giovedì 9 dicembre 2010
Napoli, 09/12/2010

La pagina del diario di oggi ha avuto un parto lungo perché si sono accavallate nella mia mente vecchi fatti e dichiarazioni con il nuovo tritacarne del biondino di ferro, sì parlo di Julian Assange e della sua creatura, Wikileacks, che tanto fastidio dà alla strategia truffaldina, omicida, arrogante, di quelli che si auto-incensano come i migliori del mondo ma non fanno altro che girarsi come porci nel fango che hanno sparso (e continuano a spargere) con le loro stesse mani insanguinate in tutto il mondo. Con la scusa degli “interessi” dell’America (ma anche di UK, Canada, Australia e Nuova Zelanda, oltre che di Israele) noi, colonie camuffate da democrazie, dobbiamo chinare la testa ogni volta che lo schiavista fa un cenno del capo o della mano. 

Julian Assange, ispiratore di Wikileacks, arrestato con una scusa (vero motivo: dissidente contro il sistema criminale antico ed accettato come “democrazia” anglofona) 
La vicenda di Assange dimostra, caso mai ce ne fosse bisogno, che se contestiamo passiamo subito nel lato dei dissidenti, dei ribelli, dei terroristi: paradossalmente l’ultima frontiera della libertà si trova proprio nei paesi che portano il marchio dell’infamia, che quando chiedono spiegazioni sono lasciati soli come la voce nel deserto, che sulla faccia con lo sguardo alto e fisso negli occhi dell’interlocutore ricevono schiaffi e sputi.

Uno dei vari motivi per cui l’11 settembre 2001 è un autoattentato
(molti, invece che cercare la verità, cercano di insabbiarla sotto argomenti para-tecnici) sta nel non detto. Mi spiego…

La mia azienda, una multinazionale che progetta e realizza grandi sistemi nel settore difesa (qualcuno dice che è il fiore all’occhiello di Finmeccanica) diversi mesi or sono mi ha chiesto di occuparmi dell’illustrazione, per grandi linee, del funzionamento di console per il controllo del traffico aereo sia civile sia militare (terreste e navale). Anche solo per fare questo show di pochi minuti ho dovuto studiarmi un bel po’ di manuali e navigare abbastanza in internet per chiarire quel che i manuali non dicevano.

Tipica console ATC (Air Traffic Control, cioè per il Controllo del traffico Aereo)
In particolare mi è subito saltato all’occhio il fatto che gli aerei possano avere rotte talmente vicine (poche centinaia di metri) e che una deviazione (anche solo di una decina di metri) dal cosiddetto “corridoio” sia immediatamente (nel senso di 2-3 secondi) segnalata come emergenza (in colore arancio o rosso, a seconda della gravità del pericolo) in un’apposita finestra.
Inutile dire che il controllore di volo, non appena vede comparire la finestra di pericolo, DEVE segnalare via radio all’aereo che sta “sgarrando” e che deve ritornare sulla rotta stabilita; in caso di fallimento di questa procedura (il pilota non risponde, oppure la deviazione on viene corretta immediatamente), ci sono strategicamente sparsi su tutto il territorio dei “combat ready” (squadre di piloti militari sempre pronti a partire, 24 ore su 24, “entro un minuto” con il loro jet ben armato) che lo affiancano in pochi minuti col loro minaccioso velivolo per segnalargli che si deve rimettere “in riga”prima via radio, poi (se ancora non c’è risposta) a gesti ed, infine, con una sventagliata di colpi a distanza ravvicinata. Poi, se l’aereo “ostile” persevera nella sua rotta sbagliata, viene abbattuto a mitragliate o con un “suppostone” aria-aria, specie se può rappresentare un pericolo per le popolazioni civili o, peggio, per un istallazione “sensibili” (ad esempio centrali nucleari, edifici di governo, acquedotti,  ferrovie, autostrade, etc.).

In tali condizioni (anche nel 2001) non era pensabile che gli USA fossero sprovvisti di un sistema sufficientemente sofisticato, affidabile e preciso quanto i nostri (intendo “italiani”) in modo da permettere a 4 aerei di grandi dimensioni di andarsene per i fatti propri per 30 minuti ed oltre… (gli ultimi 2 aerei hanno girato per quasi 2 ore indisturbati) senza che ci fosse una precisa volontà perché ciò accadesse ed una complicità diffusa a tutti i pubblici dipendenti coinvolti.

E come è possibile mantenere un tale segreto?

Si tenga conto che coloro che operano in organizzazioni governative sono obbligate al silenzio su vicende avvenute durante lo svolgimento delle loro funzioni (sottrarsi a quest’obbligo mi risulta sia un reato federale, severamente punito) quindi si deve attendere, per avere una diffusa testimonianza dei funzionari e dei semplici impiegati, operatori sanitari, vigili, poliziotti, etc.  (allora coinvolti nella tragedia dell’11 settembre) che essi escano dal sistema (ad esempio per pensionamento o per dimissioni). 

Inoltre, il governo segreto e immondo che ha organizzato questo putiferio (almeno la triade infernale composta da George W. Bush, Dick Cheney e Donald Rumsfeld) non ha certo utilizzato una manovalanza qualunque ma quei corpi (o delle sezioni opportunamente deviate di quei corpi) che sono abituati a compiere azioni illegali, criminali, sanguinose perfino, ma sempre “coperte” (cioè in segreto e negando qualunque coinvolgimento, anche in caso di errori operativi).








triade infernale: Bush, Cheney, Rumsfeld











Vi segnalo un film-inchiesta di Massimo Mazzucco sul collegamento

ma vi sono una quantità di persone qualificate che trattano del caso, con argomenti che andrebbero per lo meno presi in considerazione (il rapporto ufficiale non lo fa, quindi parte come un’anatra zoppa); ad esempio segnalo la sezione 911 (all’inglese, “september, the 11th”) del sito LuogoComune

poi uno dei tanti articoli di EffeDiEffe

Ma anche due articoli del prof. ing. Raffaele Giovannelli su http://xoomer.virgilio.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm

E

Ma non è la sede per analizzare l’evento mostruoso, ci sono 115 domande a cui non ha risposto il rapporto ufficiale e le vedremo in dettaglio, in seguito. Ora esaminiamo il caso di

Ustica, o “Il segreto di Pulcinella”

Non tante differenze noto (nel comportamento di autorità, esperti e organi di informazione), tra l’11 settembre e la strage di Ustica avvenuta oltre 30 anni fa, il venerdì 27 giugno 1980, poco dopo le 21:00: un volo civile  (sigla I-TIGI, svolto da un DC9 dell’Itavia) con 77 passeggeri e 4 persone di equipaggio, diretto da Bologna a Palermo,  mentre si trova a circa 8'000 metri, precipita senza una richiesta di aiuto e senza lasciare traccia. La dichiarazione ufficiale per il fatto fu: cedimento strutturale. Non ci furono giornalisti in grado di obiettare, che in caso di cedimento, ci sarebbe stato perlomeno la percezione che qualcosa non andava, qualche rumore di frattura lungo la carlinga e certo il comandante avrebbe avuto il tempo di lanciare un SOS… Invece niente, come quando un assassino spara a bruciapelo a qualcuno e lo fredda sul colpo…
E poi le perizie sostennero che non c’erano altri aerei in volo nei pressi del DC9: invece non era così perché ce n’erano un bel po’ di velivoli.

1)      Innanzitutto il caccia MIG-23 (anzi i 2 caccia) dell’aviazione libica, guidati da piloti italiani delle Frecce Tricolori, che si nascondevano (o tentavano di farlo) all’avvistamento radar volando poco sotto la carlinga del DC9. Su uno di questi MIG vi era Muammar Gheddafi, di ritorno da Londra, evidentemente giunto lì per trattare sulla vicenda di Lockerbie, il cosiddetto attentato di “matrice libica” contro l’Inghilterra. Fatto sta che le potenze occidentali sapevano benissimo che il dittatore doveva passare da una rotta tirrenica per tornare a casa e non poteva essere che in prossimità del DC9, l’unico aereo che in quel momento stava percorrendo quella rotta (strano, eh? che di venerdì sera non ci sia un affollamento di pendolari del cielo, che tornano per trascorrere il fine settimana coi loro cari … inoltre il pilota o il copilota, tra gli ultimi messaggi, annota che ci sono malfunzionamenti su moti radiofari). Questa circostanza spiega anche il ritrovamento nei giorni successivi di un MIG-23 schiantatosi sulla Sila e “ritrovato” nei giorni seguenti cime se fosse successo NON in concomitanza con la strage di Ustica (dissero che era caduto il 18 luglio 1980 ma i periti patologi affermarono che il corpo del pilota era in avanzato stato di decomposizione).  

caccia-bombardiere MIG-23

2)      Ora che siano stati due F111 Aarkward USA (che dispone tra l’altro, di missili aria-aria AIM-9 Sidewinder) o due F8 Crusader francesi (armati dello stesso tipo di missile aria-aria), si vede dal tracciato radar la sagoma del DC9, che scorre da sinistra in basso verso l’angolo in alto a destra, due sagome più piccole che fanno un largo giro e da sinistra del DC9 si pongono alla sua destra. Poi, quando sono all’altezza del muso del DC9, partono uno o due piccoli oggetti che attraversano la rotta del DC9 ed infine, dopo aver colpito il suo lato destro si vedono i rottami uscire dal lato sinistro della fusoliera del DC9.
caccia-bombardiere USA F-111








caccia-bombardiere francese Vought F-8 Crusader




missile aria-aria AIM-9 Sidewinder















3)      Cosa più importante nella stessa zona, alla stessa ora, vengono scrumblati (da scramble = arrampicare, scalare cioè “fatti alzare in volo in stato di emergenza per un’intercettazione”, ndr.) due F104 della base di Grosseto, uno monoposto con un allievo ai comandi, l’altro biposto con due istruttori a bordo, Mario Naldini ed Ivo Nutarelli. I jet militari rientrano poco dopo alla base lanciando allarme generale. Nel 1987 il giudice istruttore decide di sentire i due istruttori, che però muoiono entrambi nell’incidente di Ramstein la settimana prima dell’interrogatorio. I piloti in questione sono nel frattempo divenuti il comandante e il solista delle Frecce Tricolori, e sono i protagonisti (e vittime…) di un inspiegabile incidente, tuttora dai contorni oscuri. 

Incidente di Ramstein

















4)      Infine è stata ipotizzata la presenza di aerei Awacs o di altri strumenti in grado di mascherare velivoli, capaci di catturare uno scenario reale, trasformarlo ed inviando la falsa immagine ai radar circostanti

Awacs NATO















5)      Quando furono recuperati abbastanza frammenti della carlinga si vide che le lamiere erano piegate verso l’interno dal lato destro della fusoliera, in due fori e dal lato sinistro il foro di uscita molto più grande con la lamiera piegata verso l’esterno

Relitto DC9 lato DS














Relitto DC9 lato SN














6)      Nell’imbottitura dei sedili sono state trovate le sferette metalliche tipiche di una microfusione della testata e tracce di C4/T4, l’esplosivo usato come carica per i missili costruiti negli anni ’70-’80.

Su wikipedia è presente un’animazione che non fa capire assolutamente niente all’indirizzo http://it.wikipedia.org/wiki/File:Strageusticaradar1.gif . Invece la presentazione grafica che fu illustrata in TV era del tipo seguente:

Approccio al DC9 di due oggetti non identificati e più veloci


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Piccolo oggetto va contro il lato Destro del DC9, dal lato Sinistro escono frammenti, poi il DC9 cade























Questa impressionante sequenza fu commentata in un sconcertante intervista televisiva da un dirigente Selenia, l’ing. Cerra, credo ancora vivente (anche se non più facente parte dell’organico perchè ormai in pensione) ed in tale veste era stato contattato come perito giudiziario; io rimasi allibito dalle sue dichiarazioni: “Non si può dire che gli eventi siano avvenuti alla stessa altezza perché il radar che ha rilevato la traccia non era tridimensionale. Quindi potrebbe essere stata una bomba”. Ebbi occasione di incontrare l’esimio collega durante un viaggio a Roma e gli chiesi a bruciapelo: “Ingegnè, ma che c…o avete detto in televisione su Ustica? Quello si vedeva proprio che era…” ma non potei completare la frase perché egli mi prese un avambraccio e, dopo essersi guardato intorno, con la faccia di pietra, la voce gelida, tono bassissimo e sibilante, mi disse solo: “Ho detto quello che dovevo dire.” Dopo che mi ebbe lasciato libero dalla forte stretta, mi scusai balbettando per l’imbarazzo, dato che, ogni volta che ci eravamo visti in precedenza, era stato sempre amichevole e cordiale.
Non ne parlammo mai più, anche perché lavoravamo in divisioni e stabilimenti diversi dell’azienda, ma fui certo che non poteva ripetere in scienza e coscienza ciò che era stato costretto a dichiarare in giudizio ed in TV (infatti la sua prima dichiarazione in commissione stragi fu “sicuramente è stato un missile”…)

Poi leggo le dichiarazioni di Francesco Cossiga del maggio 2009 (vedi articolo de La Repubblica La verità di Cossiga su Ustica "Il Dc 9 abbattuto dai francesi") in cui leggo, tra l’altro "Un caccia francese ha tentato di buttare giù un Mig libico su cui viaggiava Gheddafi ed ha sbagliato il tiro … ma i francesi non lo diranno mai. E se qualche giornalista insiste, chissà che non abbia un incidente d'auto". Anche questo è la grande Comunità Europea…

l'ex-presidente Francesco Cossiga
Ed ancora sento a fine maggio 2010 il presidente Giorgio Napolitano dire, in risposta alle dichiarazioni di quello sporto di Giovanardi (chissà chi lo ha imbeccato per fargli dire che Ustica era effetto di una bomba terrorista..), che intorno alla tragedia del DC9 Itavia vi erano state oscure manovre e “le indagini svolte e i processi sin qui celebrati non hanno consentito di fare luce sulla dinamica del drammatico evento e di individuarne i responsabili


L'attuale presidente Napolitano

Nota personale: poiché in quel periodo (negli ultimi due anni) erano state messe sotto attacco finanziario le economie di paesi come Irlanda e Grecia (quelli appartenenti al Gruppo PIIGS cioè Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna, così chiamate in senso spregiativo dai cartelli bancari) il messaggio di Napolitano forse era “a nuora perchè suocera intenda” del tipo: «Non ci rompete le uova nel paniere con le speculazioni sul debito altrimenti apro l’armadio dove riposa il vostro scheletro di Ustica». Tra parentesi ho chiesto a diversi giornali se la mia intuizione fosse giusta ed uno di essi mi ha risposto che, forse, questa interpretazione era plausibile.   

Ultima chicca: perchè Gheddafi era andato a fare una cosa così pericolosa? Forse era andato a cercare un accordo con l’Inghilterra per far smettere di accreditare la strage di Lockerbie come un attentato libico mentre era stato, invece, un “dark job”, un lavoro sporco della CIA per eliminare un agente investigativo “ribelle” appartenente alla DIA (Defence Intelligence Agency), Charles McKee, deciso a testimoniare su loschi movimenti della CIA in medio oriente (pare che alcuni elementi della “compagnia” stessero aiutando narcotrafficanti libanesi a contrabbandare un carico di eroina, in cambio di un aiutino per il rilascio di ostaggi americani detenuti in Libano da gruppi terroristici).

Vedi articolo di Massimo Mazzucco su Nexus
Ma anche pezzi come quello di Maurizio Blondet sul sito EffediEffe

Allora ribadisco il concetto: per liberarci dalle bugie e ritrovare finalmente la verità, che nascano 10, 100, 1'000 Assange (ma lui ha già dichiarato che ci sono 100'000 hacker pronti a prendere il suo posto, ma io mi sentirò più tranquillo se i suoi epigoni non avranno riguardo verso nessuno): forse si potrà spazzare via la teppaglia stegocratica, che ha imposto un regime dittatoriale di stampo nazisionista, massonico ed oligarchico e cominciare, finalmente, a ristabilire la democrazia…

Buon tutto da
AlexFocus

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