venerdì 3 gennaio 2014

Napoli, 03/01/2014

Piccola premessa di AlexFocus

Erich Piebke
Nel file originale [vedi Intervista 100 D rilasciata da Erich Priebke a fine luglio 2013.pdf] la firma autografa dell’ex-capitano delle SS Priebke si trova affianco ad una didascalia “Nella ricorrenza dei miei 100 anni!

Oltre ad aggiungere immagini dei personaggi citati (quasi tutti), ho numerato le domande in modo tale da potere più facimente riferire (e far trovare ai lettori) alcuni passi di questa serie di “botta e risposta” di taglio veramente singolare e che, sono sicuro, scateneranno polemiche a non finire, stante il clima imperante di colonizzazione culturale (e non solo) da parte degli anglo-americani e dei loro complici (in occidente ed in oriente), di mancanza della vera ricerca storica, di ipocrisia, di falsificazione, di furore ideologico, di bassa (o nulla) sovranità, di accresciuta dittatura dei banksters, di vuoto politico, di lontananza delle classi dirigenti dalla gente, di scarsa coscienza popolare, di necessità della rivoluzione evolutiva.

Ho solo aggiunto delle osservazioni personali tra parentesi quadre [testo, n.d.A.] in cui la dicitura “n.d.A.” significa “nota di AlexFocus” (cioè il sottoscritto, Alessandro d’Esposito). Infine la dicitura [c.s.] indica “come sopra”

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Ultima intervista (postuma per sua volontà) a Erich Priebke, Luglio 2013
A cura di Luigi Leonin

D1: sig. Priebke, anni addietro lei ha dichiarato che non rinnegava il suo passato. Con i suoi cento anni di età lo pensa ancora?

R1:


D2: Che cosa intende esattamente con questo?

R2: Che ho scelto di essere me stesso.


D3: Quindi ancora oggi lei si sente nazista.

R3: La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che ha a che fare con le nostre convinzioni. Si trratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che, per noi tedeschi, furono la WeltanSchauung ed ancora ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore. La politica è un’altra questione. Il NazionalSocialismo è scomparso con la sconfitta ed oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare.


D4: Della visione del mondo, di cui lei parla, fa parte anche l’antisemitismo? [anche qui siamo nel campo della logomachia, cioè la “guerra delle parole” in cui si confondono volutamente dei concetti tra lorro incompatibil; infatti ”semita” è una categoria “etnica”, come camita o japhetico (che indicano rispettivamente la razza nera e quella chiara) quindi non è attribuibile una valenza “politica” a tale categoria, non si può accettare una qualunque contrapposizione ad una razza, n.d.A.].

R4: Se le sue domande sono mirate a conoscere la verità, è necessario abbandonare i luoghi comuni: criticare non vuol dire che si vuole distruggere qualcuno. In Germania, sin dai primi del Novecento, si criticava apertamente il comportamento degli ebrei [D’ora in poi immagino che sia più corretto interpretare, nei passi in cui si indicano delle responsabilità precise, per fatti negativi, la parola “ebreo” con “sionista”,  in quanto il piano politico di un gruppo organizzato intorno al progetto “nascita dello stato Israele”, perpetrato con il progressivo, inarrestabile trasferimento di risorse dalla maggioranza della popolazione mondiale ad una ristretta cerchia che si riconosce nel progetto di “dominio a qualunque costo”,  non ha alcuna relazione con la categoria religiosa. Anzi, vi sono delle associazioni di ebrei ortodossi, come la Neturei Karta e Jews for Israel, le quali affermano, ripetutamente e con decisione, che “gli ebrei non sono sionisti ed i sionisti non sono ebrei” n.d.A.]. Il fatto che gli ebrei [c.s.] avessero accumulato nelle loro mani un immenso potere economico e, di conseguenza, politico, pur rappresentando una parte in proprorzione assolutamente esigua della popolazione mondiale, era considerato ingiusto. È un fatto che, amncora oggi, se prendiamo le mille persone più ricche e potenti del mondo, dobbiamo costatare che una notevole parte di loro sono ebrei [c.s.], banchieri od azionisti di maggioranza di imprese multinazionali. In Germania, poi, specialmente dopo la sconfitta della Prima Guerra Mondiale e l’ingiustizia dei trattati di Versailles, con l’accumulo d’immensi capitali sda parte di questi immigrati, in pochi anni, mentre con la Repubblica di Weimar la grande maggioranza del popolo tedesco viveva in forte povertà. In quel clima gli usurai si arricchivano ed il senso di frustrazione cei confronti degli ebrei cresceva. 

 
Ezra Pound
D5:  Quella che gli ebrei [c.s.] abbiano praticato l’usura ammessa dalla loro religione, mentre veniva propibita ai cristiani, è una vecchia storia. Cosa c’è di vero, secondo lei?

R5: Infatti non è certo una mia idea. Basta leggere Shakespeare o Dostojevskij per capire che simili problemi con gli ebrei sono storicamente effettivamente esistiti, da Venezia a San Pietroburgo. Questa non vuole assolutamente dire che gli unici usurai dell’epoca fossero gli ebrei. Ho fatto mia una frase delpoeta Ezra Pound: “Tra uno strozzino ebreo ed uno strozzino ariano non vedo nessuna differenza”.


D6: Per tutto questo lei giustifica l’antisemitismo?

R6: No, guardi, questo non significa che tra gli ebrei non ci siano persone perbene.. Ripeto, antisemitismo vuol dire odio, odio indiscrimnato. Io, anche in questi ultimi anni della mia persecuzione, da vecchio, privato della libertà, ho sempre rifiutato l’odio. Non ho mai voluto odiare nemmeno chi mi ha odiato. Parlo solo di diritto di critica e ne sto spiegando i motivi. E le dirrò di più: deve considerare che, per i loro particolari motivi religiosi, una grossa parte di ebrei [c.s.] si considerava  superiore a tutti gli altri esseri umani. Si immedesimava nel ”Popolo Eletto da Dio” nelle Bibbia.

Adolf Hitler
 

D7: Anche Adolf Hitler parlava della razza ariana come superiore [si tenga conto che “ariano” è un aggettivo che proviene dalla radice indo-iranica “ar” che indicava “i migliori” cioè coloro che favevano parte della classe “superiore”, insomma i nobili; tale radice è la stessa che indica da noi “aristocrazia”, il dominio dei migliori, in senso originario, mentre ora il termine ha perso di contenuto, n.d.A.]..

R7: Sì, Hitler è caduto anche lui nell’equivoco di rincorrere questa idea di superiorità. Questa è stata una delle causa di errori senza ritorno. Tenga conto, comunque, che un certo razzismo era la normalità in quegli anni, non solo a livello di mentalità popolare ma anche a livello di governi ed, addidittura, di ordinamenti giuridici.
Gli Americani, dopo aver deportato le popolazioni africane ed essere stati schiavisti, continuavano ad essere razzisti e, di fatto, discriminavano i neri. Le prime leggi, definite “razziali”, di Hitler, non limitavano i diritti degli ebrei più di quanto fossero limitati quelli dei neri in diversi stati degli USA. Stessa cosa per le popolazioni dell’India da parte degli Inglesi ed i Francesi, che non si sono comportati molto diversamente con i cosìddetti sudditi delle loro colonie. Non parliamo, poi, del trattamento subito, all’epoca, dalle minoranze etniche nell’ex-URSS


D8: E quindi come sono adate peggiorando in Germania le cose, secondo lei?

Herschel Grynszpan
R8: Il conflitto si è radicalizzato, è andato crescendo. Gli ebrei tedeschi, americani, inglei e l’ebraismo mondiale da un lato, contro la Germania che stava dall’altro. Naturamente gli ebrei tedeschi si sono venuti a trovare in una posizione sempre più difficile. La successiva decisione di promulgare leggi molto dure, resero in Germania la vita veramente difficile agli
Ebrei. Poi nel novembre del 1938 un ebreo, un certo Herschel Grynszpan, per protesta contro la Germania, uccise in Francia un consigliere della nostra ambasciata, Ernst von Rath.
Ernst von Rath
Ne seguì la famosa “Notte dei  cristalli”. Gruppi di dimostranti ruppero in tutto il Reich le vetrine dei negozi di proprietà degli ebrei. Da allora gli ebrei furono considerati solo e soltanto come nemici. Hitler, dopo aver vinto le elezioni, li aveva
in un primo tempo incoraggiati in tutti i modi a lasciare la Germania.

Successivamente, nel clima di forte sospeto nei confronti degli ebrei tedeschi, causato dalla guerra, e di boicottaggio e di aperto conflitto con le più importanti organizzzaioni ebraiche  mondiali, li rinchiuse nei lager, proprio come nemici [ricordo che “sion” è una parola ebraica derivata da “senà” cioè “odio” quindi sion è il monte dell’odio universale versi i non sionisti, n.d.A.].


D9: La colpa, quindi, di ciò che gli ebrei hanno subito, secondo lei, sarebbe degli ebrei stessi? 

Stalin (alias Iosif Vissarionovič
Džugašvili)
R9: La colpa è un po’ di tutte le parti [a mio modesto parere, gli stessi sionisti hanno fatto in modo che gli ebrei, in generale, fossero un “capro espriatorio” per poter portare avanti i loro piani, cioè l’istaurazione del Nuovo Ordine Mondiale, attuando i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”. Anche per questo era necessario creare un’ “enclave” separata dal resto del mondo (cioè Israele), nella quale NON valessero gli stessi concetti, regole, comportamenti che gli altri popoli sarebbero stati COSTRETTI ad applicare. Una dimostrazione di questo è che l’entità sionista se ne frega costantemente di qualunque risoluzione dell’ONU che la riguardi, n.d.A.]. Anche degli alleati Anglo-americani che scatenarono la Seconda Guerra Mondiale contro la Germania, a seguito dell’invasione della Polonia, per rivendicare territori dove la forte presenza tedesca era sottoposta a continue vessazioni. Territori posti, dal trattato di Versailles, sotto il controllo del neonato stato polacco.
Contro la Russia di Stalin [alias Iosif Vissarionovič Džugašvili, n.d.A] e la sua invasione della restante parte della Polonia, nessuno mosse un dito. Anzi, a fine conflitto, ufficialmente nato per difendere proprio la indipendenza della Polonia dai tedeschi, fu regalato (senza tanti complimenti) tutto l’est europeo, Polonia compresa, a Stalin.

D10: Quindi, politica a parte, lei sposa le teorie revisioniste?

R10: Non capisco perfettamente cosa si intende per revisionismo. Se parliamo del processo di Norimberga, allora posso dirle che fu una cosa incredibile, un grande palcoscenico creato apposta per disumanizzare, di fronte all’opinine pubblica mondiale, il popolo tedesco ed i suoi capi. Per infierire sullo sconfitto, oramai impossibilitato a difendersi.

D11: Su quali basi afferma questo?

John F. Kennedy
R11: Cosa si può dire di un autonominatosi tribulane che giudica solo i crimini degli sconfitti e non quelli dei vincitori; dove il vincitore è, al tempo stesso, pubblica accusa, giudice e parte lesa e dove gli articoli di reato erano stati appositamente creati, successivamente ai fatti contestati, proprio per condannare in modo retroattivo? Lo stesso presidente americano John F. Kennedy ha condannato quel processo definendolo una cosa “disgustosa”, in quanto “si erano violati i principi della costituzione americana per punire un avversario sconfitto”.



Michail Gorbaciov
D12:Se intende dire che il reato di “crimini contro l’umanità” con cui si è condannato a Norimberga non esisteva prima che fosse contestato proprioda quel tribunale internazionale, c’è da dire, in ogi caso, che le accuse riguardavano fatti comunque terribili, o no ?

R12: A Norimberga i tedeschi furono accusati della strage di Katyn, poi, nel 1960, Michail Gorbaciov  ammise che erano stati proprio loro stessi (russi accusatori), ad uccidere i ventimila ufficali polacchi con un colpo alla nuca nella foresta di Katyn.

Boris Eltsin

Nel 1992 il presidente russo Boris Eltsin produsse anche ildocumento originale contenete l’ordine  firmato da Stalin.
I tedeschi firono accusati anche di aver fatto sapone con gli ebrei. Campioni di quel sapone finirono nei musei USA, in Israele ed in altri paesi. Solo nel 1990 un professore della università di Gerusalemme studiò i campioni dovendo, infine, ammettere che si trattava di un imbroglio.


D13: Sì, ma i campi di concentramento non sono un’imvenzione dei giudici di Norimberga, giusto?

R13: In quegli anni terribili di guerra, rinchiudere nei lager (in italiano sono i “campi di concentramento”) popolazioni civili, che rappresentavano un pericolo per la sicurezza nazionale, era una cosa normale. Nell’ultimo conflitto lo hanno fatto sia i russi sia gli USA. Questi ultimi, in particolare, con cittadini americani di origine orientale.

D14: In America, però, nei campi di concentramento per le popolazioni di etnia giapponese non c’erano le camere a gas, vero?

R14: Come le ho detto, a Norimberga sono state inventate una infinità di accuse. Per quanto riguarda quella che nei campidi concentramento vi fossero camere a gas aspettiamo ancora le prove. Nei campi i detenuti lavoravano. Molti uscivano dai lager per il lavoro e vi facevano ritorno la sera. Il bisogno di forza lavoro durante la guerra è incompatibile con la possibilità che, allo stesso tempo, in qualche punto del campo, vi fossero file di persone che andavano alla gasazione. L’attività di una camera a gas è invasiva nell’ambiente, terribilmente peericolosa anche al suo esterno, mortale. L’idea di mandare a morte milioni di persone in questo modo, nello stesso luogo dove altri vivono e lavorano, senza che si accorgano di nulla, è pazzesca, difficilmente realizzabile anche sul piano pratico [a parte il rapporto tecnico Leuchter (costruttore di camere a gas in ben 5 degli stati che fanno parte degli USA), il quale NON ha trovato una sola, vera camera a gas ad Auschwitz, Birkenau e Majdanek; a parte il rapporto chimico-fisico Rudolf (che non ha trovato traccia di sali venefici deposti sulle pareti interne od esterne della cosiddette “camere a gas”); nessun aereo degli anglo-americani, che pure sorvolavano i campi, ha MAI fotografato i comignoli di almeno 20 mt. di altezza che sarebbero stati necessari per disperdere i gas venefici, dopo il loro uso omicidiario, per non uccidere anche le persone che si trovavano attorno alla camere, n.d.A.].


D15: Ma lei quando ha sentito parlare per la prima volta del piano di sterminio degli ebrei e delle camere a gas?
Walter Rauff

R15: La prima volta che ho sentito di cose simili la guerra era finita ed io mi trovavo in un campo diconcentramento inglese, ero insieme al colonnello Walter Rauff. Rimanemmo entrambi allibiti. Non potevamo assolutamente credere a fatti così orribili: camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini. Se ne parlò con Rauff ed altri colleghi per giorni. Nonostante fssimo tutti SS, ognuno al nostro livello con una particolare posizione nell’apparato nazionalsocialista, mai a nessuno di noi erano giunte alle orecchie cose simili.
Pensi che anni dopo venni a sapere che il mio amico e superiore Walter Rauff, che aveva diviso con me anche qualche pezzo di pane duro, nel campi di concentramento, veniva accusato di essere l’inventore di un fantomatico autocarro di gasazione. Cose di questo genere le può pensare solo chi non ha conosciuto Walter Rauff


D16: E di tutte le testimonianze della esistenza delle camere a gas?
 
Rudolf Franz Ferdinand Höss
R16: Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita, a guerra finita, dalgi Americani, a Dachau. Testimonianze che si possono definire affidabili, sul piano giudiziario o storico a proposito delle camere  a gas, non ce ne sono; a cominciare da quelle di alcuni degli ultimi comandanti e responsabili dei campi, come, ad esempio, quella del più noto dei comandanti di Aushwitz, Rudolf Franz Ferdinand Höss. A parte le grandi contraddizioni della sua testimonianz, prima di deporre a Norimberga fu torturato e, dopo la testimonianza, per ordine dei russi, gli tapparono la bocca, impiccandolo. Per questi testimoni, ritenuti preziosi dai vincitori anglo-americani, le violenze fisiche e morali, in caso di mancanza di condiscendenza, erano insopportabili; le minacce erano anche di rivalsa sui familiari. So per esperienza personale della mia prigionia e di quella dei miei colleghi, come, da parte dei vincitori venivano estorte dei campi di concentramento le confessioni ai prigionieri, i quali, spesso, non conoscevano nemmeno la lingua inglese. Poi il trattamento riservato ai prigionieri nei campi russi della Siberia oramai è cosa nota, si doveva firmare qualunque tipo di confessione rishiesta; e basta.
Mario Badoglio


D17: Quindi per lei quei milioni di morti sono un’invenzioneSu ?
 
Heinrich Himmler
R17: Io ho consciuto personalmente i lager. L’ultima volta sono stato a Mauthausen nel maggio del 1944 ad interrogare il figlio di Pietro Badoglio, Mario, per ordine di Heinrich Himmler. Ho girato quel campo in lungo ed in largo per due giorni. C’erano immense cucine in funzione per gli internati ed, all’interno, anche un bordello per le loro esigenze. Niente camere a gas.  

Purtroppo tanta gente è morta nei campi ma non per una volontà assassina. La guerra, le condizioni di vita dure, la fame, la mancanza di cure adeguate, si sono risolti spesso in un disastro. Però queste tragedie dei civili, erano all’ordine del giorno non solo nei campi ma in tutta la Germania, soprattutto a causa dei bombardamenti indiscriminati delle città [ovviamente si riferisce a bombardamenti anglo-americani, i quali non si sono fatti scrupolo di colpire anche i campi di concentramento: esattamente come fa, adesso e dalla sua costituzione, lo stato nazi-sionista di Israele con i lager di Gaza e della Cisgiordania, n.d.A.]. 


D18: Quindi lei minimizza la tragedia degli ebrei: l’Olocausto ?

R18: C’è poco da minimizzare, una tragedia è una tragedia. Si pone, semmai, un problema di verità storica.  I vinciori del secondo conflitto mondiale acvevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Avevano raso al suolo intere città tedesche, dove non vi era un solo soldato, solo per uccidere donne, vecchi e bambini e, così, fiaccare la volontà di combattere del loro nemico. Questa sorte è toccata ad Amburgo, Lubecca, Berlino, Dresda e tante altre città. Approfittavano della superirità dei loro bombardieri per uccidere i civili impunemente e con folle spietatezza. Poi è toccato alla poplazione di Tokyo ed, infine, con le atomiche, ai civili di Nagasaki e Hiroshima.
Per questo era necessario inventare dei particolari crimini commessi dalla Germania e reclamizzarli tanto sa presentare i tedeschi come creature del male e tutte le altre sciocchezze; soggetti da romanzo dell’orrore su cui Hollywood ha girato centinaia di film.
Del resto, da allora, il metodo dei vincitori della seconda guerra mondiale non è molto cambiato: a sentire loro, essi esportano la democrazia con cosiddette “missioni di pace” contro le canaglie, descrivono terroristi che si sono macchiati di atti sempre mostruosi, inenarrabili. Ma, in pratica, attaccano soprattutto con l0’aviazione che non si sottomette. Massacrano militarie civili che non hanno i mezzi per difendersi. Alla fine, tra un intervento umanitario e l’altro, nei vari paesi, mettono sulle poltrone dei governi dei burattini che assecondano i loro interessi economici e politici. 


D19: Ma allora certe prove inoppugnabili, come filmati e fotografie dei lager, come le spiega ?

R19: Quei filmati sono una ulteriore prova della falsificazione; provengono quasi tutti dal campo di Bergen Belsen. Era un  campo dove le autorità tedesche inviavano, da altri campi, gli internati inabil al lavoro. Vi era all’interno anche un reparto per convalescenti. Già questo la dice lunga sulla volontà assassina dei tedeschi. Sembra strano che, in tempo di guerra, si sia messo in piedi una struttura per accogliere color che, invece, si volevano gasare. I bambardamenti alleati nel 1945 avevano lasciato quel campo senza viveri, acqua e medicinali. Si è diffusa una epidemia di tifo petecchiale che ha causato migliaia di malati e morti. Quei filamti risalgono priprio a quei fatti, quando il campo di accoglienza di Bergen Belsen, devastato dall’epidemia, nell0aprile del 1945, era oramai nella mani degli alleati.

Alfred Hitchcock
Le riprese ffurono appositamente girate, per motivi propagandistici, dal regista inglese Alfred Hitchcock, il ’horror. È spaventoso il cinismo, la mancanza di senso di umanità, con cui, ancora oggi, si specula con quelle immagini. Proiettate per anni dagli scherimi televisivi, con sottofondi musicali angoscianti, si è ingannato il pubblico associando, con spietata astuzia, quelle scene terribili alle camere a gas, con cuui, invece, non avevano nulla a che fare. Un falso!
maestro dell


D20: Il motivo di tutte queste mistificazioni, secondo lei, sarebbe coprire i propri crimini da parte dei vincitori?

R20: In un primo tempo fu così. Un copione uguale a Norimberga fu inventato anche dal generale McArthur in Giappone con il proceasso di Tokyo. In quel caso, per impiccare, si escogitarono altre storie ed altri crimini. Per criminalizzare i giapponesi che avevano subito la bomba atomica, si inventarono all’epoca persino accuse di cannibalismo


D21: Perché “in un primo tempo”?

Norman Finkelstein
R21: Perché, successivamente, la letteratura sull’olocausto è servita soprattutto allo stato di Israele per due motivi. Il primo è chiarito bene da uno scrittore ebreo figlio di deportati: Norman Finkelstein. Nel suo libro “L’industria dell’Olocausto” spiega come questa industria abbia portato, attraverso una campagna di rivendicazioni, risarcimenti miliardari nelle casse di istituzioi ebraiche ed in quelle dello stato di Israele. Finkelstein parla di “un vero e proprio racket di estorsioni”. Per quanto riguardail secondo punto , lo scrittore Sergio Romano, che non è certo un revisionista, spiega che incrementare ed enfatizzare la drammaticità della “letteratura sull’Olocausto” avrebbe portato ad Israele vantaggi nel suo contenzioso con gli arabi ed “una sorta di semi-immunità diplomatica”.  


D22: In tutto il mondo si parla dell’olocausto come sterminio, lei ha dubbi o lo nega recisamente ?

R22: I mezzi di propaganda di chi oggi detiene il potere globale sono inarginabili. Attraverso una sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia, si sono manipolate le coscienze lavorando sulle emozioni. In particolaere le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre per assoggettarne la libertà di giudizio.  
Come ho detto, siamo dda quasi 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco. Gli storici non hanno trovato un solo documento che riguardasse le camere a gas. Non un ordine scritto, una relazione od un parere di una istituzione tedesca, un rapporto degli addetti.
Nulla di Nulla.
Nell’assenza di documenti, i giudici di Norimberga hanno dato per scontato che il progetto che si intitolava “Solcuzione finale del problema ebraico” allo studio nel Reich, che vagliava le possibilità territoriali di allontanamento degli ebrei dalla Germania e successivamente dai territori occupati, compreso il possibile trasferimento in Madagascar, fosse un codice segreto di copertura che significava il loro sterminio.
È assurdo! In piena guerra, quando eravano ancora vincitori sia in Africa sia in Russia, gli ebrei, che erano stati, in un primo tempo, semplicemente incoraggiati, vennero poi, fino al 1941, spinti in tutti i modi a lasciare autonomamente la Germania, Solo dopo due anni dall’inizio della guerra cominciarono i provvedimenti restrittivi della loro li


D23: Ammettiamo, allora, che le prove di cui lei parla vengano fuori. Parlo di un documento firmato da Hitler o da un altro gerarca. Quale sarebbe la sua posizione?


R23: La miaposizione è di condanna tassativa per fatti del genere. Tutti gli atti di violenza indiscriminata sontro le comuntà, senza che si tenga conto delle effettive responsabilità individuali, sono inaccettabili, assolutamente da condannare. Quello che è successo agli Indiani d’America [tra il 1604 ed il 1862, prima dagli inglesi e poi dagli statunitensi, 90 milioni di nativi americani furono uccisi nei modi più svariati, dalle taglie sugli scalpi alla distruzione delle mandrie di bufali che erano la base alimentare (e non solo) dei nativi, dalle coperte infette di vaiolo al whisky al metanolo, dai pozzi d’acqua avvelenati ai bombardamenti notturni ai villaggi (dopo la firma di inutili trattati), dalle razzie, carneficine ed incendi nei campi delle riserve dove erano stati segregati alla sistematica distruzione dei villaggi a forza di cannoni caricati a chiodi, una sequela di ingannie tradimenti, col sottofondo delle scariche di fucileria e gli assoli della mitragliatrici Gatling, n.d.A.], ai Kulaki in Russia [e ai mujik, circa 15 milioni affamati e congelati dai bolscevichi tra il 1917 ed il 1921, ciò che causò una terribile carestia dalla cui barbarie nasce la semi-verità “i comunisti mangiano i bambini”, perché i piccoli proprietari terrieri ed i braccianti agricoli morivano letteralmente di fame ed i sopravvissuti si buttavano suo loro corpi per nutrirsi, cominciando dai bambini, perché più “teneri” n.d.A.], agli Italiani infoibati in Istria [decine di migliaia, a guerra finita, buttati dai partigiani comunistidi Tito in profonde fenditure, ancora vivi, n.d.A.], agli Armeni [1,5 milioni trucidati dai turchi, n.d.A.], aj progionieri tedeschi nei campi di
Dwight D. Eisenhower
concentramento americani in Germania ed in Francia così come in quelli russi, i primi lasciati morire di stenti volutamente dal presidente americano Dwight D. Eisenhower, i secondi da Stalin. Entrambi i capi di stato non rispettarono volutamente la convenzione di Ginevra per infierire fino alla tragedia. Tutti episodi, ripeto, da condannare senza mezzi termini, comprese le presecuzioi fatte dai tedeschi a danno degli ebrei; che indubbiamente ci sono state. Quelle reali, però, non quelle inventate per propaganda

D24: Lei ammette , quindi, la possibilità che queste prove, sfuggitre ad una eventuale distruzione fatta dai tedeschi alla fine del conflitto, potrebbero un giorno venire fuori ?

R24: Le ho già detto che questi fatti vanno condannati in assoluto. Quindi se poniaamo, anche solo per assurdo, che un domani si dovessero trovare prove su quueste camere a gas, la condanna di cose così orribili,di chi le ha volute e di chi le ha usate per uccidere, dovrebbe essere indiscusa e totale. Vede, in questo senso ho imparato che, nella vita, le sorprese possono no finire mai. In questo caso, però, credo di poterle escludere con certezza perché, per quasi sessanta anni, i documenti tedeschi, sequestrati daivincitori della guerra, sono stati esaminati e vagliati da centinaia e centinaia di studiosi, sicchè ciò che non è emerso finora difficilmente potrà emergere in futuro.   

Hermann Goering
Per un altro motivo devo, poi, ritenerlo estremamente improbabile e le spiego perché: a guerra già avanzata, i nostri avverssari avevano cominciato ad insinuare sospetti su attività omicide nei Lager. Parlo della dichiarazione interalleata del dicembre 1942, in cui si diceva genericamente di barbari crimini della Germaina contro gli ebrei e si prevedeva la punizione dei colpevoli.

Poi, alla fine del 1943 ho saputo che non si trattava di generica propaganda di guerra, ma addirittura i nostri nemici pensavano di fabbricare false prove su questi crimini. La prima notizia la ebbi dal mio compagno di corso, grande amico, capitano Paul Reinicke, che passava le sue giornate  a contatto  col numero due del govreno tedesco, il Reichmarschall Hermann Goering: era il suo capo scorta.

Ernst Kaltenbrunner
L’ultima volta che lo vidi mi riferì del progetto di vere e proprie falsificazioni. Goering era furibondo per il fatto che riteneva queste mistificazioni infamanti agli occhi del mondo intero. Proprio Goerinng, prima di suicidarsi, contestò violentementi di fronte al tribinale di Norimberga la produzione di prove falsificate.



Un altro accenno lo ebbi successivamente dal capo della polizia, Ernst Kaltenbrunner, l’uomo che aveva sostituito dopo la sua morte e che fu poi mandato alla forca a seguito del verdetto di Norimberga.

Vittorio Emanuele III



Lo vidi verso la fine della guerra per riferirgli le informazioni sul tradimento del re Vittorio Emanuele III. Mi accennò che i futuri vincitori erano già all’opera per costruire false prove di crimini di guerra es altre efferatezze che avrebbero inventato sui lager a riprova della crudemtà tedesca. Stavano già mettendosi d’accordo sui particolari di come inscenare uno speciale giudizio per i vinti.

Heinrich Müller




Soprattutto, però, ho incontrato nell’agosto 1944 il diretto collaboratore del generale Kaltenbrunner, il capo della Gestapo, generale Heinrich Müller. Grazie a lui ero riuscito a frequentare il corso allievi ufficiali. A lui dovevo molto e lui era affezionato a me.



Herbert Kappler
Era venuto a Roma per risolvere un problema personale del mio comandante, ten. Colonnello Herbert Kappler. In quei giorni la quinta armata americana stava per sfondare a Cassino, i russi avanzavano verso la Germania. La guerra era già inesorabilmente persa. Quella sera mi chiese di acconpagnarlo in allbergo. Essendoci un minimo di confidenza mi permisi di chiedergli maggiori dettagli sulla questione. Mi diss che, tramite l’attività di spionaggio, si aceva avuto conferma che il nemico, in attesa della vittoria finale, stava tentando di fabbricare le prove di nostri crimini per mettere in piedi un giudizio spettacolare di criminalizzazione della Germania, una volta sconfitta.

Aveva notizie precise ed era seriamente preoccupato. Sosteneva che di questa gente non c’era d afisdarsi perché non avevano senso dell’onore né scrupoli.
Allora ero giovane e non diedi il giusto peso alle sue parole ma le cose poi, di fatto, andarono proprio come il generale Müller mi aveva detto .  Questi sono gli uomini, i gerarchi, che, secondo quanto oggi si dice, avrebbero dovuto pensare aed organizzare lo sterminio degli ebrei con le camere a gas!
Lo considerei ridicolo, se non si trattasse di fatti tragici.

Colin Powell
Per questo, quando gli americani, nel 2003, hanno aggredito l’Iraq con la scusa che possedeva “armi di distruzione di massa”, con tanto di falso giuramento da parte del segretario di stato Colin Powell di fronte al consiglio di sicurezza dell’ONU [nell’immagine mentre mostra la cosiddetta “fiala di antrace” come “prova” della presenza in Iraq delle armi chimiche e batteriologiche mai trovare, n.d.A.], proprio loro che erano stati gli unici ad usarle  in guerra [contro città non fortificate ed abitate solo da civili inermi, n.d.A.], io mi sono detto: “niente di nuovo!


D25: Lei, da cittadino tedesco, sa che alcune leggi in Germania, Austria, Francia, Svizzera puniscono con il carcere chi nega l’olocausto?

R25: Sì, i poteri forti le hanno imposte e, tra poco, le imporranno anche in Italia. L’inganno sta proprio nel far credere alla gente che chi, ad esempio, si oppone al colonialismo israeliano ed al sionismo in Palestina, sia antisemita; chi si permette di criticare gli ebrei [c.s.] sia sempre e comunque antisemita; chi osa chiedere le prove dell’esistenza di queste camere a gas nei campi di concentramento, è come se approvasse una idea di sterminio degli ebrei. Si tratta di una falsificazione vergognosa. Proprio queste leggi dimostrano la paura che la verità venga a galla. Ovviamente si teme che, dopo la campagna propagandistica fatta di emozioni, gli storici si interroghino sulle prove, che gli studiosi si rendano conto delle mistificazioni.
Proprio queste leggi apriranno gli occhi a chi ancora crede nelal libertà di pensiero e nella importanza della indipendenza nella ricerca storica.
Certo, per quello che ho detto posso essere incriminato, la mia situazione potrebbe addirittura ancora peggiorare ma divevo raccontare le cose come sono realmente state, il coraggio della sincerità era un dovere nei confronti del mio paese, un contributo nel compimento dei miei cento anni per il riscatto e la dignità del mio popolo.

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