venerdì 7 gennaio 2011

Napoli, 07/01/2011 (Aggiornato 08/01)

Mi scuso con quei 4 gatti (forse 3…?) che ogni tanto mi chiedono quando esce qualcosa di nuovo: ci sono stati i bagordi dei giorni di festa, tra Natale e Capodanno, che mi hanno tenuto fuori casa (cioè lontano dal computer), poi una bella indigestione che mi ha lasciato a letto e senza forze.
Ora invece sono quasi al massimo dell’arrabbiatura (sì, io scrivo per sfogarmi quando sono “incazzato come una faina”, anche se non so perchè si dica così e non ho mai incontrato quell’animale ma mi fido dell’istinto…). Allora dov’è che ho visto questo benedetto (anzi maledetto) filo del titolo?

Inizio dagli articoli di panorama N. 46 del 11/11/2010

In particolare dall’intervista quasi “in ginocchio” che Stefano Lorenzetto fa a Bruno Vespa per l’uscita dell’ennesimo libro scritto dal lecchino “di governo”.
Sembra che Lorenzetto sia considerato un grande intervistatore ??!!
Il Vespone nel pieno delle sue attività intellettuali ... Eh!?
Il titolo del libro “Il cuore e la spada” con sottotitolo “Storia politica e romantica dell’Italia unita 1861-2011” non è molto lungo quello dell’articolo del Lorenzetto sì: “L’erotomane Cavour, il re superdotato, il Gronchi clandestino ed il Berlusconi… (Benvenuti nell’unità d’Italia vista dalle stanze del potere e da quelle del letto)”. 

Questo è il recente libro che ha messo insieme Vespa: qual è il suo valore aggiunto? L’informazione alternativa? Bah…
Dopo un po’ di convenevoli voyeuristici verso la metà dell’articolo si fa l’affermazione che i garibaldini furono accolti bene mentre, invece, si trovarono come  “il cane in chiesa” e la prima cosa che facevano, passando da ogni città era di andare a mettere le mani nelle casse comunali, spesso no trovando niente per la diffidenza delle popolazioni locali le cui amministrazioni provvedevano a mettere al sicuro le proprie finanze.

Fortunatamente il Vespone ammette che la cosiddetta annessione del Regno delle Due Sicilie fu, invece, una spietata, sanguinosa, criminale e predatoria guerra di occupazione, i cui cosiddetti “eroi del Risorgimento” (in realtà “servi di Londra”) Giuseppe Mazzini, Camillo Benso Conte di Cavour, Daniele Manin, Giuseppe Garibaldi ed altri meriti furfanti si resero responsabili (come mandanti o come esecutori diretti non importa). 

Giuseppe Mazzini
Camillo Benso conte di Cavour
Daniele Manin
Giuseppe Garibaldi


E per commemorare questa “festosa”  ricorrenza ci sono personaggi che stanno allegramente spendendo circa 800 milioni di euri nostri, a cominciare da quell’emerito pezzo di … presidente Carlo Azeglio Ciampi

Ciampi, lui sì che ha avuto vantaggio dall’Italia, con la sua folgorante carriera lavorativa e la sua bella vita attuale da pensionato
Ma quanti soldi prende ufficialmente Ciampi? Nel 2007 prendeva 71 milioni di lire al mese, quindi circa 35'000 euri al mese cioè 440.240 euro all’anno, per il cumulo di pensione INPS e quella della Banca d’Italia (ma i comuni mortali non possono cumulare le pensioni mi sembra?! ) senza contare le varie voci economiche come senatore a vita (indennità, diaria, trasporto oltre 100 km da Roma, rimborsi spese di mandato, di viaggio, telefonia, scheda sanitaria, solidarietà a fine mandato, vitalizio) che fanno un’altra bella fetta di soldi nostri che il grand’uomo si cucca.. pensateci, voi che prenderete briciole (forse) quando vi chiederanno di andare in piazza o in strada a battere sorridenti le manine come tante scimmiette addestrate, ad ogni fiato “ispirato” dei varii “emeriti”

Invece la realtà dell’occupazione è stata ben diversa e, per fortuna, qualche voce dissonante cerca di portare alla luce le vergogne di quall’annessione: ad esempio nell’articolo

Senza verità, niente risorgimento

 tratto dal sito EffeDiEffe.com vien datta una corposa disamina delle tesi della storica Angela Pellicciari illustrate nel suo lavoro “L’altro risorgimento”, ed. Piemme, 2000.

Angela Pellicciari
e il suo libro “L’altro Risorgimento”
L’accademica fa una panoramica ampia (a livello internazionale), documentata (sia con le dichiarazioni ufficiali dei vari personaggi sia con le cronache giornalistiche, con citazioni di altri storici non allineati), cruda (per le vicende che coinvolsero milioni di persone come carnefici (i meno) e vittime (i più), e vergognosa per la spoliazione che fu fatta dai piemontesi con l’appoggio delle potenze massoniche di Inglhilterra e Francia (furono promulgate leggi da governo terrorista, le cui conseguenze furono atrocità criminali sia da parte di militari sia di paramilitari in abiti civili sulle masse indifese, processi sommari, incarcerazioni senza motivazione e senza processo, esecuzioni sul posto simili a quelle che stanno provando oggi territori sfortunati come l’Afghanistan e l’Iraq).  

Poco più avanti, sullo stesso numero di Panorama, a pag. 57, trovo un’altra intervista in ginocchio quella di Giulio Meotti a Daniel Goldhagen (quello de “I volenterosi carnefici di Hitler” in cui ribadiva che la vicenda dei campi di concentramento non poteva avvenire senza la fattiva collaborazione di ampie fette della popolazioni civile) per la presentazione del suo nuovo libro “Peggio della guerra”
Giulio Meotti

Daniel Goldhagen






Il suo libro “Peggio delle guerra”
In tale tomo il Goldhagen esamina i processo di disumanizzazione per dimostrare che la gente, se sapesse che uno sterminio può essere fermato, sarebbe più esigente con i politici, chiedendo di agire subito e con forza. E poi attrubuisce la mancanza di consapevolezza col processo di disumanizzazione messo in atto dia politici stessi, con il grande aiuto dei mezzi di informazione, che è il prodormo di ogni genocidio, e del mancato intervento della comunità internazionale contro questi regimi sterminazionisti.
A parte il fatto che l’avvio verso i campi nazisti fu favorito da personaggi della stessa comunità ebraica: questi collaboratori ebrei di Hitler, riuscirono a far spostare volontariamente manipoli di giudei in Germania, convincendoli ad andare lontano dal fronte di guerra, dopo aver presentato loro delle planimetrie (false) di villette a schiera. Ovviamente i tedeschi diedero un salvacondotto ai collaborazionisti e, dopo la guerra, qualcuno di essi siedeva persino alla Knesset (il parlamento israeliano come ad es. Rudolf Kastner, nel 1954 canditato alle elezioni nel partito Mapai di Ben Gurion); alcuni di essi furono chiamati in causa dai sopravvissuti ma, sfortunatamente, poco prima delle udienze, agli imputati capitarono incidenti mortali o infarti fulminanti.  A questo proposito faccio riferimento ad un articolo di Maurizio Blondet comparso nella sezione Storia, del sito EffeDiEffe il 29 Gennaio del 2005 “La memoria veridica del  prof. Israel Shahak” in cui la forza dirompente dei libri di Shahak per Israele viene paragonata a quella che ebbe Solgenitsyn per la caduta del regime sovietico (ma i tempi non sono ancora maturi per smascherare il volto del sionismo lupo travestito da agnello..).

Per tutti i genocidi della storia anche recente il “nemico” è stato prima disumanizzato, poi sterminato come se fosse un branco di animali pericolosi: forse è questo il motivo per cui né il preparato e saccente giornalista né l’illustre e gonfio intervistato riescono a vedere un parallelo anche piccolo tra quello che è sempre accaduto nella storia e quello che sta succedendo da più di 60 anni nel medi oriente (ora la situazione è sicuramente in peggioramento)? Allora è vero che la “comunità internazionale” (di cui sicuramente Meotti e Goclhagen si sentono orgogliosamente parte) non fa mai una benamata m..za, finchè il genocidio non si è completamente attuato (cioè fino alla distruzione del gruppo etnico che ”dà fastidio” dal punti di vista squisitamente politico, strategico, o che altro)?
Forse dire qualcosa che ci fa comodo e dimenticarne (o negarne) altre che non sono edificanti per noi è qualcosa che somiglia alla menzogna? A voi l’opinione…

Il filo prosegue con il bell’articolo del solito EffeDiEffe

I WikiLeaks di cui i media tacciono

In cui si analizza la situazione ai primi di dicembre nel mondo della comunicazione, a causa delle centinaia di migliai di documenti della diplomazia segreta (cioè quella di cui i governi si vergognano alquanto… ) che Julian Assange ed i suopi collaboratori hanno fornito a varii organi di stampa, tra i quali viene dato risalto alla serie di scambi tra ambasciate e sevizi di intelligence in cui ruolo di Osama Bin Laden il cui ruolo negli attentati dell’11 settembre 2001 è stato esagerato per preparare la reazione militare successiva in medi oriente, i cui effetti sono quotidianamente sotto i nostri occhi (per chi vuol vedere, ovviamente). In realtà c’è da considerare che i documenti “segreti” effettivamente pubblicati sono una piccolissima parte della massa (meno del 10% ma qualcuno ipotizza non più del 5%) e poi sono una “scelta” accurata per non “disturbare” troppo gli interessi economico-militari degli USA e di Israele.

Inoltre dal cappello magico di Assange compare anche un cablo del maggio 2005 a firma Mel Sembler (al tempo ambasciatore USA a Roma e quasi sicuramente membro della lobby sionista)

Mel Sembler
dopo aver incontrato Gianfranco Fini (in quel monento Ministro degli Esteri italiano e già allora traditore…)
Gianfranco Fini, che brutto ceffo
«Il governo» italiano «bloccherà i tentativi delle commissioni parlamentari di aprire indagini» sulla tragica morte di Nicola Calipari [l’agente segreto ucciso dagli americani mentre difendeva col suo corpo la giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena che egli aveva liberato da un sequestro “anomalo” e che gli USA volevano morta per la sua attività di controinformazione su quello che accadeva in Iraq, n.d.A.],
 
Nicola Calipari
Giuliana Sgrena
malgrado vi siano già delle precise richieste delle opposizioni in proposito". 

Riporto il link del “Corriere della sera” del 20 dicembre 2010 Wikileaks, gli Usa sul caso Calipari: Wikileaks, gli Usa sul caso Calipari: «Governo italiano bloccherà indagini»

Poi ho trovato nell’archivio storico del “Corriere“ la recensione del 01 giugno 2010 di Michela Proietti


sul libro “Why we lie” (Perché mentiamo) della psicologa australiana Dorothy Rowe
Dorothy Rowe ed il suo libro "Why we lie" (Perchè mentiamo)
la quale afferma che la via del successo è pavimentata da tante piccole bugie… con tanti saluti alla dignità professionale, umana e religiosa. La Proietti fa nua lunga corsa sulle confessioni di personaggi più o meno famosi intorno alle menzogne di cui si sono serviti per i loro interessi… questo è quello che il mondo vuole.  

Infine ieri ci hanno parlato i dirigenti del nostro settore e ci hanno detto, tra le altre cose, che non è vero che nel nostro settore non si fa carriera: ci ho quasi creduto … poi ho riflettuto: se fosse vero che bisogno ci sarebbe di affermarlo con forza? E’ un po’ come accade quando si sente qualche politico dire che non si devono fare brogli e poi lo dicevano anche gli atichi romani “Excusazio non petita, accusazio manifesta” se ti difendi senza essere accusato, sei già colpevole…



Piccola nota del 08/01:

Sergio Romano
Sempre sul n. 46 di Panorama del 11 Novembre 2010, a pag. 133 trovo una bella disamina di Sergio Romano sul massacro dei cristiani in Iraq.

Samuel P.Huntington
Ebbene il nostro analista “europeo” cita il piano americano di stabilità ed il pericolo di uno scontro di civiltà: peccato che dimentichi che, per gli USA, il termine stabilità è riferito a sé mentre gli altri paesi devono essere mantenuti in uno stato di perenne instabilità, specie se non sono d’accordo a tenersi in testa il tallone anglofono.


In quanto alla teoria dello scontro di civiltà, questa è stata enunciata dal neocon Samuel P. Huntington nel suo libro Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale (1996) e tutti quelli che si sono messi in mezzo con lo scopo dichiarato di evitare il “cozzo” tra le civiltà in realtà hanno fatto di tutto perché questo scontro avvenisse (a cominciare da George W. Bush che aveva già pronto il piano d’invasione dell’Iraq un anno prima che le Tottri gemelle crollassero e che ha subito sostenuto che la colpa era di estremisti musulmani ma sempre senza mostrare e nemmeno avere prova di alcunchè).

Poco più avanti, a pag. 171 Pino Aprile ci ricorda, anche nel suo libro Terroni (Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali), ed. Piemme,

Pino Aprile ed il suo libro "Terroni", tutto quello che è stato fatto perchè gli italiani del sud divenissero meridionali













che le nostre autorità e la maggioranza degli storici hanno sorvolato sulle stragi e sulle fucilazioni di massa da processo di guerra compiute dai “liberatori” calati dal Nord, sulla spoliazione di beni, e sulla disuguaglianza di trattamento economico tra il Sud e le regioni: dal 1860 al 1998 lo stato italiano ha speso in Campania duecento volte meno che in Lombardia, trecento volte meno che in Emilia, quattrocento volte meno che in Veneto. Nel 1996 si scoprì che l'Isveimer, banca nata per aiutare lo sviluppo del Sud, finanziava la Fininvest di Berlusconi, con quattrocentocinquanta miliardi. E’ ora di finirla con il doppiopesismo, vero sig. Giuliano Amato, sig. Carlo Azeglio Ciampi e tutto il comitato per la commemorazione farlocca?     

Fine nota del 08/01

Allora sono costretto per il vostro bene a consigliarvi (anche se sono certo che chi, come me, non ci è portato, non ne sarà capace!!) di vivere un Buon 2011 pieno pieno di bugie grandi, medie e piccole …

la cara, vecchia Bugia: semplice,

 con spegnimoccolo

e da giardino

Tanti saluti da

Alex Focus

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