domenica 28 agosto 2016


Napoli, 28/08/2016

Premessa.
Vorrei fare una parenresi leggera in questo periodo triste…
Anche quando meno te lo aspetti, capita di tornare indietro nel tempo, con la fantasia.
L’occasione per me è avvenuta quest’estate, in un villaggio vacanze, abbastanza di alto livello (certo oltre le possibilità familiari, se non avessimo avuto la possibilità di fruire di un conveniente last-minute).
Nemmeno tanto distante da casa (un’oretta di viaggio) al cofine tra Campania e Lazio, insomma nella zona di Fondi, a metà strada (quasi tra Sperlonga e Terracina). Acqua buona, quasi come in Sardegna, un posto molto curato, tutti i giorni, con personale tutto professionale, ed anche l’equipe di animazione è stata all’altezza. Quest’anno ispirata all’Africa, con persone di varie nazionalità emusiche/balli etnici.
Quando siamo giunti lì c’era, tra gli altri una biondina (di nome Giulia), con occhi azzurri e pelle straordinariamente bianca, per una che doveva aver passato molte ore al sole. Uno degli spettacoli è stato una sfilata di bambini in cui mi hanno coinvolto come giudice. Ed una delle domande che faceva la presentatrice ai partecipanti (quansi tutti sotto i 13 anni) era un malizioso: “Mi fai la dichiarazione?”.
Ovviamente gli imnerbi erano estremamente inbarazzati ad un’età in cui si pensa ancora a giocare e le femmine possono sembrare una gran rottura…
Allora, quasi per solidarietà con quei giovanetti imbarazzati da cotanta sfacciataggine, le ho detto, all’ennesima provocazione: “Non ti preoccupare, te la faccio io la dichiarazione!” ma non ero intenzionato a profferire parole frettolose, volevo che le rimanesse impresso qualcosa di raro, di non comune, di eccezionale. Così ho deciso di scriverla, ‘sta dichiaraizone e porgegliela, quasi complicemente.
Ma, quando sono stato pronto, lei era già partita per altri lidi, così ho chiesto, discretamente, il suo umero di cellullare od un’email per farle giungere la missiva ma lei non ha risposto al mio sms, così ho deciso di affidare il messaggio in “bottiglia” al mare magnum di internet. Che arrivi o no, non importa: ho adempiuto ad una promessa.
Certo, fatta ad una delinquente (si dice per celia), con lo sguardo assassino (in senso figurato), il tipico tipino tutto pepe. Eppure mi ha intenerito come se fossi ancora un minorenne con gli ormoni alle stelle.
Grazie, Giulia, per la tua freschezza che ci hai donato, stando in nostra compagnia.
AlexFocus

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Dichiarazione di (non?) amore a Giulia

cuore formato da petali e trafitto da una rosa

Egli la vide avanzare nella tiepida brezza marina agostana, leggera come una farfalla, flessuosa come una gazzella, e le sue membra furono attraversate da un un brivido caldo e freddo allo stesso tempo.
Così, come per buttarsi avanti per non cadere in dietro, l’apostrofò bruscamente:
Ehi, tu, brutta strega!” (ma mentre pronunciava quelle false parole, lei gli ricordava Angelina Jolie in “Maleficent” o Julia Roberts in “Biancaneve”).
Ella rimase leggermente attonita, e si guardò intorno, come per vedere se ci fosse qualcun altro vicino a lei, ma incuriosita mentre lui le si avvicinava e poneva delicatamente la mano sulla sua nuca, proseguendo:

Cosa credi, solo perché questo collo di cigno tiene insieme un viso d’angelo ed un corpo di diavolo, solo perché questo crine biondo come il grano maturo incornicia occhi grandi come laghi in cui perdersi, o trova incastonata quella bocca tirabaci, o ancora questa pelle profumata come aiuola  di fiori, insomma per questo dovrei cadere in adorazione ai tuoi piedi, per baciare le tue ginocchia eburnee?

Lei taceva, un po’ fremente per la rabbia di esser stata apostrofata con veemenza (anche se con parole  mielata), un po’ per darsi un contegno (non sapendo ancora bene come comportarsi, ismma era stata presa alla sprovvista da uno sconosciuto, anche se non sembrav apericoloso).
Lui, mentre le lasciava il collo era preso da contrastanti sentimenti.
Alla sua stessa domanda la mente rispondeva “Non mi piaci, non ti amo dal primo momento che ti ho visto, non ho già bisogno di te adesso”; il suo cuore urlava “sìììììì !!”.
Ed il suo corpo?
Non poteva parlare… gemeva, crepitava, schioccava come legno secco, avvolto dalle fiamme della passione incontrollabile.
Così lui le prese la mano, che baciò fugacemente sul dorso, poi la girò per scoprire il polso sui cui diede un piccolo morso. Lei, a questo gesto, ebbe un piccolo brivido che le fece ritirare la mano, quindi si allontanò, indecisa se tornare indietro o no.
In quel momento lui capì cosa vuol dire “amo la rosa che non colsi”…



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