venerdì 2 settembre 2011
Napoli, 02/09/2011

Vi sono un paio di voci, una per così dire “di regime” e l’altra “dissidente”, che convergono su di un argomento di stringente attualità: la crisi economica “strisciante” in Italia, Portogallo e Spagna mentre si è già palesata ed ha colpito duramente Irlanda e Grecia, senza parlare dei paesi dell’Africa settentrionale i quali (qualcuno possedendo petrolio, altri riserve aurifere altri entrambe) sono dei “bocconi” irresistibili per gli “squali” internazionali, quei finanzieri apolidi dei fondi di investimento speculativo (capitali senza volto e senza regole che frenino i suoi appetiti), aspettano solo che i paesi come l’Italia vacillino sotto i colpi di una rivolta “popolare” pilotata per potersi appropriare delle risorse di quella nazione.
Insomma, né più né meno che dei rapinatori di diligenze… ma in doppio petto grigio, eh?!  E pure con lo yacht megagalattico e la mantenuta strafiga, con il jet privato, le utomobili di lusso, le case in tutto il mondo, tutta una vita firmata…

Il più recente articolo l’ho trovato su EffeDiEffe, sezione Economia, Il grande inganno dell’Euro sta distruggendo il nostro futuro, a firma di Stefano GUBBIOTTI, in cui si confutano i vari luoghi comuni sulla moneta unica che ci sono stati inculcati dalla stampa prona ai piedi dei bancheri (euro che salva le classi deboli, riduce l’inflazione REALE, abbassa il costo di beni e servizi di prima necessità, inibisce la formazione delle bolle speculative,… devo continuare?).

Vi sono affermazioni come “In realtà, unire sotto un unico ombrello monetario Paesi con una diversa struttura economica, impedisce ai più deboli, in caso di crisi, di svalutare per salvare il tessuto produttivo e quindi, di garantire la propria sopravvivenza” e poi prosegue dichiarando che “sono saliti i prezzi di beni e servizi che pesano di più sul bilancio della povera gente

oppure

ciò che fa risparmiare un debitore, non sono i bassi tassi d’interesse nominali, ma quelli reali, al netto dell’inflazione. L’adesione all’Euro ha determinato una discesa dei tassi nominali e dell’inflazione, con benefici trascurabili per i debitori

per poi dire che non conviene l’euro in quanto

La nostra industria, costituita principalmente da imprese di contenute dimensioni, a media tecnologia, anche se per magia venissero risolti i problemi di ritardo infrastrutturale e di eccessivo assorbimento di risorse da parte del settore pubblico, avrebbe comunque bisogno di ricorrere a svalutazioni nei confronti della Germania, che ha una struttura incentrata sull’alta tecnologia”.

Gubbiotti delinea due possibili soluzione la prima delle quali (convincere la Germania a fare una politica economica più favorevole ai paesi PIGS) è improbabile “per le notevoli differenze culturali e di struttura economica che esistono fra i Paesi europei
La seconda invece è “rimettere, prima possibile, a posto i conti pubblici e successivamente programmare un’uscita dall’Euro

Eu-rotto, debito pubblico e $ignoraggio tutto sulle nostre spalle



 Quindi, verso la fine Gubbiotti afferma che “la costruzione monetaria europea è frutto di una mentalità illiberale e antidemocratica come, del resto, è illiberale il processo di globalizzazione in corso. Ambedue i fenomeni sono guidati da un’unica regia: un ristrettissimo gruppo di potere, una elite finanziaria ed economica. Le decisioni sulle linea guida fondamentali sono state prese nell’ambito di consessi ristrettissimi e i popoli sono chiamati solamente a ratificare atti conseguenti ad un impianto normativo deciso da pochi“ [NON eletti da noi, n.d.A.].

 

Italia spolpata come una mela
Viene pertanto a mancare un principio fondamentale a cui si ispira la democrazia: il principio di responsabilità degli amministratori della cosa pubblica, eletti dai popoli. I nostri ministri sono oramai diventati meri esecutori di leggi e regole dettate dall’Europa e dalla globalizzazione … imposta da un manipoli di Illuminaticon gravi rischi per il nostro benessere e i fondamentali diritti di libertà e di democrazia  [si potrebbe efficacemente dire, cioè che non possiamo contare “sui politici che sono i camerieri dei banchieri e sui giornalisti che, come a corte, sono i giullari dei signori”, n.d.A.].





Felix Zulauf
L’articolo meno recente ma più spiazzante è quello che si trova sul “Panorama” numero 30 del 20 luglio scorso, col titolo “Chi vuole spolpare l’Italia” di Guido FONTANELLI il quale cita le affermazioni di alcuni addetti ai lavori come Felix ZULAUF, fondatore e proprietario dell’hedge fund (insomma uno speculatore) ZAM con un patrimonio di 1,7 miliardi di dollari il quale avverte che “la Spagna .. sembrerebbe il prossimo obiettivo invece lui crede che il prossimo paese asaltare sarà l’Italia



Emma bonino, la portavoce dei mondialisti-liberisti-giacobini-affammatori-denatalisti-antifamilisti-sionisti-filoamericani-anticristiani, (sembra dica “vi rivolto come una pizza quando voglio”)
 
Poi, attraverso il portavoce degli raiser americani, Emma BONINO, il “pirata” George SOROS, ci fa sapere che “siamo sull’orlo di un collasso economico che comincia magari in Grecia ma può rapidamente contagiare il resto del paese” ed “un paese dovrà uscire dall’area euro”.


George Soros, la quintessenza del Male

Ricordiamo che Soros è il gestore del Quantum Fund (che dispone di un “maglio” di quasi 18 miliardi di dollari), che nel 1992 fece perdere (in un solo giorno !!!) 30'000 miliardi di lire all’Italia, nell’inutile braccio di ferro che l’allora Governatore di Bankitalia, il “grand commis” Carlo Azeglio CIAMPI, ingaggio con gli speculatori internazionali senza volto. 





Carlo Azeglio Ciampi, ce lo siamo preso e mo’ ce lo dobbiamo tenere… lo volevano infilzare ma lui è svelto come il maestro jedi Yoda (gli somiglia pure un po’ ma è più cattivo…)


Mortadellone contento
Poi ci sono varie altre voci, più o meno “globali”, capitaliste, antisociali ma la botta finale la dà ancora Zulauf che fa un’affermazione definitiva: “I politici non hanno capito che mostro hanno creato con l’euro, la sola soluzione è abbandonare la moneta unica e ridurre la spesa pubblica”...



Vi ricordate il faccione sorridente di Romano PRODI quando l’Italia entrò nell’euroclub? Sì!!!, stappava lo champagne e brindava con tutti (i suoi sodali, ovviamente)




Prodi ci rassicura sulla tenuta dell'EuroZona… forse
Ora interrogato sulla situazione che si prospetta per l'Italia ha risposto eloquentemente: l’euro è nostro e guai a chi lo tocca! Piuttosto mi taglio un dito… oppure ho capito male?




Ah, poveri noi...
AlexFocus

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