rischio starà bene all’erta soprattutto se comincerà a notare che delle soluzioni operative adottate non danno i risultati sperati oppure se vedrà che il computer tarda a dare soluzioni. L’operatore prenderà allora il comando diretto delle operazioni e

inserirà nuovi dati nel computer o aggiornerà i sistemi operativi oppure passerà al controllo manuale delle operazioni, non più quindi automatico. Voi, l’Operatore, … avete preso in mano il controllo delle operazioni e state inserendo nuovi dati nel computer che vi dovrebbero servire per trovare migliori soluzioni.”

 

Dunque, se la tecnologia viene assunta in modo passivo, come se essa non fosse ciò che è, con i limiti che ha, si rischia di seguire piste false, assurde, oppure ci si assoggetta a ciò che dentro di noi non desidera alcuna vita vera, che di certo richiede una certa dose di attività autonoma e personale.

 

Nessuno ha ancora dato una definizione soddisfacente del concetto di “intelligenza”, anche se questa parola viene molto usata, spesso in modo errato. Ad esempio, parlare di “intelligenza” riferita al computer o ad altre macchine ad alta tecnologia è errato. Si potrebbe parlare, in questo caso, di “operatività”, di “prestazioni tecnologiche” o di “alta funzionalità”, e sarebbe più corretto.

 

L’intelligenza è posseduta dall’uomo, ma anche dall’Universo. Non esiste un unico tipo di intelligenza, in quanto le componenti che determinano l’intelligenza sono diverse. Da sempre, l’intelligenza astratta viene considerata il più alto tipo di intelligenza. Essa rappresenta la capacità di concepire pensieri e concetti, di formulare ipotesi e teorie e di immaginare cose nuove che non esistono ancora nella realtà. È l’intelligenza tipica dell’Uomo, che potrebbe anche sopraggiungere improvvisamente, come un’illuminazione. Il noto “Eureka!" di cui alcuni scienziati hanno parlato.

 

Ma l’intelligenza si può esprimere anche nel tempo, dopo una lunga applicazione dell’intelligenza astratta, che permette risultati importanti. Si pensi alle lunghe ricerche di alcuni studiosi che hanno fatto importanti invenzioni.

Dunque, la rapidità non è una caratteristica costante dell’intelligenza.

Un computer può essere più veloce e preciso di colui che l’ha inventato e costruito, ma questo non significa che possa dare risultati diversi rispetto alla programmazione che è stata fatta da chi lo ha creato. Si pensi alle traduzioni fatte attraverso il computer.

 

Queste traduzioni presentano spesso brani incomprensibili, che fanno capire che il computer non può capire il linguaggio umano, poiché esso comprende aspetti cognitivi complessi. Ad esempio, nelle frasi “Dobbiamo porci nel modo giusto”, oppure “non date le perle ai porci”, la parola “porci” ha un significato completamente diverso, ma il computer, se non comprende la frase nel suo insieme, non può capirlo.

 

Quindi, ci può essere una notevole facoltà di elaborazione delle informazioni e una notevole rapidità matematica in un computer, tuttavia esso rimane sempre una macchina complessa, priva di intelligenza.

Infatti, per essere realmente intelligenti occorrono caratteristiche che soltanto la mentre umana può avere: possiamo dire che è LA GLOBALITA’ DELLE POTENZIALITA’ MENTALI A RENDERE POSSIBILE L’INTELLIGENZA UMANA. Queste potenzialità sono complesse e sfuggono all’indagine della scienza sperimentale. È questa scienza ad essere uno dei possibili prodotti dell’intelligenza, quindi essa non può indagare sulla sua origine, in quanto il suo metodo impone lo studio di sole realtà materiali, empiriche ed “esterne”.

I giapponesi utilizzano una sola parola per indicare intelligenza ma anche raffinatezza, nobiltà, seduzione, prestigio, ecc.

 

L’intelligenza dell’Universo può essere anche molto lenta, ma anche rapida. Gli organismi viventi sono guidati dall’istinto della loro specie, che può agire rapidamente.

L’intelligenza biologica di un corpo è enormemente più grande dell’intelligenza strutturata che l’uomo è riuscito sin qui a produrre. Pensiamo alla procreazione, alla struttura biologica di un verme, o di una cellula. Ci vuole un’intelligenza enorme per stabilire processi biologici così perfetti. Stiamo parlando di intelligenza biologica, che è uno degli aspetti dell’intelligenza dell’Universo.

Anche l’Uomo, come gli animali, è il prodotto di una intelligenza biologica straordinaria, che esprime l’intelligenza del creatore.

Sono stati distinti almeno 3 tipi di intelligenza:

 

1)      Intelligenza biologica: quella organica, come per tutti gli altri animali.

2)      Intelligenza strutturata:

a)      Sia gli uomini che gli animali possono essere addestrati a certi comportamenti (più gli uomini che gli animali) e seguono dei comportamenti prestabiliti dalla natura (più gli animali che gli uomini).

b)      Per gli uomini si potrebbe anche parlare di intelligenza sovra-strutturata. L’uomo è in grado di strutturare la sua intelligenza in macchine e creazioni.

3)      Intelligenza astratta, esclusivamente umana. Questo tipo di intelligenza può essere applicato anche ad attività pratiche. Si pensi ai campioni dello sport, che posseggono una grande intelligenza, tattica, tecnica, biologica, e/o strutturata (potremmo chiamarla anche istintiva.

 

Tenete presente però che quando guidate l’automobile e schiacciate il pedale del freno "per istinto" di fronte a un pericolo, potete farlo perché vi siete addestrati prima a frenare fino al punto da poterlo fare come reazione automatica. Quindi la reazione è istintiva, ma può accadere solo perché lo avete appreso in precedenza, e quindi avete "strutturato un’intelligenza" originariamente "astratta". Tramite quel tipo di intelligenza e l’addestramento gli atleti sono in grado di risolvere i problemi agonistici e sportivi della loro disciplina.

 

L’intelligenza astratta, come quella del computer, può essere inadeguata verso i problemi esistenziali. Essa può diventare vittima di illusioni cognitive, proprio come la vista può essere ingannata da illusioni percettive, eppure è quella che tutti utilizzano, con risultati più o meno efficaci. Talvolta ci permette di risolvere alla meglio i problemi concreti, o di riparare un motore, ma può rivelarsi inadeguata a risolvere alcuni problemi importanti, come l’eliminazione delle guerre, della fame o dell’ingiustizia.

 

Quindi, la sola intelligenza che utilizziamo tramite le facoltà razionali potrebbe non essere affatto abile di fronte a problematiche di alto livello.

 

Geoffrey C. Filbert nel suo libro Excalibur Revisited scrisse che "...probabilmente a Dio piacerebbe molto imparare a riparare il motore di un’automobile...", mentre noi che sappiamo riparare un motore, vorremmo tanto diventare gli Dei della nostra esistenza”.

 

Secondo Albert Einstein, la mente serve soprattutto per stabilire ciò che non è vero, per poterlo poi scartare. Quindi, non riuscire a risolvere un certo tipo di problemi non significa non essere intelligenti.

Nel gioco dell’esistenza sembra non essere utile soltanto l’intelligenza razionale, ma soprattutto quella dell’intuito, della creatività e del cuore. Persino la più alta intelligenza umana potrebbe non garantire effetti positivi, trasformando gli esseri umani in “intelligentissimi idioti”.

Si pensi agli scienziati che hanno creato la bomba atomica: erano senz’altro molto intelligenti, ma la loro intelligenza non era “globale”, in quanto non comprendeva l’intelligenza del cuore. Per questo motivo, credevano di dover “salvare” il mondo distruggendolo!

Quante persone, anche ai nostri giorni, utilizzano un’intelligenza idiota! Ci sono persone di notevole intelligenza che agiscono a favore delle guerre, credendo che esse siano ineliminabili. Non riescono ad afferrare il semplice ragionamento che se ogni nazione la pensasse in quel modo, prima o poi l’uomo si autodistruggerebbe.

 

La domanda è: com’è possibile che persone intelligentissime possano agire in modo idiota?

 

La risposta più ovvia è che queste persone utilizzano alcuni aspetti della loro intelligenza, ma NON LA UTILIZZANO NELLA SUA GLOBALITA’.

 

In effetti, l’intelligenza è come un corpo: se tagli le parti lo stai distruggendo, se lo lasci integro e lo proteggi affinché rimanga tale, stai alimentando la Vita.

Ne deriva il fatto che lo sviluppo abnorme di un solo aspetto dell’intelligenza umana produce realtà negative, errate, o con un forte bagaglio di distruttività.

L’esempio più evidente è quello della cultura in cui stiamo vivendo: essa, da secoli, potenzia gli aspetti razionali, come fossero gli unici, eliminando o disprezzando gli altri.

 

Di conseguenza, le capacità intellettive sembrano essere diventate le più importanti.

Nelle scuole si insegnano concetti razionali, matematici, fisici, chimici, mettendo a fuoco realtà materiali o concetti logici. Anche se a scuola possono esserci materie artistiche, di fatto queste sono considerate marginali, e il ragazzo impara ad utilizzare maggiormente (o esclusivamente) la parte sinistra del suo emisfero cerebrale, ovvero quella delle operazioni logiche, della matematica e del linguaggio. Altre facoltà sembrano essere estranee all’intelligenza, ma di fatto non è così. Al contrario, se un individuo segue soltanto la razionalità si ritroverà prima o poi di fronte ad un problema insolubile: infatti, i problemi umani non possono essere risolti se non utilizzando l’intelligenza nella sua globalità.

Questo spiega perché nel nostro mondo, nonostante secoli di importanti opere scientifiche, matematiche ed economiche, siamo ancora fermi all’assurdità della guerra, e non abbiamo nemmeno imparato a rendere accessibili i beni (almeno quelli necessari) a tutti.

 

La verità è che l’utilizzo della sola razionalità, o ragione, porta ad un potere iniquo della mente sull’uomo, intendendo come “uomo” la persona ricca di potenzialità, che la ragione reprime, ignora o stigmatizza.

L’intelligenza dell’Universo è “globale”, nel senso che essa comprende innumerevoli potenzialità, non è stereotipata, non è rigida, non è priva di cuore, non è ripetitiva, non pretende affatto conformità.

Si pensi al fatto che ogni entità esistente è unica, in quanto l’Universo non produce cloni. Ogni entità è dotata di potenzialità funzionali alla sua esistenza, e ha anche un margine di flessibilità e di adattamento ai cambiamenti.

 

Se ci fosse rigidità o ripetitività, probabilmente, la natura si sarebbe autodistrutta. Non è certo un caso che le ideologie rigide, intransigenti, frutto di un eccessivo razionalismo posseggono un altissimo bagaglio di distruttività e la tendenza a separare gli elementi della realtà. Basti pensare alle maggiori ideologie politiche: sia il nazismo che il comunismo di Karl Marx prevedevano la guerra, la lotta tra nazioni o tra classi, e l’imposizione di un dominio che doveva sovrastare la scelta degli individui.

Tuttavia, anche le religioni dogmatiche, nonostante vogliano professare un ideale spirituale, commettono lo stesso errore: imponendo dogmi e comportamenti che devono essere uguali per tutti, privano gli individui della possibilità di scegliere sulla base della loro intelligenza, del loro “sentire”.

 

La nostra tecnologia mostra come sia possibile creare un congegno intelligentissimo idiota, e purtroppo basta ascoltare il telegiornale per capire quali sono le forme-pensiero 0’prodotte da una cultura intelligentissima ma idiota.

 

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