martedì 3 giugno 2014


Napoli, 03/06/2014


 
Un breve resoconto di come ho vissuto la “cacciata” dei nordisti. Ossai, le stupidaggini dei facinorosi a piazza Carlo III, il 6 maggio 2014, per impedire a Matteo Salvini, leader della Lega Nord, di parlare.
Ho saputo della cosa da un SMS che un sincero meridionalista C.B., che considero un amico (con tutti i suoi pregi ed i suoi limiti, sia chiaro) anche quando non siamo d’accordo, mi ha inviato alle 10:30 circa di quella infausta giornata.
Ero in visita ad un altro stabilimento per un’attività urgente e non potevo butttare tutto per aria in vista di un incontreo in cui si sarebbe quasi sicuramente sviluppato un dialogo poco costruttivo con un personaggio politico non gradito, dal tono del messaggio: “Stamatttina alle 12:15 a piazza Carlo III viene Salvini. È un invito per dargli il benvenuto”.
Non avevo bisogno di ulteriori dettagli sul tipo di “benvenuto” che intendevano dargli C.B. e gli altri.
Ho subito chiamato C.B. per pregarlo di far parlare Salvini prima di dargli addosso, magari avrebbeero sentito qualcosa di simile alla vocazione autonomista, indipendentista od, addirittura, secessionista che alberga (almeno in fondo al suo cuore) in ogni sincero meridionalista.
Non c’è stato nulla da fare e non mi è rimasto che chiamare il referente del PSIM (Partito Secessionista dell’Italia Meridionale), il maestro Stefano Surace il quale ha concordato con me sull’opportunità di dialogare col nuovo corso della Lega, la quale ha eliminato dal proprio simbolo “Padania” per sostituirlo con  No-Euro  (a volte “Basta Euro”) connotandosi, in tal modo, come un gruppo antagonista delle oligarchie tecnocratiche di stampo finanziario, che ci distruggono con la truffa del signoraggio bancario.
Ma lui mi ha detto sconsolato che non c’era niente da fare, con un testadura come C.B. anzi mi ha messo a conoscenza di un episodio increscioso (su cui sorvolo) che lo ha costretto ad espellere C.B. dal PSIM.

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