domenica 29 marzo 2015



Napoli, 29/03/2015

Spesso, nel corso della mia esistenza, mi sono rivolto le tre domande fondamentali, cioè:
·        Da dove vengo?
·        Chi sono?
·        Qual è il mio scopo?


Ora, per le prime due la risposta può essere relativamente facile: se abbiamo una famiglia (più o meno “naturale”) che ci ha generato conosciamo la nostra origine.
Poi, se svolgiamo un ruolo nella società, già solo per sopravvivere, probabilmente sappiamo chi siamo (però non è detto: infatti molte persone possono essere addestrate ad eseguire compiti anche molto complessi senza la minima “coscienza”, senza quella che i filosofi tedeschi chiamano WeltanSchauung, o “visione del mondo”).

Ma la risposta alla terza, quella sì che è “tosta”: chiedersi qual sia il nostro scopo quivale a domandarsi “perché vivo?”.

Ebbene, da qualche tempo io rivolgo qusta domanda, in modo “secco”, a conoscenti ed a sconosciuti ed il risultato si può riassumere nei tre casi seguenti:

rottami alla deriva

La mancaza di qualsiasi risposta a tale domanda corrisponde alla reazione di un rottame di naufragio, un pezzo di legno che galleggia sulle onde, senza rotta, senza meta, senza coscienza, il cui massimo risultato è spiaggiarsi sulla sabbia. Atteggiamento adottato da almeno un terzo degli intervistati: ( lo hanno anche persone con un grado socio-culturale non tanto basso) … assolutamente demoralizzante.

batteri, microbi, virus
Poi ho riscontrato (un alro 30%) la risposta “per stare bene” ma questa è simile a quella che potrebbe dare un microbo, un batterio, un virus: molto solipsistica, egoistica, minima. Certo rivela una maggior prontezza, una capacità battutistica (un pò come fa il nostro attuale capo del governo, Mattew Renzie, l’americano che si regge su una “solida” nuvola di proclami, cioè ha una chiara forma di “annuncite” acuta). Sotto la chiacchiera, nulla, il vuoto pneumatico…


stercorario al "lavoro"

Se invece “vivo per la famiglia, moglie e figli” (quasi il 40%), qual è la differnza con lo stercorario che avvolge la sua palletta di cacca e, quando la fa giungere a casa, con la moglie avviene un dialogo (immaginario) del tenore seguente:
“Hai portato ancora la cacca a casa?”
“Sì. È vero, puzza, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare… E poi con questo ci mangiamo”

No, mi dispiace, ma devo rivendicare la differenza antropologica con rottami, microbi e stercorari: non basta avere inseme stazione eretta, capacità verbale ed opposizione del pollice. 
Ci dev’essere qualcosa di più.
Il mio obiettivo è (maturato da non molti anni, potrebbe essere un’ idea per chi non ne ha), prima di andarmene da questa palla di roccia, riuscire a fare anche un solo graffio di miglioramento nell’ambiente circostante, non solo in me e nella mia famiglia ma anche al lavoro, tra gli amici, ovunque mi capiti di restare anche solo pochi momenti.




le tre scimmie del sinedrio sionista: non vedo, non sento, non parlo


La difficoltà maggiore che incontro, ogni giorno, è la stessa che dichiarò Ezra Pound, in un’intervista, dopo aver trascorso 13 anni in manicomio criminale (colà imprigionato dai satanici vertici USA, per motivi ideologici, infatti egli era contro il modello americanista che, poi, abbiamo adottato anch noi cioè le banche che ci prestano i soldi di nostra proprietà e ci chiedono pur gli interessi, si chiama “truffa del signoraggio” che causa il finto debito pubblico, se sei interessato al conctto guarda qui http://alexfocus.blogspot.it/2011/12/il-signoraggio-fumetti-in-20-tavole-per.html ): è una faticaccia far aprire gli occhi alla gente per mostrargli quel che hanno sotto il naso.

Ma anche nel lavoro ho trovato delle gravi carenze, specie in chi deve gestire le persone, li chimano “dirigenti” ma nella dizione italiana si è persa quella “evocazione” che, invece, in inglese si è mantenuta. 
Il termine “Manager” viene da “manes agere” cioè “muovere le anime” ma come fanno questi individui, alcuni dei quali aridi, insensibili, avidi, pure pavidi, gretti, atei (persino volgari), a contattare negli altri una cosa che non sanno nemmeno di avere loro stessi, dentro di se?

Capo padrone
Persino nel filmetto “Spider man” (cioè “L’uomo ragno”) lo zio che percepisce il nipote diventar qualcosa d’altro rispetto ad un semplice adolescente brufoloso ch diventa adulto, gli ricorda, prima di morire, che “grande potere implica grande responsabilità”; ma, ovviamente, in un filmetto, pur gradevole, non ci si può aspettare che sia prospettato tutto il quadro del “segno del comando”.
Io intendo che i Tre corni del posto di comando sono potere, responsabilità e consapevolezza (come dicono gli indù, testa e cuore devono stare dove sono i piedi…)  chi oggi, è stato “allevato”, cioè istruito, allenato, reso cosciente di questi concetti?
E, soprattutto, chi, tra coloro che vengono “eletti”, in posti di rappresentanza viene verificato sulla base di concetti aristocratici (dove “aristocrazia” deriva dalla radice indo-iranica “ar”, che significa “i migliori” da cui gli “aristoi” cioè i nobili greci cui veniva affidato la “politikè”, la gestione della città)?

alba sul campo di grano, saluto al sole

Il mio augurio di Pasqua, per questo 2015 (che è punteggiato da attacchi del potere massonico delle sataniche oligarchie anglo-assassine a tutti i popoli della Terra, che sia la pantomima di Charlie Hebdo o la bomba di Tunisi o l’aereo tedesco “squagliato” dalle armi segrete della NATO o l'aggressione alla Russia, alla Siria, all'Iran, al Venezuela, all'Equador, etc.) è il RISVEGLIO delle COSCIENZE, il POTERE della CONSAPEVOLEZZA, la RIAPPROPRIAZIONE della SOVRANITA' INDIVIDUALE, la CACCIATA degli OCCUPANTI MILITARI dell'organizzazione terroristica NATO dal SACRO SUOLO PATRIO: prima è, meglio sarà … per tutti !!!
AlexFocus  

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