giovedì 7 agosto 2014


Napoli, 07/08/2014

Alcuni (forse tanti) non hanno il coraggio di protestare contro il Mostro globalista, sionista, anglo-americano-filo, anti-cristico che ci sta divorando: un misto di menzogna, avidità, senso di impotenza (indotta), vigliaccheria, superbia, indolenza, spietatezza, corruzione, nepostismo, debolezza, piccineria, satanismo, droga, omofilia, pedofilia, zoofilia, genocidio, ricerca del minimo, esaltazione di una normalità malata, ripetitività meccanica, schiavitù, ignoranza, guerra, abbrutimento, degradazione, involuzione, povertà (fisica e psichica).
Insomma, tutto il peggio che la propaganda ha tentato di far affiorare dal popolo, schiacciando valori come sovranità, dignità, salute, orgoglio, creatività, iniziativa, forza fisica e d’animo, saggezza, sentimento, coraggio, fede, speranza, carità, visione spirituale del mondo, ricerca della verità, della bellezza, del bene comiune, bisogno della trascendenza, dell’originalità, della divinità, pace, sviluppo, progresso per tutti, ricchezza, .
Ecco, allora è sorto in me un appello a quelli che si comportano come pecore tristi, anzi come un coniglio il cui destino è segnato: macellato per la soddisfazione dei bassi appetiti del suo padrone.
Non sapevo, mentre riflettevo, che esiste una trasmissione radiofonica con questo titolo: ebbene, dedicherò agli ideatori, ai conduttori ed anche agli ascoltatori queste poche rime…



Il ruggito del coniglio

Vuoi combattere il coniglio?
Io non te lo consiglio
se lo credi un bel codardo
lui scoccherà il suo dardo
Ma lo immagini fellone?
E ne assaggerai il bastone
Quando, poi, gli fai la fronda.
Lui colpisce con la fionda.
Gli rompi ogni corbello
E ti apre col coltello
Se disprezi la sua razza,
ti massaggerà con mazza
Se lo stringi nel cantone
Si trasforma in un leone.
Allora fai ben attenzione:
lui sarà la rivoluzione.

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