domenica 1 maggio 2016


Napoli, 01/05/2016

Premessa:
Cosa è un sistema completo o chiuso? È una definizione matematica ma, grossomodo, è un sistema in cui esistono le regole per collegare univocamente tra lro tutti gli elementi che appartengono al sistema (tutti gli elementi sono raggiungibilie ed osservabili da ogni elemento del sistema). Cioè c’è almeno una regola che vale per TUTTI gli elementi del sistema.
Invece nel sistema incompleto o aperto non è così: NON c’è una regola che vale per tutti. Come succede nelle nostre società Uccidentali, in cui siamo tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri ed, in virtù di questa anomalia, decide per tutti gli altri di testa propria. Anche a danno degli altri. Infatti il dominio teorico dell’uguaglianza “democratica”, dovi si sarebbe dovuto istaurare il regno del benessere, si è trasformato (con accelerazione crescente, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale), in una giungla di arbitrio, sopraffazione, violenza, menzogna, disuguaglianza, malessere crescente
Fine premessa

Ultimamente mi sono interrogato sul perché è stato così facile far dimenticare alle persone somuni il “bene comune”: sembra un gioco di parole ma è la realtà.
La domanda che ho posto brutalmente è: dove stanno scritti i nostri diritti?
La risposta relativamente semplice (comunque non tutti ci arrivano) e più comune è stata: nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Ma, a questo punto viene la seconda domanda: dove stanno scritti i DOVERI dell’Uomo? I suoi OBBLIGHI? Le sue REGOLE?


Non appena finita di esporre la domanda sono cominciati perplessità, balbettii, fino quasi al soffocamento: "Ma come, stanno dappertutto, nella Costituzione, nelle leggi, nei contratti di lavoro !".

Insomma è stato un florilegio di risposte le più varie possibile, ma quasi nessuno ci è arrivato, tranne una collega che molti credono un’oca mentre ha, oltre un fisico non indifferente (io la chiamo per scherzo “brutta strega” mentre penso ad Angelina Jolie in “Maleficent” oppure a Julia Roberts in “Biancaneve”), anche un bel cervello. 
  
I DOVERI-OBBLIGHI-REGOLE sono scritte, fondamentalmente e molto in sintesi, nei DIECI COMANDAMENTI.
I politici ma anche gli intellettuali, le classi dirigenti “moderne”, i capi militari, gli amministratori della cosa pubblica, hanno compiuto un’operazione torbida, vigliacca, satanica: hanno lascisto queste regole fondamentali inpacchettate nella religione per poi dichiarare che la religione è un fatto privato, di cui si può o meno tener conto, una cosa “vecchia”, “obsoleta”, “inutile”.


Un ambito “opzionale”, che si può scavalcare a piè pari, senza rimorsi, senza sgomento, senza dubbi.

Questo cinico quadro ricorda quel demagogo bugiardo, vigliacco e traditore di Marco Giacinto Pannella con la sua autodefinizione “liberale, liberista e libertario” insieme alla demone Emma Bonino.
Metto giù a caso una definizione di questi tre termini, per inquadrare meglio Pannela e Bonino.

Liberale è l’attributo massonico di chi ritiene di poter gestisce le sorti di ogni popolo, nell’ombra delle logge, al di sopra della legge, senza dar conto a nessuno, in virtù di un mandato quasi divino che nessuno gli ha dato. Come fanno i sionisti, i massoni, gli scribi ed i farisei (leggi “politici e giornalisti”), ed i loro “volenterosi” collaboratori (leggi “alti funzionari dello Stato e capi dei Corpi militari, Amministratori centrali e locali, diplomatici e merdume vario”). Insomma, dei perfetti esecutori del Nuovo Ordine Mondiale…



Liberista è chi crede che gli imprenditori possano fare quello che vogliono degli altri, in dati momenti visti come lavoratori-produttori, in altri come elettori e sempre come clienti-consumatori. Ma anche che il profitto sia l’unico parametro di valutazione e che la Terra intera non sia il Creato Vivente (da preservare alle future generazioni, perché a noi è solo dato in prestito) ma solo un ammasso infinito di risorse da sfruttare per rendere infinito il PIL. Il danaro è il solo dio disponibile a tale misera visione…

Libertario è chi ha una visione libertina, immanente, finita della vita, senza alcuna prospettiva religiosa, né trascendente, né eterna: un’esistenza sterile, dedita solo ai piaceri egoistici e senza un modello etico-morale a sostegno del singolo né della società nel suo insieme che risulta grossolana, oscena, volgare, triviale, spietata, sanguinaria, guardona ma indifferente all’altro (essendo concentrata esclusivamente su se stessa).


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