martedì 17 settembre 2013


Napoli, 17/09/2013

Forse il 17 è il mio giorno fortunato, magari perché è quello di nascita.
Forse vi sono delle coincidenze astrali che concorrono, in modi misteriosi, per noi che abbiamo solo la luce della ragione a rischiarare il cammino della vita mortale (se siamo fortunati, anche il dono della fede ci accompagna, ci sostiene e ci consola).
Forse sono altre cose che non sono capace di immaginare, entità come (ad esempio) gli angeli custodi, gli eoni, i folletti (se devo lavorare di fantasia posso esagerare…) che ci danno quei “colpettini” impercettibili per indirizzarci dov’è meglio pernoi anche se non ce ne rendiamo conto e, magari, bestemmiamo perché le cose non vanno come diciamo noi.
Ebbene, per non farla lunga, oggi ho scoperto di avere un nuovo capo ma egli è lontano almeno 250 km, quindi il primo contatto sarà telefonico e gli dovrò dire che dobbiamo incontrarci di persona per i motivi seguenti.

classica stretta di mano

La parola è una delle caratteristiche concomitanti (cioè che si trovano tutte e tre insieme in un unico soggetto) le quali distinguono l’essere umano dagli altri animali, le altre due sono la stazione ertta ed il pollice opponibile) per questo, quando ci incontriamo, specie la prma volta, ci stringiamo la mano, in piedi, guardandoci negli occhi.
Poi parliamo con voce ben udibile, perché parlar chiaro è diritto-dovere degli uomini veri (ovviamente, ça va sans dire, vale anche per le donne…), quelli che volgiono sottoscrivere, con un semplice gesto, un patto, una lunga amicizia.
Ma perché questo riesca, ciò che è nel nostro cuore deve trovare posto anche nella nostra bocca e nella nostra mente e poi, se usiamo un coltello, è solo per dividere la verità dalla menzogna perché “solo la verità ci renderà liberi”.

Khalil Gibran

Parlare non è aggressione ma offerta dei nostri valori più intimi, preziosi e segreti: le idee che sonnecchiano nelle praterie della nostra anima (come diceva il poeta libanese Khalil Gibran) possono risvegliarsi nella nostramente se il nostro intento calmo e profondo come il respiro, fresco e prolungato come il vento, alto e forte come lo spirito.
Non a caso i greci avevano lo stesso vocabolo, pneuma, per indicare il respiro, il vento e lo spirito. Il soffio di Dio che dà vita alla sabbia dell’Adam Kadmon (che è l’Uomo Primigenio) dalla cui costola sinistra si genera Eva (la donna primigenia). Uniti per sempre dal Verbo, la Parola di Yahweh, e divisi temporaneamente dalla Bugia del Serpente, il demone Ahriman per Zarathustra, Ah-Satan per gli ebrei, o Mara per Buddha , colui che dice di non esistere per poter propagare la religione del dubbio ad oltranza, quello per cui non esiste più nemmeno l’Assoluto.

Adamo ed Eva tentati dal serpente

Per questo ci auguro (cioè "a tutti noi") di non cadere preda del sussurro malevolo, della calunnia (parlar male degli altri, senza magari aver conosciuto la persona in oggetto, senza che ci sia stato fatto un torto) che, come piume nel vento, sono impossibili da riportare nel cuscino, come nell’esempio delle maldicenze che provocano divisioni e moltiplicano i rancori.

Chissà se, una volta tanto, riuscirò ad incontrare una persona contemporaneamente educata, preparata e benevola nei miei confronti, in azienda. 
Io sposterei una montagna per soddisfare le esigenze lavorative di un soggetto del genere…


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